Canzonissima 2026, le pagelle della quarta puntata (11 aprile)

Canzonissima pagelle

Un nuovo atto per Canzonissima 2026: commentiamo in diretta le esibizione con le nostre pagelle della quarta puntata in continuo aggiornamento

Tutto pronto per un nuovo appuntamento di Canzonissima 2026, un titolo storico nuovamente in onda su Rai 1 sabato 11 aprile. Il programma, condotto da Milly Carlucci, vede la partecipazione di grandi nomi che hanno segnato la storia della canzone italiana e continuano a entusiasmare il pubblico. Ecco le nostre pagelle delle esibizioni di questa quarta puntata.

Dopo le prima puntata vinta da “Il mio canto libero”, la seconda vinta da “La leva calcistica della classe ’68” e la terza vinta da “Caruso“, è tempo di pensare al quarto atto di Canzonissima 2026, in onda in prima serata su Rai 1 sabato 11 aprile dall’Auditorium Rai del Foro Italico. Tema di questo appuntamento è: “La rivincita di Sanremo”, vale a dire un pezzo (proprio o di altri) che al Festival non ha vinto, ma che nel tempo è diventato parte della memoria collettiva della musica italiana. Ogni cantante ha così scelto cosa interpretare:

Canzonissima 2026, le pagelle della quarta puntata

Jalisse – “Su di noi”: Non avrà vinto Sanremo, ma questa canzone ha fatto il giro del mondo. Molto meglio della versione proposta quest’anno nella serata cover del Festival da Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso. Non è che ci volesse poi molto, ma bravi i Jalisse. Voto 6.5

Leo Gassmann – “Io che amo solo te”: Una canzone che hanno interpretato tutti o quasi. Leo dovrebbe cantare pezzi più particolari per evitare il confronto con i giganti. Possibile che in 76 anni di Festival sia andato a pescare una canzone che, non solo non ha partecipato alla kermesse (il comunicato stampa Rai ci fa sapere che è stata scelta comunque per essere stata eseguita nella serata cover del 2021 da Orietta Berti e Le Deva), ma perchè andare a pescare un pezzo del 1962? Quando nemmeno suo padre e sua madre erano ancora nati? Questo è proprio auto-sabotaggio. Voto 5

Fausto Leali – “Io amo”. Un bell’omaggio a Toto Cutugno con una canzone che meriterebbe di essere recuperata e riproposta anche in nuove vesti. Una canzone che nel 1987 rappresentò l’inizio di una nuova carriera per Fausto Leali, che da un decennio non era più sulla cresta dell’onda. Insomma, un pezzo che non avrà vinto Sanremo, ma che ha ottenuto molto di più di una statuetta: l’affetto insindacabile e incondizionato del pubblico. Voto 8

Arisa – “La notte”: Nella storia più recente di Sanremo, “La cura per me” e “La notte” sono le due canzoni che più di altre avrebbero meritato la vittoria del Festival. Arisa si è poi rifatta due anni più tardi con “Controvento”, ma ogni volta che canta dal vivo questo pezzo, il tempo si ferma. Bellissimo questo arrangiamento ricco di archi. Senza troppi giri di parole… Voto 9

Enrico Ruggeri – “Il ragazzo della via Gluck”: Versione rock di un capolavoro della musica leggera italiana. Bell’operazione e bel tentativo di restaurare una canzone che, proprio quest’anno, festeggia ben sessant’anni di vita. Bravo Enrico. Voto 7

Michele Bravi – “Il nostro concerto”: Anche se questa canzone non ha mai partecipato a Sanremo, è piacevole l’omaggio a Umberto Bindi. Michele Bravi ne realizza un bell’omaggio. Ma un po’ come detto per Leo Gassmann, avrei preferito qualcosa di più recente. Nulla da eccepire sull’esecuzione. Voto 6.5

Fabrizio Moro – “Sono solo parole”: Altro piccolo grande classico contemporaneo. Terza a Sanremo 2012, lo stesso de “La notte” di Arisa. Vinse Emma con “Non è l’inferno”, eppure queste due canzoni hanno saputo prendersi una bella rivincita. Moro, autore del pezzo, ci offre la sua personale esecuzione che merita proprio un grande applauso. Anche qui, va detto, un bellissimo arrangiamento. Voto 7.5

Elettra Lamborghini – “I bambini fanno ooh”: Elettra Lamborghini canta Povia. Già questa informazione potrebbe alimentare un certo pregiudizio sulla performance. Quindi bisogna concentrarsi e cercare di essere obiettivi, senza pensare a chi, cosa, dove, perché e quando. Mi ci sono impegnato, giuro, per tutta la settimana. Poi arriva il sabato sera, Elettra canta questa canzone di Povia e mi rendo conto che tutto il lavoro zen di un’intera settimana, è stato inutile. Dico solo che “I bambini fanno ooh” me la ricordavo diversa, in questa versione sembra essere diventata “A Natale puoi”. E noi non abbiamo ancora digerito il pranzo di Pasqua. Mi fermo qua. Voto 4

Irene Grandi – “Incoscienti giovani”: Un plauso per Irene Grandi che sceglie una canzone recente e assolutamente non scontata. In una serata proiettata principalmente verso il secolo passato, la rocker toscana ci restituisce una versione personale e degna del pezzo portato al successo da Achille Lauro lo scorso anno. Voto 7

Vittorio Grigolo – “Quando quando quando”: Grigolo si musica con un mondo apparentemente a lui lontano, ma che poi così lontano non è. Mi piacerebbe ascoltare un suo disco di cover pop-crossover. Certo, non saranno le arie di Puccini e di Verdi, ma anche “Quando quando quando” ha saputo dire la sua in giro per il mondo. Voto 7

Malika Ayane – “La prima cosa bella”: Francamente avrei preferito sentire un’altra interpretazione da Malika, visto che lei stessa ha già inciso questo pezzo nel 2010 per la colonna sonora dell’omonimo film di Paolo Virzì. Ma è talmente bello eseguito da lei che mi taccio Voto 7.5

Elio e le Storie Tese – “La canzone monotona”: Non la sentivo da 13 anni e devo dire che è sempre piacevole sentirla, una, due, tre volte. Ma dopo un po’ stanca. Questa non è una canzonissima però e, soprattutto, non si presta al tema della serata. Quale rivincita di Sanremo? Quell’anno vinse Mengoni con “L’essenziale”, gli Elii arrivarono secondi. E il verdetto non è mai stato minimamente messo in discussione. Spiace, ma è così. Voto 5

    Scritto da Nico Donvito
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