“Che ne sarà di noi” di Gianluca Grignani: te la ricordi questa?

Che ne sarà di noi Gianluca Grignani

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Che ne sarà di noi” di Gianluca Grignani

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2004 con “Che ne sarà di noi” di Gianluca Grignani.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Che ne sarà di noi” di Gianluca Grignani

“Che ne sarà di noi” di Gianluca Grignani è uno dei brani più emotivi della sua produzione dei primi anni Duemila, nato come colonna sonora del film omonimo di Giovanni Veronesi e successivamente incluso nell’album “Il re del niente“. È una canzone che si muove sul confine tra inquietudine e slancio vitale, trasformando l’incertezza in materia narrativa ed emotiva.

Il testo si sviluppa come un flusso emotivo in cui la consapevolezza arriva in modo frammentato. “Oltre la salita lo hanno visto in tanti già, c’è la vita” è una sorta di verità semplice e universale, quasi disarmante nella sua linearità. Ma subito dopo questa apparente chiarezza si apre il caos interiore del protagonista, che si ritrova “attonito come l’inverno ghiaccia il lago”. L’immagine rende bene la paralisi emotiva che accompagna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

Il ritornello è il vero cuore emotivo del brano: “che ne sarà di noi”. La domanda non cerca una risposta, ma definisce una condizione esistenziale. È il dubbio a tenere insieme tutto, non la certezza. La relazione, l’identità, il futuro: tutto è sospeso in quella domanda ripetuta come un’eco.

Nel finale, il brano si apre a una dimensione quasi di resa fiduciosa: “come a vela sul mare che si spiega, io mi lascerò portare”. È il momento in cui il controllo viene abbandonato e subentra l’accettazione del flusso degli eventi.

“Che ne sarà di noi” è, in definitiva, una canzone sul dubbio come motore della vita. Non offre risposte, ma racconta la bellezza e la paura dell’ignoto. Ed è proprio in questa sospensione permanente che trova la sua forza più autentica.

Il testo di “Che ne sarà di noi” di Gianluca Grignani

Musica
Dai suona più forte
Non voglio sentire
Quello che non riesco a capire

Ma è vero che
Oltre la salita
Lo hanno visto in tanti già
C’è la vita, la vita, la vita, la vita

Io credi non pensavo
Che sarei rimasto attonito
Come l’inverno ghiaccia il lago

E adesso
Che sotto la paura
Si scioglie insieme a me
Ed è adrenalina pura

E non mi chiedere come farò, io non lo so
Perché l’unica risposta che ora sento è una domanda

Che ne sarà di noi
Che ne sarà di quel che ieri eri tu
Forse sarà che poi
Perdendoci ci ritroviamo
Ci ritroviamo

E ora lo so
Che non si annega
Quelle volte che
Non c’è un perché

Come a vela sul mare che si spiega
Io mi lascerò portare fino a che

Non mi chiedere più come farò, no, non lo so
Perché l’unica risposta che ora conta è una domanda

Che ne sarà di noi
Che ne sarà di quel che ieri eri tu
Forse sarà che poi
Perdendoci ci ritroviamo
Ci ritroviamo

Scritto da Nico Donvito
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