Century Radio, “Radio Luxembourg”: la voce che ha fatto ballare l’Europa
Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo
Benvenuti a “Century Radio”, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Oggi parliamo di Radio Luxembourg.
Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.
“Radio Luxembourg”, la voce che ha fatto ballare l’Europa
Se hai più di 40 anni e sei cresciuto con la radio a transistor, “208 metri” ti dice qualcosa. Radio Luxembourg è stata la prima stazione commerciale a sfondare la cortina di ferro delle radio di Stato europee, ed è rimasta per decenni la colonna sonora di milioni di adolescenti.
Partiamo dalle origini: La Compagnie Luxembourgeoise de Radiodiffusion ottiene la concessione dal governo del Lussemburgo. L’idea è geniale e semplice: il Lussemburgo aveva leggi molto permissive sulla pubblicità radiofonica, a differenza di UK, Francia, Germania dove le radio di Stato erano un monopolio e la pubblicità era vietata o limitatissima.
Il 15 marzo del 1933 partono le prime trasmissioni sperimentali in onde lunghe da Junglinster. La potenza iniziale era di 150 kW, poi salita a 200 kW. Questo le permetteva di arrivare di notte fino a UK, Francia, Belgio, Germania e Italia. I britannici erano i clienti perfetti: la BBC non mandava pubblicità e aveva una programmazione molto “seriosa”. Un gruppo di imprenditori inglesi, guidati da Stephen Courtauld, finanziò la stazione in cambio di blocchi di palinsesto venduti agli inserzionisti del regno unito.
Gli anni d’oro furono quelli tra il 1950 e il 1970. Dopo la pausa dovuta alla seconda guerra mondiale, Radio Luxembourg riprende nel 1946. Ma il boom arriva negli anni ’50 con l’esplosione del rock’n’roll e del pop. La diffusione era particolare: Onde lunghe 208 metri = 1439 kHz: di giorno il segnale arrivava male, ma di notte la propagazione ionosferica lo portava ovunque. “Ascoltateci dopo il tramonto” era il loro slogan. In Italia arrivava forte nel Nord, meno al Sud. Mentre BBC Radio e RAI passavano poca musica pop e tanta musica classica/parlato, Luxembourg mandava i dischi nuovi 24/7.
Per un ragazzo di Liverpool o Milano negli anni ’60 era l’unica finestra sul mondo. Gli speaker e i deejay diventarono delle star. Nomi come Jimmy Savile, Tony Prince, Paul Burnett, Bob Stewart parlavano con accento britannico anche per il servizio in inglese. Il servizio italiano arrivò nel 1958 con speaker come Enrico Sisti e Claudio Sorrentino. Presentavano le classifiche, i nuovi 45 giri, leggevano le lettere degli ascoltatori. La “Top 20 di Radio Luxembourg” era la classifica più influente d’Europa. Se entravi lì, significava che i dischi vendevano molto.
Beatles, Rolling Stones, Cliff Richard, ma anche Celentano, Mina e Gianni Morandi passarono di lì. Il servizio in italiano parte dal 1958 ed arriva fino al 1989. Radio Luxembourg ebbe un palinsesto dedicato all’Italia, trasmesso soprattutto la sera. Non era trasmesso dalla sede di Junglinster ma veniva prodotto a Milano e poi inviato via linea telefonica al trasmettitore lussemburghese. Divenne una trasmissione popolarissima perché:Mandava i 45 giri appena usciti, spesso prima della RAI ed aveva rubriche come “Supersonic”, “Ciao amici”, “Hit Parade”.
Il linguaggio era informale, diretto ai teenager. La RAI di allora sembrava la voce di un professore al confronto. Molti speaker italiani arrivati poi a Radio Deejay, Radio 105 e Radio Dimensione Suono, poi diventata RDS, hanno iniziato lì. Il declino di Radio Luxemburg inizia negli anni ’70 e prosegue negli anni ’80 per tre motivi. Radio Pirata in Inghilterra come Radio Caroline e altre emittenti iniziano a trasmettere su onde medie nel Mare del Nord e rubano l’audience britannica, con segnale migliore e musica ancora più libera. In Italia dal 1976, in Francia e regno unito negli anni ’80, nascono centinaia di radio locali FM che possono disporre di audio migliore, niente interferenze notturne, programmi locali.
Con la fine definitiva del monopolio. in Inghilterra viene lanciata BBC Radio 1 nel 1967. La Francia inizia a dare spazio alle “radio libere”. La nicchia di Luxembourg scompare. Nel 1989, chiude il servizio in italiano; nel 1991, Il servizio in inglese passa su Radio Atlantic 252, trasmettendo dall’Irlanda; nel 1992 chiude anche il canale in onde lunghe da Junglinster. Il trasmettitore da 1200 kW viene spento per sempre. Oggi quel traliccio è un monumento.assolutamente da visitare.
L’eredità che lascia Radio Luxembourg è comunque fondamentale perché ha fatto delle cose rivoluzionarie: ha inventato la radio commerciale europea; ha dimostrato che si potevano fare soldi con la pubblicità e la musica pop non solo con il canone di Stato; ha globalizzato la musica pop: un disco lanciato da Luxembourg arrivava in contemporanea a Londra, Parigi, Roma, Berlino. Prima dell’avvento di internet, svolgeva praticamente lo stesso compito; ha creato lo speaker moderno: il conduttore amico, che parla con te, non che ti fa lezione.
Oggi “Radio Luxembourg” esiste solo come brand web per nostalgia, ma la frequenza 1440 kHz è purtroppo muta. Quello che resta è una generazione intera che ancora si ricorda di mettere la radio vicino alla finestra alle 9 di sera, girando la manopola finché da quel fruscio non usciva “She Loves You”.