C'è sempre una canzone (d'amore)

Raccontiamo l’amore con una canzone

Ricordo benissimo la prima volta in cui mi sono comprata un cd da sola. Era giugno e avevo appena finito la scuola. Avevo quasi tredici anni e si stava avvicinando l’estate del 2006, quella che tutti ci ricordiamo perché il cielo a Berlino non è mai stato così azzurro. Davanti a me solo giornate passate a fare bagni infiniti e a prendere il sole cercando di abbronzarmi le gambe, perché quelle non me le riesco ad abbronzare neanche ora. Ma poco importava della melanina, io stavo ritornando a casa con il primo cd acquistato interamente da me con la mia paghetta, il primo che non fosse dei Blue, il primo per il quale papà non doveva fare la coda in Autogrill.

Avevo quasi tredici anni e tornai a casa con “Nome e Cognome”. Ligabue suonava già sul Fiorino da un po’ ma non sarebbe mai stata cosa per me, cosa avrei voluto mai capire a tredici anni. Mentre quel giorno… quel giorno diventai grande.

I CD hanno lasciato spazio alle canzoni scaricate su eMule e poi alle playlist di Spotfy, ma ‘Nome e Cognome’ è rimasto in assoluto uno dei miei album preferiti. L’ho capito qualche anno dopo quando ho iniziato a dare un volto alle canzoni, ad associare immagini e farfalle nello stomaco. ‘Nome e Cognome’ contiene due pezzi che sono insediati ormai da tempo nel mio cuore e uno addirittura è sul mio polso destro e mai se ne andrà, ma questa è un’altra storia.

Oggi ho scelto di parlarvi della traccia numero 11: Sono qui per l’amore. Che poi, a pensarci bene, sono qui davvero per questo. Spesso è difficile parlare apertamente delle proprie canzoni del cuore perché ogni parola risulterebbe superflua, ma in questo pezzo, per me, c’è tutto ciò che serve.

Sono qui per l’amore
Per le facce curiose che fa
Per la coda alla cassa
Con il saldo più o meno a metà
Per le gabbie di carta
E la chiave scordata in cantina

Non mi è capitato di ascoltarla molte volte live, ma quelle poche volte è sempre stato un pugno dritto allo stomaco. Su migliaia di persone la cantiamo io, Luciano, i miei amici del bar Mariotti e altre poche persone. Ma forse questa non la si deve cantare, la si deve ascoltare in silenzio e sentire il cuore nel petto che accelera. Poi ci sono le nostre facce curiose, le stesse che troviamo sul maxischermo quando ci inquadrano e ci vediamo giganti e pieni di lacrime, le stesse facce che l’amore ci fa fare quando siamo fregati. Siamo qui davvero per l’amore, per i gesti quotidiani come la coda alla cassa dell’Esselunga quando ci sono i punti della Fidaty che scadono e per tutte quelle volte in cui ci dimentichiamo le chiavi in cantina: le chiavi di casa, della macchina o del nostro cuore.

Sono qui per l’amore
Per difendere quello che so
Per le rampe di lancio
E lo sporco che riga gli oblò
Che nel lancio ci siamo
Con la torre controllo lontana
Con il brico sul fuoco
E la fiamma puttana

In questo mondo in cui nessuno più sembra fare spazio all’amore, noi lo dobbiamo difendere. Dobbiamo difendere tutto ciò che sappiamo, ma soprattutto, ciò che proviamo. Non lasciamoci incastrare da chi dice che non serve a niente perché, infondo, è proprio a loro che manca più di tutti. Quando ci innamoriamo è come se fossimo dentro a un lancio spaziale, ormai siamo dentro non possiamo più tirarci indietro e non ci sarà nessuno a dirci cosa dovremo fare lo sapremo solo noi: la torre di controllo è lontana. Volevamo solo accendere un fuocherello con un fiammifero e ora la fiamma brucia indomata dentro di noi. Siamo qui anche per questo, perché l’amore ci fa sentire vivi.

Con la sponda di ghiaia
Che alla prima alluvione va giù
Ed un nome e cognome
Che comunque resiste di più

L’amore può far rumore e fare anche male, ma se ci crediamo fino infondo possiamo superare l’orgoglio, abbattere i muri e trovare un po’ di sollievo tra le braccia di chi ci ama. Così come un fiume in piena che esonda perché le sponde non sono di cemento armato, ma sono di ghiaia. Noi siamo così: fingiamo di essere forti e di non farci toccare da nulla e invece abbiamo solo protezioni che si sgretolano quando l’amore entra tutto d’un tratto nella nostra vita. Guardiamoci allo specchio e ammettiamolo. Quante volte abbiamo fatto finta non ci importasse di qualcuno e invece ogni sera prima di addormentarci pensiamo sempre alla stessa persona? Quante volte ci siamo promessi di non cedere e poi dopo qualche bicchiere di vino rosso abbiamo mandato quel messaggio? Non ghiaia, ancora peggio: la nostra sponda è di sabbia.

Sono qui per l’amore
Per riempire col secchio il tuo mare
Con la barca di carta
Che non vuole affondare

Non ci vogliono fuochi d’artificio o effetti speciali per amare, ci vuole costanza. Ci vuole coraggio e tanta pazienza perché se siamo qui per l’amore, di certo, siamo qui per qualcosa che conta. Siamo qui per riempire il mare con miliardi di secchi d’acqua, così come si prova a riempire d’amore la vita di qualcun altro. A volte ci sembra tutto inutile perché facciamo fatica e il mare è immenso, ma piano piano iniziamo a galleggiare. Non abbiamo uno yacht di lusso ma abbiamo una barca di carta, di quelle che facevamo da piccoli per fare a gara a chi attraversasse prima la pozzanghera. La nostra barca, anche se di carta, anche se non ha il motore e andiamo con i remi, anche se non è placcata d’oro come tutte le altre, non vuole affondare.

Io questa canzone non l’avevo capita quando avevo tredici anni, ma ora sì. Ho imparato cosa significa sopportare tutto il sangue andato a male e anche cosa si prova quando l’orgoglio corre spedito e tu non riesci a raggiungerlo. Credo davvero che, infondo, siamo tutti qui per questo, anche se qualcuno fa ancora fatica ad ammetterlo. Anche ora che non ci possiamo abbracciare, non ci possiamo baciare e non possiamo andare a citofonare a chi amiamo. Ora che ci manca tutto, anche la birra ignorante sotto casa. Siamo qui per i sogni, per le speranze e per l’amore, per quello che abbiamo perso e per quello che dobbiamo ancora dare.

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Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

By Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

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