C'è sempre una canzone (d'amore)

Raccontiamo l’amore con una canzone

Succede che nella vita perdiamo tempo a fare centinaia di calcoli ma poi alla fine decide sempre qualcuno o qualcosa. Chiamiamolo destino, allineamento astronomico, mano divina o classifica dei segni zodiacali di Paolo Fox, ma il succo non cambia. Siamo il risultato delle nostre azioni e di quelle degli altri, siamo una mente e un cuore che si spostano a ritmo di domande e risposte che risuonano nel nostro cervello.

Ci sono canzoni poi che sembrano essere il copione di un film, quello della tua vita. Accade che un giorno mentre stai guidano passano nella riproduzione casuale e pensi “Come ho fatto a non accorgermene prima?”. Forse l’obiettivo delle canzoni è proprio questo, quando meno te lo aspetti arrivano puntuali a dare una colonna sonora ai tuoi sentimenti e alla tua vita, descrivono alla perfezione ciò che tu hai provato a mettere nero su bianco da tempo e che non sei ancora riuscita a sistemare.

È successo così una sera di primavera dopo aver comprato l’ennesimo biglietto di un concerto e dopo aver constatato che la ruota dell’amore ha deciso di girare al contrario, così al contrario che forse stava girando nel verso giusto, ero io che la rincorrevo dal lato sbagliato.

Torniamo a parlare di lui, del solo e unico Achille Lauro e della sua “Penelope“.

Metà tempo a cercarsi, metà a dirsi basta
L’amore sai accettarlo se sai dare e basta
Ammalarsi aspettando che passa
Finché non conta ciò che c’è ma solo ciò che manca
Oh, dire “sto bene” è la bugia che dico più spesso

Penelope non entra in punta di piedi, entra a gamba tesa con una verità che ci spacca in due. Pensiamo all’amore come un cumulo di rose rosse, anelli, cene romantiche. Ma siamo davvero sicuri che solo quello sia il lato dell’amore? Nessuno pensa a tutte quelle storie a metà, che non sono ancora storie ma che sono più che il niente? Un amore inaspettato, sbagliato, quasi vietato. Un amore sofferto ma così intenso da non poter farci niente, ma solo aspettare che passi.

Storie irreversibili, in sintesi invisibili
I propri sintomi sui propri simili
Lividi invisibili visibili
La vita insegna ad essere insensibili con chi è sensibile

Ma le storie quando si intrecciano, si ingarbugliano come le cuffiette nella borsa il lunedì mattina. Diventano irreversibili anche se sono invisibili, fingiamo di essere uguali e che non ci sia successo niente e invece hanno cambiato ogni cellula del nostro corpo. Hanno lasciato lividi che non si vedono ad occhio nudo ma fanno male ogni volta che li sfioriamo e abbiamo paura di soffrire, di lasciare che se ne formino di nuovi. Allora siamo dei finti insensibili e come le tessere del domino è il nostro turno di deludere chi amiamo, facendo finta di avere una corazza ma in realtà quello che abbiamo dentro è un gran dolore.

Insegnami com’è
Dire addio e non girarsi a guardare
Insegnami com’è, insegnami com’è
Insegnamelo

Il nostro è un grido di aiuto, di speranza. Insegnami come si fa a dire addio, a girarsi senza guardare indietro. Come quando sei sul treno e controlli al tuo posto se hai lasciato qualcosa, insegnami come si fa ad essere sicuri di potersi permettere di non voltarsi più. Invece ci voltiamo e dire addio così è ancora più difficile, giochiamo con i rimorsi e con i rimpianti, inventiamo finali di una storia che non finirà mai come avremmo voluto noi. Non finirà così perché è arrivato qualche nuovo ospite: il destino, i quarant’anni, una nuova vita, un trasloco, una nuova città.

Perché si desidera ciò che ci uccide?
Non chiederlo a me, no
So continuare anche se so che poi farò soffrire te
Ma in fondo tu sei come me
Che sei cresciuta come me, sola
E vuoi solo quello che non hai, no no no

Insegnami com’è, insegnami com’è
Insegnamelo
Penelope è un grido che cerca una normalità che non esiste, una storia d’amore tra due anime così diverse da toccarsi esattamente dall’altra parte del cerchio. Un’anima piena di sogni, di speranze e di delusioni ma che crede fortemente nell’amore, quello romantico dei film e un’altra anima disillusa, intrappolata nella storia di una vita che non sente più sua. Un’anima che ci crede fortemente nell’amore vero e una invece che ci vuole giocare con l’amore, con la passione e con il colpo di fulmine per sfuggire da un futuro che non sembra disegnato per lei.

Nella ruota della vita, chi si ama si trova sempre, in un modo o nell’altro, ci si può sfiorare anche per poco ma ci si trova. Esistono persone che amiamo con tutto il cuore, che arrivano da un giorno all’altro e ci cambiano per poi andare via e lasciarci su due piedi. Ma il loro ricordo rimarrà sempre inciso da qualche parte. Così è successo in Penelope. E quindi Penelope, adesso insegnami davvero come si fa a non voltarmi più indietro.

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Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

By Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

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