Canzone per te: dentro il testo di “Nonno Hollywood” di Enrico Nigiotti

Entriamo dentro il testo di una canzone per comprenderla

Nuovo appuntamento con “Canzone per te”, la rubrica che ogni settimana ti porta alla scoperta di una canzone diversa, cercando di capire il significato e il messaggio che vuole trasmettere attraverso la sua musica e le sue parole. La canzone protagonista di questa settimana è Nonno Hollywood di Enrico Nigiotti: si tratta del singolo facente parte dell’album “Cenerentola e altre storie…”, pubblicato nel febbraio 2019. Con questo brano l’artista livornese ha partecipato alla 69esima edizione del Festival di Sanremo, classificandosi in decima posizione ed ottenendo grande consenso sia da parte del pubblico che della critica.

“Nonno Hollywood” è dedicata, appunto, al nonno di Enrico Nigiotti, scomparso pochi mesi prima l’uscita della canzone. Il brano, inoltre, affronta un tema di particolare importanza, ossia quello del confronto tra due generazioni, mettendo in luce le differenze che, nel corso di pochi decenni, hanno radicalmente modificato le abitudini e gli stili di vita di innumerevoli individui.

“Certe cose fanno male, mica le puoi trattenere. Non c’è modo di cambiare quello che non ti va bene. Dicono che con il tempo tutto quanto passa, ma quand’è che passa? Perché non mi passa”: sono queste le parole con cui si apre il brano. Il dolore e la sofferenza provati dall’artista a seguito della scomparsa del nonno risultano essere chiari ed evidenti. Nonostante si dica che il tempo curi le ferite e affievolisca i ricordi, un legame forte e indissolubile come quello che intercorre tra un nonno e un nipote non può essere per nulla sciolto o attenuato.

Successivamente il narratore ricorda alcuni momenti trascorsi al fianco del suo “complice”: “e ricordo proprio adesso ogni volta che ridevi, ogni volta che per strada ti fermavi e litigavi con la gente che agli incroci ti suonava il clacson” e “quanto è bella la campagna e quanto è bello bere vino. Quante donne abbiam guardato abbassando il finestrino”. Si tratta di semplici gesti e azioni che, però, proprio nella loro semplicità, risultano unici. La vera ricchezza, infatti, risiede proprio nella capacità di apprezzare ogni singolo momento e ogni singolo attimo: “la ricchezza sta nel semplice, semplice, nel semplice sorridere in un giorno che non vale niente”.

All’interno del ritornello vengono sottolineate le innumerevoli differenze tra le due generazioni ed emerge fortemente anche l’amore provato dall’artista livornese nei confronti del nonno: “nonno mi hai lasciato dentro ad un mondo a pile, centri commerciali al posto del cortile. Una generazione con nuovi discorsi, si parla più l’inglese che i dialetti nostri. Mi mancano i tuoi fischi mentre stai a pisciare, mi manca la Livorno che sai raccontare. Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò, non dormirò, non dormirò”. Nell’arco di pochi decenni la società ha subito dei cambiamenti radicali: i cortili sono stati sostituiti dai centri commerciali e i dialetti, veri e propri patrimoni della cultura italiana, sembrano essere sopraffatti dalla lingua inglese. Se da un lato questo è un bene, dato che ciò denota una progressiva apertura del Paese e un continuo sviluppo tecnologico e scientifico, dall’altro, invece, può essere considerato un fattore negativo, poiché, in questo modo, le tradizioni e i costumi tipici del Bel Paese rischiano di cadere nell’oblio.

L’autore avverte sempre di più la mancanza del nonno e, per questo motivo, è consapevole che di notte, anche se proverà a dormire, non riuscirà a farlo. Il ricordo dei momenti trascorsi insieme e delle avventure condivise rimarrà per sempre impresso nella sua mente. Il tempo, però, scorre inesorabilmente e non è possibile fermarlo o tornare nel passato; nonostante ciò, la figura del nonno appare più viva che mai. Sono vivi i suoi consigli, le sue abitudini e i suoi piccoli gesti: “e quindi mi tengo stretto addosso i tuoi consigli, perché lo sai che qua non è mai facile per chi fa muso contro, ancora. E quindi, per ogni volta che vorrò sentirti, chiuderò gli occhi su questa realtà”.

Lo stesso Enrico Nigiotti, nel corso di un’intervista, ha dichiarato che la mattina successiva alla scomparsa del nonno dovette partire per il Veneto per un’esibizione in radio. Una volta arrivato in albergo, prese la chitarra e scrisse la canzone. In realtà, al Festival di Sanremo voleva portare un brano diverso, ma il direttore artistico Claudio Baglioni, dopo aver ascoltato il provino di “Nonno Hollywood”, ha voluto che portasse questo brano.

In definitiva, “Nonno Hollywood”, oltre a rappresentare una dedica da parte dell’artista livornese al nonno Tommaso, è un brano dedicato a tutti i nonni. L’amore e l’affetto che essi donano ai propri nipoti non può essere quantificato.

Concludiamo l’analisi di questo brano con una frase di un autore anonimo riguardante il meraviglioso legame tra nonni e nipoti: “L’amore tra nonni e nipoti è una cosa preziosa, uno scambio di doni prima che i giovani levino gli ormeggi e i vecchi cerchino il loro porto sicuro. L’incontro potrà essere breve o lungo e pieno di gioia, ma ognuno ne uscirà trasformato dall’altro”.

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Luca Buson

Presentatore e conduttore radiofonico. Il microfono e il palcoscenico sono la mia vita. Grande appassionato di musica, in particolare italiana. Il mio motto è "break your limits".

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