Century Radio, le radio italiane all’estero: voce dell’Italia nel mondo
Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo
Benvenuti a “Century Radio”, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Oggi parliamo delle radio italiane all’estero.
Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.
Le radio italiane all’estero: voce dell’Italia nel mondo
Le radio italiane all’estero nascono per tenere unito il Paese con i milioni di emigrati e discendenti sparsi nei cinque continenti. Dai primi notiziari a onde corte del 1934 fino allo streaming digitale di oggi, hanno raccontato lingua, cultura e attualità a chi vive lontano.
Le origini: all’inizio c’era Radio Roma in onde corte nel periodo dal 1934 al 1943. La prima trasmissione regolare per l’estero parte il 1° luglio 1934 da Prato Smeraldo, Roma, con notiziari in italiano per Nord America e, dal 1935, per Sud America e Africa Orientale. Dal 1936 si aggiungono programmi in greco, inglese, cinese, giapponese, indostano, e nel 1937 in arabo, turco, tedesco, francese, albanese, spagnolo, portoghese. Con lo scoppio della guerra, le onde corte diventano strumento di propaganda del regime fascista fino all’8 settembre 1943.
Il servizio riprende il 3 settembre 1946 ancora come Radio Roma con trasmissioni in italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese verso Europa e Americhe. Nel 1949 nasce il trasmettitore di Caltanissetta per il Nord Africa e il Mediterraneo..
Nel 1965 il Governo incentiva settimanali radiofonici e televisivi per le comunità all’estero. Nasce Panorama Italiano, 15 minuti in italiano distribuito in Canada, Somalia e USA, più un’edizione internazionale in inglese, spagnolo, portoghese e francese in 35 Paesi. Altri programmi: Cordialmente dall’Italia per la Germania, Un’ora per voi in Svizzera, Appuntamento italiano nel Benelux, Sport Italia in Argentina, Australia e Brasile.
Successivamente, accanto alla Rai, nascono decine di emittenti private per servire le comunità italiane locali. In Australia: Rete Italia con frequenze a Melbourne 1593 kHz, Sydney 1539 kHz, Brisbane 1053 kHz, Adelaide 1629 kHz, Perth 657 kHz, Darwin 1611 kHz. Radio Italiana 531 trasmette da Adelaide dal 1975. In Europa troviamo: RSI Rete Uno, Due e Tre in Svizzera dal 1933, 1985 e 1988. London ONE, radio online dal 2015 per Londra. Radio Capodistria dall’Istria. Radio San Marino 102.7 FM dal 1992 Vediamo invece quali sono i programmi in italiano su radio estere: Cartolina su Plains FM 96.9 a Christchurch, Nuova Zelanda. Ondazzurra su Planet FM 104.6 ad Auckland. Radio Dublino su Near FM 90.3 in Irlanda dal 2013. Giornale radio su Radio Fiume 104.7 dall’Alto Adriatico dal 1945.4.
Un ruolo molto importante è quello di Radio Italia, prima radio a trasmettere solo musica italiana. È molto seguita dalle comunità all’estero grazie allo streaming. Oggi è la quarta radio più ascoltata in Italia. Esiste anche Radio Italia Network, progetto che porta “il ritmo dello stile italiano nel mondo”.
Con la chiusura delle onde corte, l’ascolto si sposta su satellite, web e app. Rai Italia Radio è oggi ascoltabile in streaming e descrive la sua missione: “Dall’America, dall’Asia, dall’Australia e dall’Africa, le comunità di italiani nel mondo possono guardare ed ascoltare i programmi della televisione nazionale”.Piattaforme come myRadioOnline raccolgono oltre 100 stazioni italiane accessibili dall’estero, mentre radiomap.eu permette di ascoltare in diretta OL, OM, FM e DAB europee. Queste emittenti hanno un grande successo perché, per i nostri connazionali, contano ancora Lingua e identità: mantengono vivo l’italiano tra seconde e terze generazioni. Offrono notizie dall’Italia senza mediazione locale: informano su consolati, pensioni, voto all’estero, promuovono musica, cinema, sport italiano.
Oggi la sfida è raggiungere i 5,8 milioni di italiani iscritti AIRE e gli oltre 80 milioni di italo discendenti con podcast, social e DAB+, senza perdere il legame diretto che le onde corte avevano creato dal 1934.