Century Radio: San Valentino in Radio, un’epoca d’oro della musica e dell’amore

Century Radio

Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo

Benvenuti a Century Radio, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Oggi parliamo di San Valentino, la festa degli innamorati.

Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.

San Valentino in Radio, un’epoca d’oro della musica e dell’amore

Il 14 febbraio, San Valentino, è la festa dell’amore e del romanticismo. Oggi le emittenti accendono web radio tematiche o, in quella giornata, il palinsesto cambia con trasmissioni fatte di dediche e messaggi personalizzati  Ma come veniva celebrata questa festa in radio negli anni ’50 e ’60? La risposta è: con la musica!

Le emittenti radiofoniche di tutto il mondo trasmettevano musica romantica e canzoni d’amore per celebrare la festa degli innamorati. Le playlist erano piene di classici come “Unforgettable” di Nat King Cole, “I Will Always Love You” di Whitney Houston e “My Funny Valentine” di Ella Fitzgerald. Non mancava, naturalmente, la musica italiana, anzi quello rappresenta un periodo prolifico per i cantanti nostrani alla radio Rai. Tra gli altri ricordiamo Gino Latilla, Nunzio Gallo, Claudio Villa, Gigliola Cinquetti, Nilla Pizzi e tanti altri. Brani che non ascolteremo mai al giorno d’oggi, dove l’amore è celebrato in maniera completamente diversa e con parole a volte anche censurabili. 

Era quello un periodo dove i palinsesti erano davvero molto statici, infatti le occasioni di feste erano viste come una scusa per sconvolgere la classica giornata radiofonica, Le radio organizzavano trasmissioni speciali per San Valentino, con ospiti musicali, interviste con coppie di innamorati e giochi a premi. I conduttori di queste trasmissioni, pensavano a creare un’atmosfera romantica e divertente, facendo sempre attenzione a quella che era la morale, molto rigida, dell’epoca

Le persone potevano dedicare canzoni ai propri cari, inviando lettere o telefonando in studio. Gli speaker leggevano le dediche e trasmettevano le canzoni richieste, creando un momento di emozione e di condivisione. Le lettere potevano essere consegnate a mano dagli ascoltatori o spedite tempo prima, sperando che la propria missiva venisse letta. Teniamo presente che l’emittente era unica per cui bisognava fare una selezione rigida di lettere, messaggi, telefonate e canzoni cercando di accontentare il maggior numero di persone a fronte di milioni di richieste.

Le radio non dimenticavano di includere la pubblicità nelle loro trasmissioni, con spot per cioccolatini, fiori e regali romantici. I marchi più famosi dell’epoca, come la Ferrero e la Hallmark, erano tra i principali sponsor delle trasmissioni di San Valentino. Anche all’epoca però il mezzo d’amore più usato e lo sponsor principale era il Bacio Perugina creato nel 1922 da Luisa Spagnoli. Grazie ai partner commerciali, come accade anche adesso, gli innamorati potevano vincere premi, anche se sempre idonei ai tempi.

La radio era il mezzo di comunicazione più popolare dell’epoca e San Valentino era vissuta come una vera e propria festa Le trasmissioni radiofoniche, come detto creavano un’atmosfera romantica e divertente, con musica, dediche e giochi a premi, irripetibile nella nostra epoca. Oggi la musica e la comunicazione sono cambiate, l’eredità di San Valentino in radio rimane un capitolo importante nella storia delle emittenti, ma meno celebrata come un tempo

C’è da sottolineare un fattore importante: prima della guerra, quando le canzoni straniere non erano ammesse nelle radio italiane e contava più la parola che la musica, la prima forma di romanticismo radiofonico era il radiodramma a cui abbiamo dedicato un articolo a parte. Era usanza degli innamorati, sempre in compagnia delle famiglie per la rigidità dell’epoca, unirsi davanti agli apparecchi e ascoltare una storia d’amore raccontata e recitata dalle voci più popolari dell’epoca. Non sempre le storie finivano bene, ma era comunque un attimo di romanticismo radiofonico.

Scritto da Pio Russo
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