Century Radio: addio a Federico l’Olandese Volante, il nostro ricordo

Century Radio

Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo

Benvenuti a “Century Radio”, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Oggi salutiamo insieme Federico l’Olandese Volante, scomparso il 9 ottobre 2026

Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.

Addio a Federico l’Olandese Volante, il nostro ricordo

Aveva appeso cuffie e microfono al chiodo poco meno di due anni fa ed è stata la radio a dare la notizia della scomparsa: durante la Famiglia giù al Nord, Luca Viscardi ha passato la linea a Giovanni Peria che ha annunciato la scomparsa di Federico l’Olandese Volante.

Ricoverato da qualche giorno a Monopoli, Federik Van Stageren, questo il suo vero nome, aveva 76 anni. Era stato un suo vecchio collega, Fernando Proce, a darne notizia. Il soprannome “Federico l’Olandese Volante” era stato dato da Noel Coutisson, il fondatore di Radio Montecarlo, nel 1972. Coutisson aveva trovato in lui un talento per la musica e la radio.

Dopo Radio Montecarlo,  era passato a Radio 2 nel 1977 per condurre “A tutte le Radioline” e l’anno dopo Alberto Hazan lo porta a Milano per far nascere insieme quella che è oggi Radio 105,  firma lo storico programma “The Flight” su RTL 102.5 che condurrà per diversi anni ed anche per una puntata speciale nel gennaio 2025 per salutare gli ascoltatori.

Intanto, nel 1979, spopola nelle discoteche con “Wojtila disco dance” e nel 1983 entra nella Band of Jocks entrando di nuovo in classifica con “Let’s all dance”. Nella sua vita arriva anche la televisione con “Popcorn”, trasmissione condotta negli anni ottanta su Canale 5 e i libri. Ne scrive tre e tra i ricordi c’è anche l’intervista a Freddie Mercury.

Dal 2015 al 29 dicembre 2024 diventa voce di Radio Norda e vive nella campagne pugliesi prima di trasferirsi ad Hammamet in Tunisia per lavorare a dei podcast da inviare a diverse emittenti radiofoniche. L’amore per la radio non svanisce, ma nell’intervista che ci aveva rilasciato a gennaio 2025 (qui l’articolo completo), aveva spiegato il suo disagio con la radio moderna, dominata dalla pubblicità e da generi musicali che non gli appartengono, pur apprezzando alcuni artisti contemporanei.

Con Federico l’Olandese Volante. scompare un pezzo della radio come la conosciamo oggi, ma la sua voce resterà nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e soprattutto di ascoltarlo Ecco alcuni passaggi dell’intervista che potete recuperare qui: Century Radio, intervista a Federico l’Olandese Volante.

Che consiglio daresti a chi si vuole approcciare, adesso, al mondo della radio?

«Io consiglierei soprattutto di informarsi, di non fidarsi solo di informazioni superficiali che prendi in internet che molte volte non sono esatte, e invece di consultare anche qualche libro serio, nel senso innanzitutto di comprare le bibbie, “La musica degli anni 70″, ” La musica degli anni 80″, “La musica degli anni 90 e 2000” sono cinque volumi dove praticamente c’è tutto quello che è stato pubblicato e che ogni DJ dovrebbe avere, per una conoscenza completa, perché troppe volte sento  dei ragazzi giovani, magari anche bravi, anche talentuosi, per così dire, che però sparano di quelle cazzate assurde che non dovrebbero fare, perché poi in radio fai delle figuracce e la gente poi non non ti ascolta più e comunque non ti reputa serio. Perciò dico di impegnarsi un po’ di più e di non prendere questo mestiere troppo alla leggera. È un mestiere serio, dove bisogna essere sempre puntuali, bisogna avere i ritmi, i tempi, conoscere bene la radio e  se poi uno ha voglia di andare avanti puoi fare anche carriera. Non pensate mai se fate lo speaker di diventare ricchi perché non è così. Gli editori non pagano più le cifre che pagavano una volta a me, a Claudio Cecchetto, a Alex Peroni, a Gianni Riso, a Jocelyn, a tutte tutti questi personaggi, e a tutte queste persone che lavoravano nella radio che all’epoca guadagnavano tantissimo. Poi il trend è cambiato, dei vecchi se ne sono andati e assumendo quelli giovani gli hanno dato prima la metà, poi la metà della metà e adesso uno speaker medio guadagna sui €2000, €2.500 al mese che vivere a Milano non è il massimo perché non ce la fai».

Ultima domanda: che cos’è per te la radio?

«Cos’è per me la radio? Beh, l’ho già detto, è tutto, cioè da quando sono ragazzino che la faccio, non l’ho mai abbandonata. e non la abbandono nemmeno adesso perché vado appunto avanti con questa storia dei podcast e chissà se mai  qualcuno me lo offre, farei qualche programmino così in remoto dal mio studio di Hammamet».

Scritto da Pio Russo
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