C'è sempre una canzone (d'amore)

Raccontiamo l’amore con una canzone

Quando ero piccola, la cosa che mi piaceva di più dell’avvicinarsi delle feste natalizie era scrivere la letterina a Babbo Natale. Avevo la cattiva abitudine di addormentarmi sempre sul divano, ma la notte della vigilia, quella notte proprio no. Se mi fossi anche solo permessa di chiudere gli occhi sul divano accanto all’albero avrei rischiato di vedere il simpatico signore vestito di rosso ed io avevo paura. Non capivo perché mi portasse anche più cose di quelle che chiedevo, infondo non chiedevo mai così tanti quaderni per la scuola ma puntualmente me li ritrovavo lì. Provavo a spiare dalla mia camera ed ogni tanto sentivo rumore di carta da pacchi, allora dal timore di essere beccata, tornavo sotto le coperte. Qualcosa iniziò a non quadrare nella mia vita quando a maggio trovai la mia letterina sul Fiorino di mio padre, infilata in una cassetta di Miss Mondo. Era quasi estate e la mia lettera non era mai partita per il Polo Nord… come aveva fatto Babbo Natale a sapere quello che volevo? Mio padre mi rispose che lo aveva incontrato in autostrada e gliel’aveva fatta leggere e che si era fatto comunque una copia.

Insomma che ora il Fiorino non c’è più, non posso più spiare papà che mi mette i regali sotto l’albero nel bel mezzo della notte perché il regalo più grande è avere il suo sorriso stampato nel cuore e nei ricordi, Miss Mondo lo conosco a memoria e la mia vita ha continuato a non quadrare.

L’atmosfera natalizia mi è sempre piaciuta: comprare i regali, addobbare la casa, provare maglioni con le renne e trovare pupazzi di neve gonfiabili fuori dai negozi, mi ha sempre dato una sensazione magica, che sa di casa, di famiglia e, sì, anche di amore. Ah, l’amore, quel sentimento che un giorno ti fa diventare dolce come un biscotto di pan di zenzero e il giorno dopo sei il Grinch. Per questo ho deciso di raccontarvi dell’amore a Natale e ho pensato di farlo con il nuovo singolo di Galeffi, in puro stile indie-natalizio: “Il regalo perfetto”.

Galeffi ci porta in un’atmosfera piuttosto realistica, in cui vorrebbe farsi “un bagno caldo lungo fino a capodanno”. Alzi la mano chi di voi vorrebbe immergersi in una vasca e rimanerci fino alla fine delle feste, evitando di scontrarsi con pranzi, cene, DPCM, zone rosse, zone arancioni e autocertificazioni. Peccato però che non si possano saltare queste settimane a piedi pari, quindi dobbiamo armarci di pazienza ed affrontare il freddo.

“Ho litigato col termosifone, passano “Balto” in televisione, ma tanto non lo sto guardando, sarà perché ti sto pensando un po’”. Il freddo che non è solo fuori ma è anche nella nostra vita, come se avessimo lasciato aperto una porta ed entrasse sempre aria gelata a colmare il vuoto che noi sentiamo. Il Natale è sempre un momento dal sapore agrodolce: per chi ha perso qualcosa o qualcuno, per chi ha il cuore spezzato e non sa come ricucirlo se non con del vin brulè e con delle tombolate con i parenti, per chi ha un amore lontano e si deve accontentare di una videochiamata su Whatsapp e per chi ha perso la speranza di trovare davvero qualcuno di importante impacchettato sotto l’albero.

“Non è normale, che mi manchi anche il giorno di Natale, vienimi a scartare, sono il regalo perfetto per te”. Così la felicità del giorno più desiderato dell’anno si trasforma in malinconia, perché non ci sentiamo completi, sentiamo che un pezzo di noi è staccato e continua ad entrare freddo da quella maledetta porta che non riusciamo a chiudere mai. Pensiamo a dove sarà quella persona, cosa starà facendo, se starà mangiando pandoro o panettone, se scarterà i regali la notte o la mattina. E sappiamo benissimo che alla fine l’unico regalo che vorremmo davvero è trovarla lì.

“E quante cose vorrei dirti ma non so come spiegarmi, non mi basta che mi abbracci solo per un po’”. A Natale tendiamo a dire la verità. Sarà la neve, saranno le luci, sarà che iniziamo a fare i conti con l’anno appena trascorso, ma se c’è qualcosa da dire, sotto l’albero tutto è lecito. La notte più magica  si trasforma in un libro aperto con pagine dorate sul quale possiamo scrivere i nostri sentimenti. Com’è strano, vero? Quando eravamo piccoli chiedevamo giocattoli, astronavi, pastelli colorati ed ora quello che vorremmo davvero, quella parte di noi che ci manca, ha un nome e un cognome. E abbiamo sì la “Pancia piena di ricordi”, quelli che non si possono cancellare e che sono impressi nella nostra memoria, soprattutto in questi giorni in cui le strade si riempiono di luci e le persone sembrano essere più buone, più innamorate, più umane.

Allora ci perdiamo nei film, nei libri, nei buoni propositi, facciamo volare la nostra mente oltre la malinconia. Perché forse il regalo perfetto per noi potrebbe arrivare quando non ce lo aspettiamo e per qualcuno il regalo perfetto può essere anche solo il nostro sorriso. E rischiamo di non saperlo e di non scartarlo mai se non ci lasciamo trasportare dall’atmosfera che solo questi giorni possono regalarci.

Quindi quest’anno, caro Babbo Natale (e so che sei un accanito lettore di questa rubrica) un po’ meno cofanetti e bagnoschiuma e un po’ più canzoni e regali perfetti, quelli che non puoi impacchettare, ma puoi abbracciare, quelli che ci fanno credere ancora nella magia dell’amore.

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Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

By Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

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