Century Radio, le emittenti universitarie: la voce degli studenti
Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo
Benvenuti a “Century Radio”, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Oggi parliamo della emittenti universitarie.
Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.
Century Radio, le emittenti universitarie: la voce degli studenti
Le prime radio universitarie nascono negli Stati Uniti negli anni ’20. Le università avevano le licenze e le attrezzature per fare esperimenti di trasmissione. La pioniera è stata WRUC di Union College, New York, che iniziò a trasmettere nel 1920 come “college station”. In quel periodo servivano soprattutto a diffondere lezioni, bollettini agricoli e musica classica. Erano più laboratori tecnici che emittenti vere e proprie.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale esplode il modello “campus radio”. Con il GI Bill migliaia di studenti tornano all’università e vogliono spazi liberi. Nascono stazioni a bassa potenza, spesso in AM con cavi che portavano il segnale solo nei dormitori. KFJC di Foothill College e KVRX di University of Texas nascono così. La programmazione cambia: niente più solo lezioni, ma rock, jazz, talk show fatti dagli studenti. Era l’unico posto dove potevi sentire musica alternativa prima che arrivasse in FM commerciale.
Con l’assegnazione delle frequenze FM non commerciali 88-92 MHz negli USA, le radio universitarie esplodono. Nel Regno Unito arriva la “pirate radio” studentesca, poi legalizzata con il Radio Act del 1970. In Italia le prime radio libere universitarie spuntano dopo il 1976, quando la Corte Costituzionale liberalizza l’etere. Radio Radicale nasce a Roma proprio da ambienti universitari. In questo periodo le radio dei campus diventano trampolino per band indie, punk, hip hop. Molti DJ famosi sono partiti da qui: John Peel in UK iniziò in radio universitaria.
Con l’arrivo delle grandi catene radio e di Internet, molte frequenze FM universitarie chiudono o vengono vendute. Però nasce lo streaming. Una radio di campus non ha più bisogno della torre: basta un server. WNYU di NYU e Radio Goldsmiths a Londra passano online e raggiungono ascoltatori in tutto il mondo. Il ruolo cambia: da “radio locale” a “vetrina globale” per la scena musicale e culturale dell’ateneo.
Le radio universitarie attuali sono ibride. Mantengono la FM dove possono, ma puntano su podcast, app e social. In Italia esempi vivi sono Radio Statale di Milano, Radio Ca’ Foscari a Venezia, Radio Unimore. Fanno 3 cose chiave: Formazione: studenti di comunicazione, giornalismo, ingegneria imparano sul campo regia, conduzione, produzione audio.Pluralismo: spazio per generi musicali e opinioni che le radio commerciali ignorano. Identità del campus: raccontano eventi, dibattiti, proteste, vita universitaria in tempo reale.
La storia delle radio universitarie è in fondo la storia di ogni generazione che ha voluto prendersi un microfono e parlare con la propria voce, senza filtri. In chiusura, facciamo un focus sulle radio universitarie italiane oggi: chi c’è e dove ascoltarle. In Italia non abbiamo una rete nazionale FM riservata come negli USA, ma negli ultimi 10 anni le campus radio sono tornate forti, soprattutto online. Poche hanno ancora una frequenza FM propria, molte trasmettono solo in streaming + DAB.
Ecco le più attive nel 2026:
Radio Statale – Università degli Studi di Milano
Frequenza: Solo streaming + app. FM 87.6 MHz a Milano fino al 2021, poi passata a web radio 24/7.
È la più grande d’Italia per redazione. 200 e più studenti, palinsesto h24 con musica indie, talk, informazione di ateneo, dirette dagli eventi della Statale, interviste a docenti e band emergenti.
Radio Ca’ Foscari – Università Ca’ Foscari Venezia
Frequenza: DIRECT/streaming, niente FM
Nata nel 2012, voce ufficiale di Ca’ Foscari. Palinsesto su pop, news universitarie, cultura. Studio a Dorsoduro 1392, Fondamenta Zattere. Realizzano anche podcast e collaborazioni con Radio Coop.
Radio Unimore – Università di Modena e Reggio Emilia
Frequenza: Streaming + DAB in provincia di Modena
Una delle prime a partire nel 2002. 100% gestita da studenti di Unimore. Musica, sport universitario, orientamento matricole. Hanno studio sia a Modena che a Reggio. Il punto di forza è sui podcast didattici.
Radio 6023 – Università del Piemonte Orientale
Frequenza: Streming
Nata il 9 Maggio del 2005, è una radio universitaria e una community culturale: progetti, volontariato, eventi, formazione e informazione .
F2 RadioLab – Università Federico II di Napoil
Frequenza: Streaming
Nata nel 2004, F2 Radio Lab è cresciuta nel tempo trasformandosi in una realtà strutturata e riconosciuta a livello nazionale. Dal 2005 trasmette una programmazione musicale 24 ore su 24 Nel 2006 arriva la prima diretta con il Workshow, segnando l’inizio di una stagione di programmi live condotti interamente dagli studenti, formati e supervisionati da professionisti del giornalismo e della radiofonia.
Oggi F2 Radio Lab è un corso di formazione professionalizzante unico nel panorama delle radio universitarie italiane
Radio Zammù – Università di Catania
Frequenza: FM 98.8 MHz a Catania + streaming
Una delle poche rimaste in FM pura. “Zammù” significa gatto in dialetto catanese. Programmazione locale, musica siciliana, focus Catania Calcio. Gestita al 100% dagli studenti
Radio Sapienza – Università La Sapienza Roma
Frequenza: Streaming + DAB Roma
Partita nel 2019, è la radio ufficiale del più grande ateneo d’Europa. Palinsesto con informazione, divulgazione scientifica e musica. Vengono organizzate dirette dal Rettorato e dalle facoltà.
Altre realtà attive:
U-Radio Firenze: Web radio Università di Firenze, forte su arte e cultura;
Radio Bicocca Milano: Streaming, con focus su tech e startup;
Ma sono tantissime le realtà universitarie presenti sul web
RadUni: È l’associazione che le coordina tutte. Raggruppa 30 e più campus radio italiane e organizza il premio nazionale “RadUni Award”
In Italia le frequenze FM sono saturate e care. Ottenere una licenza LPFM costa e copre solo il campus. Per questo dal 2015 in poi quasi tutte hanno scelto streaming + DAB + app, con questo vantaggio: ti ascoltano studenti Erasmus, fuorisede e ascoltatori in tutto il mondo.
Cosa rende le radio universitarie diverse dalle radio commerciali? Zero playlist imposte: decidono gli studenti e possono passare anche artisti emergenti.
Un altro vantaggio è la formazione: se studi Comunicazione o Ingegneria delle telecomunicazioni, qui fai pratica su regia, mixer, palinsesto ed in più le radio dei campus svolgono servizio pubblico di ateneo: avvisi esami, proteste studentesche, eventi, job placement. Sono la voce “non ufficiale” dell’università.