Entriamo dentro il testo di una canzone per comprenderne il significato

Nuovo appuntamento con Canzone per te, la rubrica che ogni mese ti porta alla scoperta di una canzone, con l’obiettivo di comprenderne il significato e il messaggio che vuole trasmettere. La canzone protagonista di questo mese è Seduto in riva al fosso di Luciano Ligabue.

Libertà e indipendenza

‘Seduto in riva al fosso’ è un brano che sa di libertà e indipendenza. Che manifesta il bisogno di isolarsi, di trovare uno spazio di libertà. L’immagine della giostra che non si ferma mai è rappresentativo della società odierna. Una società in cui i ritmi sono sempre più serrati. Una società in cui la competizione è sempre più sfrenata e il raggiungimento di meri interessi personali sembra essere il principale obiettivo di vita. Sia chiaro. L’interesse personale è sacrosanto. E la competizione, entro certi limiti, favorisce il progresso e la crescita collettiva. Ma quando la competizione viene esasperata e l’interesse personale si sostituisce a quello collettivo si rischia di dare vita a una società priva di ogni controllo. È da qui che nasce il desiderio di libertà dell’autore. Forse, più che desiderio di libertà in senso stretto, si intende il bisogno di respirare aria pulita, di isolarsi e di scendere, anche se per pochi istanti, da questa giostra che continua a girare vorticosamente su sé stessa: «lontano da me, lontano da noi. Lontano dalla giostra che non si ferma mai. Io c’ho il biglietto sì, ma questa corsa la vorrei lasciare fare a voi».

Un senso di libertà

Umberto Eco diceva che chi non legge vive una sola vita (la propria), mentre chi legge avrà vissuto cinquemila anni. Personalmente credo che questa frase sia valida anche per la musica, sebbene con le opportune differenze. La musica, infatti, ha un potere straordinario. Quello di riuscire a trasmettere emozioni e sensazioni attraverso il semplice utilizzo delle parole e della melodia. Ed ecco che sembra quasi naturale immedesimarsi nell’autore del brano che, deliziato da un buon profumo, cullato dal silenzio e allietato dallo scorrere dell’acqua se ne sta lì, seduto in riva al fosso, lontano da tutto e da tutti: «ho parcheggiato e camminato, non so quanto, non so dove, sono qua. Ma so soltanto che si sente un buon profumo, un bel silenzio e l’acqua che va». In queste parole si percepisce un profondo senso di pace e di libertà. Tutto il resto passa in secondo piano. Il silenzio e la quiete prendono il posto del frastuono e del fragore e la mente, per un attimo, si libera da ogni pensiero.

La tempesta dopo la quiete

Ma quest’atmosfera magica, quasi bucolica, è destinata ben presto a finire. All’orizzonte si intravedono già gli “invasori” che, con le loro sedie e i tavolini, si apprestano ad apparecchiare per il loro pic-nic. Ovviamente anche la televisione e i telefonini non possono mancare: «sono arrivati con la guida ed hanno apparecchiato per il loro pic-nic con sedie e tavolini, la TV, i telefonini». Ecco. Questa è la perfetta metafora della società odierna. Isolarsi dal resto del mondo, anche solo per pochi istanti, è un bisogno che in molti avvertono. Ma non è affatto semplice ritagliarsi uno spazio di libertà quando si è immersi in un vortice continuo. La tecnologia ha assunto nel tempo un ruolo sempre più centrale. Un ruolo indispensabile. Intendiamoci: nessuno vuole mettere in dubbio l’importanza della tecnologia e, più in generale, lo straordinario progresso della tecnica e della scienza degli ultimi decenni. Il rischio che stiamo seriamente correndo, però, è che la tecnologia non sia più a servizio dell’uomo, ma viceversa. Nell’immaginario collettivo, sino a qualche anno fa, la tecnologia era vista come il mezzo deputato a semplificare l’esistenza degli esseri umani e a migliorare le condizioni generali di vita. Ad oggi questa idea è ancora presente, ma non è più radicata come un tempo. È per questo che, oggi più che mai, è necessario ristabilire un equilibrio. E questo equilibrio lo si stabilisce attraverso il progresso politico e sociale. Solo una società libera, responsabile e consapevole è in grado di giovarsi delle straordinarie opportunità concesse dall’innovazione tecnologica senza esserne schiacciata.

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Luca Buson

Presentatore e conduttore radiofonico. Il microfono e il palcoscenico sono la mia vita. Grande appassionato di musica, in particolare italiana. Il mio motto è "break your limits".

By Luca Buson

Presentatore e conduttore radiofonico. Il microfono e il palcoscenico sono la mia vita. Grande appassionato di musica, in particolare italiana. Il mio motto è "break your limits".

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