Lettera aperta alla grande artista nell’anniversario della tua scomparsa

Cara Mimì,

ti scrivo per dirti grazie. Grazie perchè, anche se non ci siamo mai conosciuti o incrociati, a te devo tanto, forse tutto, del mio amore per la musica. E per quella italiana in particolare. Ti scrivo perchè oggi in rete impazza la corsa al tuo ricordo nel giorno dell’anniversario della tua scomparsa avvenuta oramai venticinque anni fa eppure io mi sento di dirti grazie e di volerti bene oggi esattamente come ieri o domani.

Quando sono nato tu già non c’eri più da qualche mese eppure la forza della tua musica c’era. Eccome se c’era. Non ti dirò che in casa mia si ascoltavano soltanto i tuoi dischi o che i miei genitori mi abbiano inculcato tutta quella serie di stereotipi che oggi la TV ripete a non finire quando si parla di te ma che allora, probabilmente, erano in pochi a pensare e ancor meno a dire a voce alta. Ti dirò, invece, che ti ho scoperto da solo, per caso, a partire dalla tua musica e sono certo che questo, in qualche modo, ti rallegrerà perchè se è vero che la storia personale determina l’essenza vera delle persone è anche vero che, spesso, corre il rischio di tracciarne il profilo in modo univoco portando al formarsi anche di cliché mai del tutto autentici o esaurienti. La tua storia l’ho scoperta con gli anni chiedendomi come fosse possibile che quelle canzoni mi suonassero così viscerali, così potenti, così celanti di un dolore vero e non soltanto immaginato ai fini dell’interpretazione come spesso succede in musica. Sono andato alla ricerca di parole, tue ed altrui, per saperne di più, per conoscerti almeno un po’ visto che la vita ce lo ha in qualche modo proibito nel senso canonico.

Cara Mimì, perchè così tutti ti chiamavano, ti scrivo per dirti grazie, dicevo. Grazie perchè sei stata grande, grande per davvero. Sei stata semplicemente artista, nel vero senso della parola. Artista perchè con le tue canzoni e con le tue scelte hai saputo dare forma ad un percorso di vita in musica raccontandoti per quanto, in ogni momento, riconoscevi di te nei versi che interpretavi scegliendo di affidare alla tua voce. Una voce unica, una voce destinata a restare dentro ai cuori per quel graffio che non è quello che madre natura ti ha donato ma è, piuttosto, quello che la vita, le sue sofferenze, le sue disperazioni ed i suoi momenti ti hanno inspessito, esasperato e cucito addosso. Quando si dice che la vita entra nelle canzoni tu ne sei l’esempio massimo.

Cara Mimì, ti scrivo per dirti grazie per i tuoi pugni stretti, per gli occhi chiusi, i microfoni stretti con un attaccamento disperato e per il labbro incrinato mentre donavi tutta te stessa al pubblico che ti ascoltava rimanendo ad occhi aperti. Lo hai fatto sempre, in ogni occasione: dal palco più importante a quello della sagra di paese che hai calcato con eguale dignità e professionalità semplicemente perchè per te la musica era vita e non soltanto un lavoro.

Cara Mimì, ti scrivo per dirti grazie per avermi fatto capire cos’è davvero il dolore e come è, invece, possibile anche riuscire ad incanalarlo, usarlo e sfruttarlo per creare qualcosa di bello, qualcosa di grande, qualcosa che, come te, resterà per sempre nei cuori di chi saprà accoglierlo sintonizzandosi nelle frequenze più pure ed autentiche della vita.

Cara Mimì, ti scrivo ma non ti chiedo scusa. Non lo faccio perchè lo fanno tutti oramai. E’ diventata un po’ la moda ed io, invece, penso che non sia sufficiente e, anzi, sia alquanto ridicolo perchè se quando tu hai avuto bisogno di loro nessuno si è presentato al tuo fianco, ora non è comprensibile il fatto che tutti si ergano a tuoi ammiratori da tempi immemori. L’ipocrisia è una brutta bestia. E allora ti voglio ricordare anche oggi così: con i pugni stretti, gli occhi luccicanti mentre canti e sola quando poi tornavi a casa. Troppo facile chiederti scusa, preferisco dirti grazie. Grazie perchè la tua vita e le tue canzoni mi hanno fatto capire che cos’è un artista vero, cosa sia il dolore e come gli uomini sia destinati per sempre a non cambiare mai davvero.

Cara Mimì, ti scrivo per dirti grazie!

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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