Canzonissima 2026, le pagelle della prima puntata (21 marzo)

Canzonissima pagelle

Primo atto per Canzonissima 2026, commentiamo in diretta le esibizione con le nostre pagelle della prima puntata in continuo aggiornamento

Tutto pronto per il ritorno televisivo di Canzonissima, un titolo storico nuovamente in onda su Rai 1 da sabato 21 marzo 2026 per sei settimane, con un format sia originale che contemporaneo, capace di celebrare il grande patrimonio della musica italiana mettendo al centro gli artisti in scaletta e le loro storie. Ecco le nostre pagelle delle esibizioni di questa prima puntata.

Canzonissima 2026, le pagelle della prima puntata

Malika Ayane – “Città vuota” (Mina): Si potrebbe scrivere un libro dal titolo “Malika e le cover”. Negli anni, la cantante si è messa alla prova con capolavori del passato, quali “La prima cosa bella” e “Cosa hai messo nel caffè”. Durante lo scorso Sanremo, ha interpretato insieme a Claudio Santamaria “Mi sei scoppiato dentro il cuore” di Mina… e sempre Mina viene omaggiata questa sera con “Città vuota”. Ottima e impeccabile performance di questa canzone, che pochi sanno essere a sua volta una cover di “It’s a Lonely Town”, successo internazionale di un pezzo degli anni ’60 portato al successo da Gene McDaniels. Brava Malika, si parte benissimo. Voto 7

Fabrizio Moro – “Il mio canto libero” (Lucio Battisti): Per un cantautore, mettersi alla prova con le cover non è semplice, figuriamoci confrontarsi con uno degli artisti italiani più iconici di sempre. Grande prova per Moro, che mi ha fatto venire voglia di un suo disco di riletture. Voto 7

Elettra Lamborghini – “Bella vera” (883): E direttamente dai festini bilaterali sanremesi, fa la sua apparizione Elettra Lamborghini. La domand è: ma è in playback? E poi: ma perchè ha trasformato questa hit degli 883 in un ballo di gruppo? Per entrambi i questi c’è una sola risposta: Voto 2

Enrico Ruggeri – “Lontano dagli occhi” (Sergio Endrigo): Bellissimo arrangiamento, a supporto di una precisa e intensa esecuzione di Ruggeri che, dopo i problemi alle corde vocali, è un piacere poter risentire in buona forma. Voto 6.5

Fausto Leali – “Pregherò” (Adriano Celentano): E tra le canzonissime di questa sera (chi più chi meno), questa si che ha fatto davvero la storia. Un po’ come il suo interprete d’eccezione, Fausto Leali, che ne realizza una versione molto vicina ad “A chi”. Un pezzo familiare, che sembra di essere sempre stato nelle sue corde. Ottant’anni? Ma che voce ha? Talento e perfezione. Voto 8

Leo Gassmann – “Un giorno credi” (Edoardo Bennato): Più convincente sul ritornello cantato a gran voce che sulle strofe sussurrate, Leo fa quel che può nel confrontarsi con un pezzo bello gigante di storia. Voto 5

Scritto da Nico Donvito
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