C'è sempre una canzone (d'amore)

Raccontiamo l’amore con una canzone

In questi giorni mi è capitato di tornare indietro nel tempo e di trovare il modo per rivedere i miei amici più cari, quelli che si perdono un po’ di vista ma che poi alla fine sono sempre lì, quelli con i quali condividevi la merenda a scuola e i viaggi sull’autobus. Una volta partiti per il tour nei ricordi, è stato facile identificare quale fosse stato per me il periodo più bello in assoluto: il periodo della scuola guida. Le lezioni del pomeriggio, l’istruttore infinita illumina i segnali sullo sfondo e tu che presa dalla voglia di imparare inizi a fare i quiz senza ancora aver imparato le precedenze. Segnali di obbligo, segnali di pericolo, segnali di divieto. Il tram ha sempre la precedenza. Prima di partire regola gli specchietti retrovisori. Stai tranquilla, se vai forte freno io.

Ora, ci pensate mai come sarebbe l’amore se avessimo accanto a noi un istruttore come a scuola guida? Qualcuno che freni quando andiamo troppo veloce e che ci spieghi la differenza tra i segnali. Non risponde il lunedì e il mercoledì sera? È con Jessico calcetto. Vi scrive da ubriaco? Non ha il coraggio di dichiararsi da sobrio. Gli hai già mandato otto canzoni d’amore una dietro l’altra? Basta!

Purtroppo non esiste qualcuno che possa frenare al posto nostro: in amore così come nella vita, siamo noi che guidiamo. Possiamo scegliere chi portare in macchina, ma siamo pur sempre noi gli autisti. Allora arrivano le canzoni e quella di oggi, se fosse un segnale, sarebbe di certo un segnale di pericolo. Mi immagino “Attenta” dei Negramaro come se fosse un grande cartello triangolare con un punto esclamativo che ci troviamo lungo una strada tortuosa mentre iniziamo ad accelerare.

Stai attenta
Ha avuto tutto inizio in questa stanza
Non perdere di vista neanche l’ombra
E fermati un momento a quel che sembra
A volte è tutto quello che è abbastanza
Non chiederti se qui qualcosa è persa
Tra quello che uno vede e che uno pensa
Stai attenta, stai attenta almeno a te

La storia di un amore sbagliato, di due amanti che si trovano in una stanza da soli e bruciano di passione. Cosa succede quando ci troviamo immobili davanti a chi avremmo dovuto evitare? Se solo avessimo visto il cartello di pericolo fuori dalla stanza non saremmo entrati e invece eccoci qui. Tutto ha inizio e tutto ci prende come un vortice di un tornado che non riusciamo a domare. Dobbiamo stare in guardia, stare attenti a non scottarci perché l’amore brucia. Dobbiamo pensare solo al presente senza farci troppe domande perché comunque non troveremmo risposte e quelle poche non sarebbero di certo di nostro gradimento.

Attenta, stai attenta
Che mi uccidi in questa stanza
E un bacio non conosce l’innocenza
E sei colpevole di questa notte lenta
Proprio come me non hai pazienza

Forse però dobbiamo davvero metterci in guardia, in guardia dai sentimenti, dalla passione, dall’amore, di fallimenti, dalle delusioni e, soprattutto, in guardia da noi stessi. In amore non ci sono regole, ci sono fitte allo stomaco, palpitazioni, messaggi scritti e poi cancellati, insomma, c’è un universo intero in cui troviamo tutto tranne le regole. Quando non ci sono regole è difficile anche trovare il colpevole. E allora se non ci sono regole, a cosa ci servono i segnali stradali? A cosa servono le domande se poi non esistono risposte giuste o sbagliate? E se valesse davvero la pena lasciarsi andare?

Stai attenta
Attenta che si muove questa stanza
Se chiudi gli occhi un treno è già in partenza
Un passeggero perde sai con poco la pazienza
Come me che resto senza
Il cuore l’ho copiato ad una stronza
Non fare caso a quest’impertinenza
Stai attenta, stai attenta almeno a te
Non dar la colpa a me, la colpa a me

Ci sono così le storie che non dovrebbero essere storie perché a loro volta sono già storie di altre storie. Relazioni alle quali attaccheremmo volentieri un divieto di sosta e di fermata, ma nelle quali ci fermiamo e sostiamo quando ci capita perché non esistono altri parcheggi liberi nella zona. Ma se i vigili trovano la macchina, la multa arriva a te e non al proprietario del passaggio. Storie che si dovrebbero evitare ma al cuore non si comanda e la nostra mente parte insieme all’ultimo treno della sera in una stazione di provincia.

Se tutto è bellissimo
Se è come un miracolo
Se anche il pavimento sembra
Sabbia contro un cielo
Che s’innalza altissimo
Intorno a noi è bellissimo
Attenta

La vita però ogni tanto qualche gioia ce la regala. Magari non tante, ma forse qualcosa si muove. E la stanza diventa una città di mare con la spiaggia, il cielo azzurro, le onde e un tramonto da dividere con chi amiamo. Anche solo per un attimo, ma tutto intorno a noi è bellissimo se riusciamo a aprirci, a far crollare i muri, a rinchiudere in un cassetto le preoccupazioni. Non guardiamo ai vincoli, ai chilometri che ci separano, alle paure e ai castelli in aria: qui e ora è tutto bellissimo come un miracolo.

Se avessimo un istruttore di scuola di vita accanto a noi, non saremmo mai pronti per fare l’esame, perché ci sarebbe sempre qualcosa di sbagliato e sempre qualcosa da imparare. Ma infondo non impari a guidare quando prendi la patente, impari a guidare dopo, quando ti perdi nel traffico o ti trovi ad un incrocio che non sai come fare e non c’è neanche un tram con la precedenza da far passare. In amore non ci sono cartelli che ci avvisano “Pericolo friendzone” o “Procedere a passo di un messaggio al giorno”, forse perché in realtà l’unica cosa che dobbiamo seguire per arrivare a destinazione sani e salvi è il nostro cuore.

C’è sempre una canzone (d’amore) | Playlist

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Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

By Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

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