Canzonissima 2026, le pagelle della seconda puntata (28 marzo)
Secondo atto per Canzonissima 2026, commentiamo in diretta le esibizione con le nostre pagelle della seconda puntata in continuo aggiornamento
Tutto pronto per un nuovo appuntamento di Canzonissima, un titolo storico nuovamente in onda su Rai 1 sabato 28 marzo 2026. Il programma, condotto da Milly Carlucci, vede la partecipazione di grandi nomi che hanno segnato la storia della canzone italiana e continuano a entusiasmare il pubblico. Ecco le nostre pagelle delle esibizioni di questa seconda puntata.
Tema di questo secondo appuntamento sarà: “La dedica”, vale a dire una canzone di altri da dedicare a qualcuno o a qualcosa di speciale. Enrico Ruggeri dedicherà “Quello che le donne non dicono” a sua mamma; Fabrizio Moro dedicherà “Anima fragile” al suo primo amore; Leo Gassmann dedicherà “Tanto pe’ cantà” alla sua mamma; Michele Bravi dedicherà “Se io fossi un angelo” ai medici eroi; Fausto Leali dedicherà “Almeno tu nell’universo” a sua moglie Germana, Malika Ayane dedicherà “Fotoromanza” alla forza delle donne; Irene Grandi dedicherà “La donna cannone” all’amica che l’ha salvata in un momento difficile della sua vita; Elettra Lamborghini dedicherà “Alta marea” alla cavalla Lolita; Arisa dedicherà “La leva calcistica della classe ’68” al suo cagnolino Nino; Vittorio Grigolo dedicherà “O sole mio” a sua figlia Bianca Maria; Paolo Jannacci dedicherà “Vengo anch’io (no tu no)” a suo papà e i Jalisse dedicheranno “Per sempre sì” (di Sal Da Vinci) al loro amore.
Canzonissima 2026, le pagelle della seconda puntata
Fausto Leali – “Almeno tu nell’universo”: Vincitore morale della prima puntata, Fausto torna con una dedica per sua moglie Germana, rispolverando un capolavoro incompreso del Festival di Sanremo. Nel 1989, anno della sua vittoria in coppia con Anna Oxa sulle note di “Ti lascerò”, Mia Martini si posizionava al nono posto proprio con “Almeno tu nell’universo”, oggi considerata una pietra miliare della musica italiana. Leali ne restituisce una versione di buona fattura, ma meno brillante di “Pregherò”. C’è da dire che un pezzo femminile è difficile da giudicare nell’adattamento al maschile. Il paragone è tosto, ma l’omaggio è apprezzabilissimo. Voto 6.5
Leo Gassmann – “Tanto pe’ cantà”: Una dedica nei confronti della mamma per Leo Gassmann, che sceglie un pezzo della tradizione romana di Ettore Petrolini, ripreso e portato poi al successo dal grande Nino Manfredi. Nella seconda strofa si è messo a imitare Califano, così, senza neanche una spiegazione. Simpatico, ma nulla de che. Voto 5
Irene Grandi – “La donna cannone”: Irene sceglie la carta dell’amicizia e della sorellanza con questo evergreen di De Gregori. Una forma d’amore e di purezza. Si vede che questa canzone si adatta perfettamente alle sue corde. Voto 7
Vittorio Grigolo – “O sole mio”: Un capolavoro senza tempo e senza confini, che Grigolo dedica a sua figlia. Pensate, stiamo parlando di un inno famoso in tutto il mondo, inciso in svariate lingue e, per la prima volta, nel lontano 1898. Un po’ come accaduto con “Nessun dorma” la scorsa settimana, non si può in alcun modo mettere in paragone con tutto ciò che abbiamo già ascoltato e che ascolteremo questa sera. E come mettere a confronto il fioretto con il pugilato. Per cui… Senza voto
Enrico Ruggeri – “Quello che le donne non dicono”: Enrico interpreta un suo pezzo, firmato a quattro mani da Luigi Schiavone e interpretato a Sanremo 1987 da Fiorella Mannoia. Per la cronaca, quell’anno, la cantante romana si aggiudicò il Premio della Critica, mentre Ruggeri trionfò al Festival in trio con Tozzi e Morandi. Oggi si riappropria di quella canzone, fornendone una versione personale quando corale. Voto 7
Elettra Lamborghini – “Alta marea”: Incredibile! Non avrei mai pensato di darle una sufficienza su una canzone del genere. Vado a sciacquarmi la faccia con l’acqua fredda. Voto 6