A tu per tu con la giovane cantautrice fiorentina, in uscita con il nuovo singolo intitolato “RDT

Tempo di nuova musica per Caterina Dalla Negra, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Cheweengum, in uscita con l’inedito “RDT”, disponibile in radio e sulle piattaforme digitali a partire dallo scorso 26 giugno. Conosciamola meglio.

Ciao Caterina, benvenuta. Partiamo dal tuo nuovo singolo “RDT”, che sapore ha per te questo pezzo?

«”RDT” per me esprime un concetto di indipendenza e di amor proprio, per riuscire ad avere coraggio e non farsi mai sminuire da persone e situazioni».

Quali sensazioni e quali stati d’animo ti hanno accompagnata durante la scrittura del brano?

«Ho scritto “RDT” in un momento di delusione da parte di una persona per me molto importante, quindi i sentimenti che mi hanno accompagnata e che mi hanno dato forza sono stati la rabbia e la tristezza».

C’è una frase che, secondo te, rappresenta e sintetizza al meglio il significato dell’intera canzone?

«La frase che rappresenta al meglio l’intera canzone è “brindo sola come un re”. In questa frase è riassunto perfettamente l’intero significato del brano».

Dal punto di vista musicale, come siete arrivati a questo tipo di sound?

«La canzone doveva essere grintosa dal principio, per buttare fuori la mia rabbia, per questo è uscita così».

A cosa si deve la scelta del tuo nome d’arte?

«Nella mia borsa non mancano mai le chewing-gum, di qualsiasi gusto! Da qui ho deciso di utilizzare questo nome d’arte».

Che ruolo gioca la musica nel tuo quotidiano?

«La musica accompagna le mie giornate e i miei stati d’animo, sempre e in qualunque momento della giornata».

Che ruolo ha giocato la musica per te durante il lockdown?

«Se devo essere sincera, durante il lockdown mi sono sentita molto poco ispirata e demotivata, essendo chiusa e senza niente di nuovo che mi potesse accadere e dare ispirazione».

Come speri ne potrà uscire l’industria musicale da questo momento di difficoltà?

«Ne uscirà sicuramente più forte di prima… Tutti aspettiamo di tornare ad un concerto».

Al netto dell’attuale confusione, quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere? Cosa puoi anticiparci a riguardo?

«Per ora sono ferma, sto aspettando che succeda qualcosa nella mia vita, al momento mi sento un po’ apatica e la musica non si può scrivere senza emozioni, non può essere forzata».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«La mia musica si rivolge principalmente a me stessa ma anche a tutti coloro che si ritrovano nei testi che scrivo. Il mio sogno sarebbe poter cantare insieme a Capo Plaza, il mio artista preferito nel genere trap».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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