Century Radio: la storia di Psicoradio, la stazione della mente
Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo
Benvenuti a “Century Radio”, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Oggi parliamo della storia di Psicoradio.
Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.
Century Radio: la storia di Psicoradio, la stazione della mente
Oggi parleremo.di una delle esperienze più originali nate dopo la riforma Basaglia. Non è una radio sui_ matti, è una radio dei matti che fa cultura per tutti. Psicoradio non nasce dal nulla. Nasce a Bologna nel febbraio 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna e l’associazione Arte e Salute APS.
Arte e Salute era stata fondata nel 2000 da Angelo Giovanni Rossi, economista che aveva vissuto la chiusura dei manicomi a Milano. L’idea era radicale per l’epoca: invece di far fare ai pazienti psichiatrici “i soliti lavoretti pseudo-riabilitativi, come dipingere i portacenere o curare il verde”, farli diventare attori professionisti. Con registi come Nanni Garella, avevano messo in scena “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare con tutti i ruoli interpretati da pazienti psichiatrici.
Da quel teatro, il passo successivo è stato naturale: dare loro un microfono. La prima puntata assoluta, nel dicembre 2006, si apre con una poesia sul trauma dell’internamento letta dalla poetessa Alda Merini. Un battesimo simbolico.
La prima redazione è in Via Abba a Bologna. Già alla fine del 2007 gli studi si trasferiscono in un luogo simbolico: l’ex Ospedale Psichiatrico Roncati, in via Sant’Isaia 90. Installarsi lì non è casuale: è un modo per restituire a quel luogo, un tempo simbolo di esclusione, un nuovo valore di partecipazione e riconoscimento. Dal 2011 la sede definitiva è in via Pepoli 5 a Bologna.
Psicoradio è una testata giornalistica radiofonica regolarmente registrata al Tribunale di Bologna. Il modello: formazione professionale, non arteterapia Questo è il punto che la direttrice Maria Cristina Lasagni, docente di comunicazione all’Università della Svizzera Italiana, ripete sempre:
“Non si tratta di arte terapia, che ha obiettivi e metodi diversi; si tratta di formazione professionale in campo culturale e artistico. Poco a poco la persona smette di identificarsi solo con la sua malattia, e comincia a sentirsi redattore radiofonico”.
La redazione è composta da persone in cura presso i Servizi di salute mentale di Bologna che vengono formate da tutor giornalisti esperti. Vengono selezionati tramite tirocinio finalizzato all’inclusione sociale. Sono persone che la sofferenza psichica la conoscono in prima persona.
Il progetto è doppio e intrecciato: Un corso di formazione triennale per operatori radiofonici tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte e della psichiatria. Si imparano i saperi classici del fare radio: tecnica (registrazione, montaggio, regia), giornalismo (intervista, inchiesta), ideazione di un palinsesto, programmazione musicale. Ma anche ambiti “psi”: storia della psichiatria, psicologia, etnopsichiatria;
Una redazione vera, che produce ogni settimana una trasmissione nazionale. Il lavoro è seguito da tutor come Lucia Manassi, Alarico Mantovani e Giada Pagani. In 20 anni di attività, quasi 1000 trasmissioni e oltre 40 redattori passati in redazione, che hanno percorso un tratto della loro vita tornando ad essere attivi.
Il motto di Psicoradio è: parliamo di quasi tutto, ma da un punto di vista che si può definire “psi”. Tutti gli argomenti, dalla cronaca all’arte, sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano registri poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando.
Dall’arte agli psicofarmaci, dalla musica al TSO, dalla poesia alle diagnosi, dal calcio agli animali. Come dicono loro: è “il giardino delle piante spezzate”, un luogo in cui chi ha trovato vento troppo forte trova humus per ricominciare a fiorire. L’obiettivo culturale è chiarissimo: lavoro contro gli stereotipi e contro lo stigma che circonda la malattia psichica. La convinzione di base è che in alcuni pazienti l’intelligenza, la sensibilità e i talenti vengono nascosti, ma non annullati dal disturbo mentale.
Fin dall’inizio Psicoradio non è una radio bolognese per bolognesi. È una redazione centrale che produce un programma settimanale trasmesso da una rete di radio indipendenti in tutta Italia: da Radio Popolare a Milano, a Radiocittà Fujiko a Bologna, Radio Sherwood a Padova, Novaradio Città Futura a Firenze, Radio Beckwith Evangelica, fino a Radio Fragola di Trieste che dal 2026 ha ripreso a trasmetterla.
Il lavoro giornalistico è stato riconosciuto nel 2009 con il Premio Città di Sasso Marconi per la qualità della comunicazione e con il Premio Nazionale Marconi come miglior progetto radiofonico rivolto ai giovani. Tutte le oltre 700 puntate sono riascoltabili come archivio storico su psicoradio.it, insieme a podcast, incontri nelle scuole e campagne culturali in difesa della legge 180.
Oggi Psicoradio è considerata dalla stessa AUSL “uno strumento riabilitativo innovativo. Fa comunicazione efficace e competente, fa bene a chi la fa ma anche a chi la ascolta”.