C'è sempre una canzone (d'amore)

L’amore con una canzone

E’ domenica pomeriggio e fuori piove. Credo che la domenica pomeriggio quando fiori piove dovrebbe essere vietato ascoltare canzoni d’amore, soprattutto se la persona che ami è a chilometri di distanza oppure hai il cuore spezzato. Ma vi prometto che questa nuova rubrica non parlerà solo canzoni che vi faranno sciogliere come un budino al sole, perché non è tutto sempre rose e fiori. Canzoni per un amore che ci fa arrabbiare,  un amore che ci squarcia in due, un amore mancato per un pelo o nascosto dentro ad una bottiglia di vino. Vi prometto che le passeremo in rassegna tutte, così, quando avrete bisogno di rifugiarvi per quattro minuti, loro saranno qui, pronte, per voi.

Quindi partiamo da qua, da un pomeriggio di pioggia in montagna. Sì, perché più che una supposizione, questa è un’evidenza: “Io non abito al mare”.

La canzone che inaugura questo nuovo spazio è arrivata nel 2017 direttamente da Bassano del Grappa, per l’esattezza da casa Michielin (con Calcutta), per andare ovunque: nelle nostre cuffie, sulle nostre auto, nelle didascalie delle nostre foto su Instagram e nei nostri cuori. Traccia che fa parte del penultimo album di Francesca, “2640” (di cui qui la nostra recensione), che ci ricordiamo per la copertina del singolo: un abbraccio pixelato.

Non m’intendo d’amore, non lo so parlare”. Sarebbe tutto più facile se tutti potessimo essere dei libri aperti, se non fosse così difficile guardare la persona che abbiamo davanti e dire tutto quello che proviamo. Tutte quelle insicurezze, quei “e se…” che si incastrano. E invece non è così. E allora ci affidiamo alla musica, alle situazioni che potrebbero liberarci dai vincoli e dalla difficoltà di comunicare. “Queste cose vorrei dirtele all’orecchio, mentre urlano e mi spingono a un concerto, gridarle dentro a un bosco, nel vento, per vedere se mi stai ascoltando”.

Quanti di voi sono andati almeno una volta nella vita ad un concerto con la persona amata e hanno provato a urlare in faccia i loro sentimenti usando le parole di una canzone? Sì, la musica ci aiuta a comunicare, a togliere un sacco di cose dal libro delle parole non dette. Francesca ci aiuta a dire a quella persona che il tempo passato con lui o con lei, è sempre troppo veloce, perché Quando mangio con te ho paura che arrivi il caffè”, perché al caffè è tutto finito, almeno che non ci sia l’ammazzacaffè.

E poi si apre ad un gesto che tutti, prima o dopo, abbiamo fatto: scappare. “Vorrei alzarmi da qui, vedere se mi rincorri fuori, perché a questo punto dopo avere urlato tutto ad un concerto, quella persona dovrebbe aver capito che quello che vorresti fare è abbracciarlo. La prova del nove, quel momento da brivido in cui mentre cammini verso l’uscita controlli se lui ti sta seguendo, un po’ come nei finali delle commedie romantiche americane.

E prometti a te stessa che non tornerai a parlare dell’università o della Serie A, anche se forse parlare di ciò è più facile. Quanti esami ti mancano? Quando ti laurei? Cosa ne pensi della terza maglia dello Spezia (ammesso che lo Spezia abbia una terza maglia)? E’ più facile perché ti aggrappi a tutto, fuorché a quello che provi, perché non ti puoi sbagliare se leggi la formazione del Milan, ma ti puoi sbagliare e ti puoi fare male se non riesci a dire ad una persona che, infondo, la ami.

Francesca Michielin non abita al mare, ma lo sa immaginare e permette anche a tutti noi di farlo. Noi che, anche se non abitiamo al mare, sappiamo farci trasportare dalla corrente delle emozioni e che, oggi in particolar modo, sentiamo la necessità di cantare sopra la tecno e di stringere forte chi amiamo.

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Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

Di Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

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