Century Radio: le Olimpiadi, quando era la radiocronaca a far sognare i tifosi
Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo
Benvenuti a “Century Radio”, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Oggi parliamo delle Olimpiadi in radio.
Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.
Century Radio: le Olimpiadi, quando era la radiocronaca a far sognare i tifosi
In questi giorni siamo spesso attaccati alla televisione per seguire le Olimpiadi di Milano – Cortina che tante soddisfazioni stanno dando al nostro paese. Ma facciamo un salto indietro: se le prime Olimpiadi con riprese televisive furono quelle di Berlino del 1936, ma trasmesse fuori dalla Germania solo con brevi sintesi nei cinegiornali, l’esordio del piccolo schermo a livello mondiale per i cinque cerchi riguardò l’edizione di Roma del 1960. Nel caso dei giochi invernali, invece, dobbiamo andare all’Olimpiade di Cortina del 1956
E’ scontato dire che i giochi olimpici che fin dagli anni ’20 e ’30, le Olimpiadi erano un evento sportivo che catturava l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo. Ma come facevano le persone a seguire le gare e a conoscere i risultati se non c’erano la televisione e internet? La risposta era la radio. Per le prime edizioni, a partire dal 1896, era difficile poter reperire notizie, ma una volta che la radio prese il sopravvento e arrivò in diverse case, iniziarono anche le radiocronache. La radiodiffusione era il mezzo di comunicazione più popolare dell’epoca e le Olimpiadi erano un evento perfetto per essere trasmesso via radio. Le emittenti radiofoniche di tutto il mondo inviavano i loro giornalisti e tecnici a coprire le gare, che venivano trasmesse in diretta o in differita.
Le Olimpiadi di Amsterdam del 1928 furono le prime a essere trasmesse via radio. La radiodiffusione olandese, la Nederlandse Radio Unie (NRU), si occupò di trasmettere le gare in diretta. I giornalisti radiofonici descrivevano le azioni dei atleti, creando un’atmosfera elettrizzante per gli ascoltatori.
Le Olimpiadi di Berlino del 1936 furono un evento importante per la radio. La Germania nazista aveva investito molto nella radiodiffusione e le Olimpiadi furono un’occasione per mostrare la potenza della radio al mondo. La radiodiffusione tedesca, la Reichs-Rundfunk-Gesellschaft (RRG), trasmise le gare in diretta in 18 lingue diverse. C’è da dire che le radiocronache furono naturalmente influenzate dal clima dittatoriale dell’epoca, dando molto spazio alle imprese degli atleti tedeschi
Atleti stessi che partecipavano spesso alle trasmissioni radiofoniche, raccontando le loro esperienze e le loro emozioni. La voce di Jesse Owens, l’atleta americano che vinse quattro medaglie d’oro a Berlino, è ancora oggi ricordata come una delle più iconiche della storia della radio, anche perché nel clima d’odio dell’epoca un atleta di colore vincente non era ben visto.
Facciamo un salto al 1960 e andiamo a Roma. Le Olimpiadi italiane furono un’occasione di riscatto per il nostro paese agli occhi del mondo. La Rai produsse circa 160 ore di trasmissione e per l’occasione nacque Radio Olimpia. E’ il 5 Ottobre del 1959, la data di inizio di un programma settimanale che arriverà fino al 25 agosto del 1960, giorno di apertura dei giochi. Dagli apparecchi radiofonici si potevano ascoltare le voci del Presidente del comitato organizzatore, Giulio Andreotti, del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e di Adolfo Consolini, atleta oro olimpico nel lancio del disco a Londra nel 1948. Memorabile la radiocronaca di Paolo Valenti nella gara dei 200 metri vinta da Livio Berruti con il record del mondo. Dall’edizione successiva, quella di Tokio del 1964, si riuscì a trasmettere via radio tutte le gare grazie al satellite
La radio cambiò il modo in cui le persone seguivano le Olimpiadi. Le persone potevano ascoltare le gare in diretta, sentire le voci degli atleti e degli allenatori, e conoscere i risultati in tempo reale. La radio creò un senso di comunità e di condivisione, unendo le persone di tutto il mondo intorno all’evento sportivo più importante del pianeta. Già dall’edizione del 1936 si crearono dei veri e propri gruppi d’ascolto
Anche se oggi la televisione e internet hanno preso il posto della radio, l’eredità delle Olimpiadi in radio rimane un capitolo importante nella storia della radiodiffusione e qualche romantico è ancora contento di sapere dei trionfi del proprio idolo da un apparecchio radiofonico.