“Cemento armato” de Il Cile: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Cemento armato” de Il Cile
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2012 con “Cemento armato” de Il Cile.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Cemento armato” de Il Cile
“Cemento armato” è uno dei brani più crudi, rabbiosi e generazionali della discografia di Il Cile, una canzone che non cerca compromessi né consolazioni. Pubblicato nel 2012 e inserito nell’album “Siamo morti a vent’anni“, il brano è diventato nel tempo un manifesto emotivo di una generazione disillusa, schiacciata tra precarietà, relazioni spezzate e una società percepita come ostile.
Il testo si costruisce attorno a una frase martellante, ripetuta come una resa ma anche come una rivendicazione: anche questa è vita. Il Cile elenca tutto ciò che normalmente si tende a rimuovere o a considerare fallimento: il silenzio dopo una perdita, il freddo che brucia più dell’inferno, la consapevolezza di aver sbagliato. Il dolore non è un incidente di percorso, è parte integrante dell’esistenza.
A distanza di anni, “Cemento armato” resta una delle canzoni più autentiche e violente del cantautorato italiano contemporaneo. Un brano che non addolcisce la realtà, ma la espone per quello che è: dura, contraddittoria, a volte insopportabile. E proprio per questo, profondamente vera.
Il testo di “Cemento armato” de Il Cile
Anche questa è vita
Respirare i silenzi spietati di una donna che hai perso
Quando il freddo di tutto l’inverno brucia più dell’inferno
E ti guardi dentro e capisci che qualcosa hai sbagliato
Anche questa è vita, vagabondi e innamorati a una stazione
In un cestino o in un abbraccio c’è uguale immersione
Così acido è il sapore di una delusione
Anche questa è vita:un lavoro che non sopporti ma che devi fare
Perché senza uno stipendio sei un difetto sociale
Perché crepi per consumare e consumi crepando
Anche questa è vita, ritrovarsi in una rissa di sabato sera
Come sfondo le luci blu di una sirena
Mentre scappi e tutto intorno è una nuvola nera
Anche questa è vita, ascoltare i politici che fanno chiari discorsi
Che il paese ha bisogno soltanto di iene ghignanti
Di pagliacci da televisione e dettagli eleganti
Anche questa è vita, ingoiare una polaroid di carta vetrata
Regressione in chiave etilica di un’altra giornata
Non potresti mai capire quanto ti ho amata
Dove sei? Mi hai lasciato in un oceano di filo spinato
Io ti ho dato prati di viole e tu cemento armato
Dove sei? Mi hai lasciato in un oceano di filo spinato
Io ti ho dato prati di viole e tu cemento armatocemento armato