C'è sempre una canzone (d'amore)

Raccontiamo l’amore con una canzone

Credo che dovremmo avere un tasto nel cervello che ci permetta di spegnere e accendere i pensieri, selezionando quelli che al momento non ci fanno male. Sarebbe così bello schiacciare il pulsante “ricordi felici di noi due” solo quando la ferita si è rimarginata e spegnere il cervello, come se dovessimo cambiare canale, quando sei in spiaggia da sola a guardare un tramonto così romantico che farebbe sciogliere anche un cuore di pietra. Eviteremmo di mandare messaggi imbarazzanti da ubriachi ed eviteremmo di metterci a piangere nel bel mezzo di un discorso, liberando ricordi felici quando più ne abbiamo bisogno ed isolando quelli tristi quando fanno male.

Purtroppo, però, il magico tasto non esiste ancora e non ci possiamo fare quasi nulla con i ricordi, perché il pensiero corre veloce e non riusciremo mai a prenderlo.

Allora ci rifugiamo nella musica e questa settimana è Comete che ci dà una mano, con la sua “E non ti penso più”, traccia di chiusura del suo album d’esordio di inediti “Solo cose belle”, uscito da circa un mese. Non è un caso che sia l’ultima dell’album: un viaggio attraverso una delusione d’amore che si conclude con un saluto, una chiusura con il passato e con una storia che ha fatto male.

Parlerò di te solamente quando bevo troppo
Non ti penserò specialmente quando prendo sonno
In un sogno che domani mi risveglio dentro un gran bel posto
Un gran bel posto si che al momento non ricordo

Quando finisce una storia d’amore, le cose che dobbiamo evitare sono sostanzialmente due: l’alcol e la solitudine. Non ho ancora capito quale delle due sia più difficile evitare, ma se le prendessimo anche solo una volta insieme, sarebbe un disastro.

Cuore e cervello fanno quasi sempre a pugni e quelle poche volte in cui vanno a braccetto, allora possiamo ritenerci davvero fortunati. Il cervello sa che non dobbiamo pensare più a lui perché non c’è, perché preferisce arrampicarsi sulle montagne piuttosto che condividere un altro giorno con noi. Sa che tutto ciò che è stato non tornerà più e che probabilmente lui sarà a spassarsela ad una grigliata su un lago del Trentino. Il cervello ci vuole proteggere, vuole farci stare a galla come un salvagente che non ci fa affogare.

Parlerai di me di sicuro cambierai discorso
Forse non lo so, ma le tue amiche parlano un po’ troppo
Quando pensi a me, spero almeno sarà un bel ricordo
Un bel ricordo, sì, che al momento non ricordo

Poi però c’è il cuore e il cuore di salvagente non ne usa perché è convinto di saper nuotare benissimo. Quindi si tuffa dallo scoglio più in alto e se ne frega se rischia di annegare. Ma il cuore dopo un po’ inizia a pesare quando è carico di ricordi, specialmente quelli belli che riaffiorano nei momenti meno opportuni e fanno così male che sembrano trascinarlo sempre più giù.

Chiudiamo gli occhi e ci immaginiamo come sarebbe stata la nostra vita se solo quella volta fossimo rimasti sulla porta a dichiarare il nostro amore a quella persona lì. La stessa persona che ha sconvolto i nostri piani, abbattuto i nostri muri, sfidato i nostri limiti e poi ci ha lasciati lì, da soli, ad aspettare un messaggio per giorni o un biglietto d’auguri che non arriva mai. Ma ci si ama in due e non è possibile che ci sia solo un cuore carico di ricordi.

Ho frasi da farti finire, ma tu non ci sei
Ho un lеtto che vorrei dividere, ma non con lei
Che lo sai la notte sembra tutto bello
E poi sapessi quanto parlo
Giuro, è solo il terzo
E non ti penso più

Allora adottiamo la strategia migliore, quella del “tutto passa”. Asciughiamo le lacrime, soffiamo il naso, togliamo il mascara colato sulle nostre guance e apriamo la finestra. Respiriamo un po’ d’aria fresca e cominciamo a scrivere. Scrivere su un foglio bianco frasi che possiamo benissimo concludere da sole, ma che raccontano tutta la storia, la nostra storia, come se le avesse finite lui, come sei lui fosse qui. Mischiamo il suo profumo con quello del gin tonic e diamo nomi in codice alle playlist. Ma se davvero tutto passa, anche la ferita più profonda poi guarisce. Guarisce perché riusciamo a ricominciare a vivere, mettiamo le domande in una scatola e la lasciamo sotto al letto, custodiamo i ricordi preziosi dentro una teca di cristallo, come se dovessimo proteggerli ma se non potessimo mai toccarli perché bruciano.  

Poi succede che, magicamente, un giorno ci svegliamo e non ci pensiamo più. Smettiamo di vedere se ha visualizzato le storie che, appositamente, pubblichiamo su Instagram, non calcoliamo più i giorni che ci separano, non spiamo più di nascosto quella che “è solo un’amica” e invece non la era, insomma, ricominciamo la nostra vita. E se ci sembrerà vuota allora dovremo pensare solo a una cosa: che il vuoto si può riempire e che siamo noi che scegliamo con chi o con che cosa. Che poi, alla fine di una storia, l’unica cosa che conta per stare bene è trovare il coraggio di dire: non ti penso più.

C’è sempre una canzone (d’amore) | Playlist

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Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

By Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

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