“C’è da fare” di Giorgia: te la ricordi questa?

C'è da fare Giorgia

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “C’è da fare” di Giorgia

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1995 con “C’è da fare” di Giorgia.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “C’è da fare” di Giorgia

Inserita nell’album “Come Thelma & Louise”, pubblicato nello stesso anno del trionfo al Festival di Sanremo con “Come saprei”, “C’è da fare” è una delle tracce più energiche e programmatiche del secondo disco di Giorgia. Firmata da Gatto Panceri, la canzone si presenta come un manifesto quotidiano, un inno alla responsabilità e all’azione che rifugge ogni forma di immobilismo.

Il testo alterna dimensione domestica e orizzonte collettivo. Da un lato c’è la concretezza del quotidiano, immagini semplici che raccontano la fatica di tenere in piedi ciò che traballa. Dall’altro lato, l’orizzonte si allarga fino a includere il mondo intero: “C’è da far da mangiare per un mondo affamato”, “Ci sarebbe da cambiare mezzo mondo”. La responsabilità individuale si intreccia con quella sociale.

“C’è da fare” è una canzone che riconosce la fatica, ammette gli errori, ma rifiuta la passività. È un invito a sporcarsi le mani, a non restare spettatori. In un’epoca in cui il successo di “Come saprei” consacrava Giorgia come voce simbolo della nuova scena italiana, questo brano ne mostrava anche la dimensione più concreta e combattiva: quella di un’artista che, oltre a cantare l’amore, ricorda che vivere significa agire.

Il testo di “C’è da fare” di Giorgia

C’è da fare, c’è da fare
C’è sempre qualcosa da fare

C’è da fare, c’è da fare
C’è sempre qualcosa da fare e da rifare
C’è da fare, c’è da fare
C’è da far da mangiare per un mondo affamato
C’è da fare, c’è da fare
C’è sempre qualcosa da fare dentro di noi

C’è da fare andare avanti la baracca
Aggiustare qualcosa che si spacca
E quando poi pioverà
Un secchio qua e un altro là
Contro l’umidità
È inutile parlare, fare finta di guardare

C’è da fare, c’è da fare
C’è sempre qualcosa da fare e da rifare
C’è da fare, c’è da fare
C’è da fare un casino anche contro il destino
C’è da fare, da cambiare
C’è sempre qualcosa da fare e tu lo sai

La mattina c’è da riordinare il letto
E rimetter molti sogni nel cassetto
Che siamo sempre a metà
Perché qualcosa non va

Ci vuole più volontà
Arrangiarsi, ingegnarsi
Lavorare e poi stancarsi
Per liberarsi

C’è da fare, sai
Qualcosa di importante
(Uh, uh, uh, uh)
C’è da fare
Qualcosa di più grande
(Uh, uh, uh, uh)
C’è da fare

Ci sarebbe da cambiare mezzo mondo
Dare a tutto un senso molto più profondo
Col sole in faccia si sa
Che gran fatica sarà
Contro l’aridità
È inutile parlare, fare finta di guardare

C’è da fare (c’è da fare)
Qualche volta sbagliare, dover ricominciare
C’è da fare (c’è da fare)
C’è da far da mangiare per un mondo affamato
C’è da fare, da rifare
C’è sempre qualcosa da fare e tu lo sai

C’è da fare, qualcosa di importante
C’è da fare

È inutile parlare, fare finta di guardare
Quando c’è da fare, sai

Uh-oh-oh, mm
Oh-oh
C’è da fare
Qualcosa di importante

C’è da fare
Qualcosa di più grande
C’è da fare
Qualcosa di importante
Hey (uh, uh, uh, uh)
Pa ah ah ah ah

C’è da fare
C’è da fare

Scritto da Nico Donvito
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