Century Radio, intervista a Mauro Casciari: “La radio è nuotare nella musica per ore”
Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo
Benvenuti a “Century Radio“, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Tema del giorno: l’intervista a Mauro Casciari.
Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.
Intervista a Mauro Casciari: “La radio è nuotare nella musica per ore”
Mauro Casciari è un personaggio poliedrico: conduttore radiofonico, personaggio televisivo, attore teatrale e tanto altro. Divenuto celebre a livello nazionale come storica “Iena” nell’omonimo programma di Italia 1, ha consolidato il suo successo come spalla comica di Fiorello a Viva Rai2! ed ora è uno dei conduttori di punta su RDS. Figlio di un radioamatore, scopre la passione per il mezzo fin da bambino. Muove i primi passi in radio locali ed arriva nei network tra il 1999 e il 2000 quando approda a Radio Italia Network e poi a Radio Deejay
Ciao Mauro e benvenuto sulle “frequenze” di Century Radio
«Grazie per avermi pensato!».
Come è nata la tua passione per la radio a Perugia e quale è stato il tuo primissimo impatto con la diretta?
«Mio papà era radioamatore e perciò sono cresciuto tra antenne e trasmettitori. In particolare avevo dei radiomicrofoni per telecamera che però trasmettevano in FM e quindi si ricordi avevano anche in radio. Per me è stato folgorante sentire la mia voce che appariva nell’altra stanza senza filo… il primo impatto con la diretta radiofonica è stato un sabato del 1995 a Radio Augusta Perugia in Umbria. Il mio amico Leonardo Menichetti ha registrato quel momento che ho in cassetta ma non ho avuto MAI il coraggio di riascoltare perchè avevo una voce nasale insopportabile, reminiscenza di un personaggio che interpretavo a Teleperugia (la tv che non indugia) dal 1992. Comunque posso dire di avere realizzato il mio sogno di bimbo».
Sei stato un fonico e un DJ: quanto influisce la conoscenza approfondita della regia tecnica e dei tempi della musica sulla tua pulizia di conduzione in onda?
«Sono uno smanettone audio/video e mi occupo di pubblicità e comunicazione e questo mi permette di mettermi anche nei panni di chi non sta dietro. il microfono ma fa altro quindi spero di essere comprensivo e meno pesante per chi lavora con me. Per quanto riguarda la pulizia, farsi regia da soli aiuterebbe per avere una pulizia assoluta, ma la pigrizia della vecchiaia mi fa preferire avere un regista».
Rispetto ai tuoi inizi nelle radio locali umbre, come è cambiato il modo di fare intrattenimento oggi?
«Ho iniziato con i dischi in vinili, le cassette e i CD… Una volta c’era solo il telefono o il fax o la lettera scritta. Gia nel 1995 a Retepiù FM avevamo tutto su computer (sistema all’avanguardia della E-matic di Palermo). Ora la Radio ha i whatsapp audio che hanno cambiato il modo di interagire, finalmente con un audio di qualità. Mi sconvolgono due cose: da 100 anni il jack audio è lo stesso mentre tutti gli altri connettori sono cambiati diverse volte. E sempre dia 100 anni l’audio telefonico in radio è rimasto quello gracchiante a 8 khz. Lo trovo incredibile nel 2026».
Hai lavorato e lavori in realtà importanti come Radio Deejay, RDS e Rai Radio 2. Quale di queste emittenti ti ha plasmato di più dal punto di vista professionale?
«Quella in cui ho lavorato di meno, solo nove mesi nel 1999-2000 ovvero Radio Deejay nella quale mi occupavo di “W la fitness” che curavo e conducevo con Roberto Ferrari. In quegli anni collaboravo con la rivista California Sport & Fitness e grazie alla famiglia Brustenghi di Perugia che organizzava il Festival del Fitness di Rimini, ho conosciuto Linus e sono passato da una radio locale umbra a Radio Deejay. E’ stato un salto pazzesco, un sogno ad occhi aperti: ho vissuto gli anni più creativi della radio di via Massena imparando tutto anche solo guardando quel mondo».
Qual è l’imprevisto più memorabile o divertente che ti è capitato di dover gestire durante una diretta radiofonica?
«Questa cosa non l’ho mai raccontata e secondo me non se la ricordano neanche loro. Nel 2000 a Radio Deejay mentre registravamo una telefonata con Alessandro Cecchi Paone, come niente fosse entra in studio Nicola Savino, in silenzio appoggia il suo pistolino sul braccio di Roberto, mentre Ferrari rimane impassibile e continua a parlare trattenendo le risate. E dopo qualche secondo se ne esce ridendo come un pazzo. Così, dal nulla, scherzone! Io incredulo in lacrime! Clima da “Ciao, Belli!”»,
Preferisci la libertà totale della radio classica “al buio” o l’interazione visiva della radiovisione moderna?
«Assolutamente Radio al buio. O fai bene la TV o fa bene la Radio. Lo studio TV è diverso da uno studio radio. Io se voglio parlare attaccato al microfono, gobbo, storto, coperto dal microfono, devo poterlo fare per fare bene la radio. Se voglio legger bene un testo devo leggerlo tutto il tempo, non voglio stare dritto e guardare davanti. Anche se io da strabico sono favorito a guardare in due posti contemporaneamente».
Tre canzoni che vorresti sempre in onda?
«Aquarelo di Toquino, Brimful of Asha dei Cornershop remixata da Fat Boy slim, Everybody’s changing dei Keane».
Ultima domanda, uguale per tutti: una parola o una frase per definire la radio
«La radio è nuotare nella musica per ore tra un’isola ed un’altra, riemergere per prendere fiato ogni tanto ributtarsi giù. In diretta. Il conduttore (che non è uno speaker) è quello che ti conduce in questo viaggio e che stende un filo collegando un’isola all’altra».
Grazie per essere stato con noi
«Saluti cari da Mauro Casciari!».
* in copertina la foto con il suo primo radiomicrofono PIEZO col quale trasmetteva per i vicini di casa e il radioregistratore che usavo nel 1980 a 7 anni.