Century Radio, UVB-76: “The Buzzer”, la storia della radio fantasma russa che trasmette da 50 anni

Century Radio

Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo

Benvenuti a Century Radio, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Oggi parliamo della storia di UVB-76: “The Buzzer”.

Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.

UVB-76: “The Buzzer”, la storia della radio fantasma russa che trasmette da 50 anni

Nel vasto mondo delle onde corte esiste un segnale che da mezzo secolo non si è mai fermato. Non trasmette musica, notiziari o pubblicità. Emette solo un ronzio. Si chiama “UVB-76“, ma tutti la conoscono come “The Buzzer”, ovvero “il ronzio“. 

Questi i  dati tecnici
– Paese: Russia, in origine Unione Sovietica
– Lingua: russo
– Frequenza: 4625 kHz in USB
– Data di lancio: si parla del 1973-1976
– Editore: non identificato
– Canali “gemelli”: The Pip, The Squeaky Wheel 

Il segnale è ascoltabilissimo in tutta Europa e spesso anche oltre, grazie alla propagazione ionosferica delle onde corte. La curiosità è su cosa trasmette davvero.

Per 24 ore su 24, 7 giorni su 7, UVB-76 manda un breve impulso metallico: un “buzz” ripetuto circa 25 volte al minuto. È monotono, ipnotico, e per questo i radioamatori l’hanno soprannominata “The Buzzer“. 

Il ronzio però si interrompe. Poche volte l’anno, e a volte nel cuore della notte, parte una voce maschile robotica che legge in russo: 4 nomi, una serie di 5 cifre, una parola, poi altre 2 serie di 4 cifre. Esempio reale: `NZhTI 87047 AZOOSPERMIA 0697 2807` oppure `NZhTI 49208 DVORNIK 6122 7972 REZHEMUL’ 3901 3347`.

Parole ascoltate negli anni: “station”, “biliardo”, “mobili da cucina”, “atollo”, “balcone”, “azoospermia”, “mexican”. A prima vista non hanno senso, ma potrebbero essere anche dei messaggi in codice.

Per anni si pensava venisse da Povarovo, a nord di Mosca. Nel 2010 il segnale si è spento per alcune ore e al ritorno sembrava provenire da una zona vicino a San Pietroburgo. Oggi le antenne e i siti di trasmissione vengono associati a strutture militari abbandonate appena fuori San Pietroburgo. Nessuno ha mai confermato ufficialmente chi gestisca l’emittente. 

Nessuna autorità russa ha mai spiegato a cosa serva. Da qui nascono le ipotesi più diverse:
– “Beacon di controllo militare”: il ronzio continuo servirebbe a segnalare “tutto ok”. Se si fermasse, significherebbe che qualcosa è andato storto.
– “Collegamento al sistema Perimetr / “Mano Morta”: la teoria più famosa. UVB-76 sarebbe usata per testare il sistema automatico di rappresaglia nucleare sovietico/russo. Da qui il soprannome Doomsday Radio – “Radio del giorno del giudizio”.
– “Comunicazioni cifrate per esercito e servizi segreti”: i messaggi vocali sarebbero ordini per unità sul campo, con codici che solo i destinatari possono decifrare.
– “Numbers Station”: rientra nella categoria delle “stazioni numeriche” usate durante la Guerra Fredda per inviare istruzioni codificate a spie. 

BBC e Wired hanno confermato che la stazione è reale, attiva e collegata a infrastrutture militari russe, ma il suo scopo non è mai stato dichiarato. Ma perché fa ancora notizia nel 2026?

“The Buzzer” è attiva da oltre 50 anni e continua anche oggi. Con l’inizio del conflitto in Ucraina il segnale è stato più volte disturbato da jamming e persino “presi in giro” con brani come Gangnam Style trasmessi sulla stessa frequenza.

Il fascino è proprio questo: non sappiamo chi trasmette, né per chi. E molti temono il giorno in cui smetterà. Come se quel ronzio fosse l’unica prova che qualcosa, da qualche parte, è ancora sotto controllo. 

Ma noi, possiamo ascoltarla? Sì. Basta un ricevitore per onde corte sintonizzato su 4625 kHz USB. Su YouTube e sui siti di SDR online ci sono stream 24/7. È lì. Sempre. c1c3

UVB-76 è più di una curiosità da radioamatori. È un relitto vivente della Guerra Fredda, un enigma tecnico e militare che trasmette anche quando tutto il resto tace. Un suono che non dovrebbe esistere, ma che da 50 anni ci ricorda che nell’etere ci sono ancora segreti che nessuno vuole spiegare. 

Scritto da Pio Russo
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