Cate Lumina: “La determinazione mi ha portata fino a qui” – INTERVISTA

Cate Lumina

A tu per tu con Cate Lumina in occasione dell’uscita del suo primo Ep, intitolato “Catalina”, fuori per La Tarma Records dal 15 maggio 2026. La nostra intervista alla giovane cantante

Ci sono percorsi che non seguono una sola direzione, ma si costruiscono attraversando luoghi, lingue ed emozioni diverse. È proprio da questa doppia appartenenza che nasce “Catalina”, il primo Ep di Cate Lumina, disponibile dal 15 maggio per Latarma Records e distribuito da Ad a /Warner Music Italy. Un progetto che non è soltanto un debutto discografico, ma un vero e proprio racconto identitario, sospeso tra la Spagna in cui è cresciuta e l’Italia delle sue radici.

All’interno delle sei tracce che compongono il lavoro, l’artista intreccia italiano e spagnolo in un unico flusso emotivo, trasformando esperienze personali, dalla nostalgia di un amore alla distanza dalla famiglia, in una narrazione universale. Ne emerge un equilibrio naturale tra pop contemporaneo e sensibilità cantautorale, capace di restituire con autenticità il passaggio tra ciò che si è stati e ciò che si sta diventando.

Dopo essersi fatta conoscere al grande pubblico grazie alla partecipazione ad Amici 25, dove ha presentato gli inediti “RoseRovi” e “Vuelve”, Cate Lumina compie ora il suo primo passo ufficiale nella scena musicale italiana. Un esordio che porta con sé tutta la forza di un percorso già definito e la promessa di una voce in continua evoluzione. In questa intervista, ci racconta la nascita di Catalina, le emozioni che accompagnano questo debutto e il significato più profondo di un progetto che segna, a tutti gli effetti, l’inizio del suo viaggio.

Cate Lumina presenta il suo primo Ep “Catalina”, l’intervista

Per iniziare ti chiedo come ci si sente a sentire l’espressione “primo EP” e cosa rappresenta per te questo biglietto da visita discografico?

«È tanto emozionante… davvero. È come vedere finalmente prendere forma un sogno che avevo da sempre. Mi sento grata e non vedo l’ora di iniziare questo viaggio, perché questo EP è proprio il mio primo passo concreto nella musica».

Che momento fotografa questo progetto della tua vita e cosa racconta della ragazza che sei oggi?

«“Catalina” mi rappresenta al cento per cento. Dentro ci sono canzoni nate nella mia stanzetta, tra Minorca e Madrid, in momenti diversi della mia vita. Raccontano tante sfaccettature di me, nate da esigenze emotive diverse. È un progetto molto personale, che dice davvero tanto di chi sono oggi».

Sia il sound che le lingue utilizzate rappresentano la tua doppia appartenenza tra Italia e Spagna: quanto queste due culture si riflettono nella tua musica? E quali artisti ti hanno formata?

«Tantissimo. Sono cresciuta in Spagna, quindi la musica spagnola mi ha formata completamente: è quella che ho ascoltato di più. Però c’è anche l’Italia, che è la mia origine, la lingua che ho parlato in casa. Nell’Ep convivono entrambe le cose, anche con un brano completamente in spagnolo che chiude l’ascolto».

Partiamo dalle canzoni che già conosciamo, “Vuelve” e “RoseRovi”: quali feedback ti hanno fatto più piacere?

«“RoseRovi” è stata un’emozione enorme, perché era la prima volta che cantavo una mia canzone davanti a un pubblico. Vedere le persone che iniziavano a cantarla con me, anche in spagnolo, è stato incredibile. Anche “Vuelve”, pur essendo più emotiva e legata alla distanza dalla mia famiglia, ha ricevuto un bellissimo riscontro e questo mi ha fatto davvero tanto piacere».

Poi ci sono due collaborazioni, con Praci in “Paraíso” e Gard in “Sin ti”: come nascono e cosa aggiungono al progetto?

«Praci è un artista che seguivo e che mi piaceva molto. Quando ho scritto “Paraíso” ho pensato subito a lui e gli ho fatto sentire il pezzo: è salito a bordo e ne sono felicissima. Con Gard invece è nato tutto ad Amici: abbiamo costruito un bel rapporto e, appena usciti, gli ho proposto il brano. Ha accettato subito e si è creato qualcosa di molto naturale».

“Toda la noche” e “Diamantes” mettono insieme leggerezza e malinconia: come convivono queste due anime dentro di te?

«Sono proprio due parti di me. Da una parte sono molto solare, positiva, allegra. Dall’altra ho una parte più nostalgica, che fatica a lasciare andare certi vissuti e certe persone. Questi due lati convivono e si riflettono nella mia musica».

Venendo al tuo percorso ad Amici, quali skill pensi di aver acquisito?

«Amici è stata una scuola incredibile, sia a livello umano che artistico. Io non avevo mai cantato in pubblico prima, quindi è stata la prima volta con tutto: palco, lezioni di canto, staging. Mi ha insegnato davvero questo mestiere nel modo più completo possibile».

Dopo Amici è arrivato il contratto con La Tarma Records: quanto è importante sentirsi supportata in questo momento?

«È fondamentale. Ho trovato un team meraviglioso e mi sento davvero accompagnata. Non mi sento sola, anzi: sono circondata da persone, soprattutto donne, che credono in me. È una cosa bellissima e ne sono davvero grata».

Con l’uscita dell’Ep arriverà anche l’instore tour: che emozione provi all’idea di incontrare il tuo pubblico?

«Faccio ancora fatica a immaginarlo, però sono super emozionata. L’idea che qualcuno si emozioni con la mia musica mi emoziona a mia volta. È un cerchio bellissimo e non vedo l’ora di incontrare queste persone, abbracciarle e conoscerle».

Per concludere: cosa ti rende più orgogliosa di questo primo Ep e del tuo percorso finora?

«Sicuramente il fatto di essere sempre stata in contatto con me stessa, di essere stata vera in ogni traccia. Ho raccontato quello che ho vissuto con sincerità e trasparenza. E poi la determinazione che mi ha portata fino a qui, a chiudere questo progetto e a iniziare davvero questo viaggio».

Scritto da Nico Donvito
Parliamo di: