chiamamifaro domenica

A tu per tu con Angelica Gori, voce e anima testuale del progetto, in uscita con il nuovo singolo “Domenica

Dopo aver girovagato in numerose playlist per tutta l’estate con il precedente singolo d’esordia Pasta rossa, è arrivato il tempo della seconda prova discografica per Chiamamifaro, progetto di Angelica Gori co-fondato con Alessandro Belotti, prodotto artisticamente da Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari. “Domenica” è il titolo del nuovo inedito, uscito lo scorso 6 novembre.

Ciao Angelica, benvenuta. Partiamo da “Domenica”, quali riflessioni e quali stati d’animo ti hanno accompagnato durante la fase di composizione di questo pezzo?

«A me questa canzone mi fa venire in mente la nostalgia che si prova di domenica, di come da piccoli avevamo voglia di spaccare il mondo e di come da grandi lo stesso mondo, invece, ci fa un po’ paura. Il brano raconta di un processo che abbiamo vissuto tutti, alla disillusione del diventare adulti alla consapevolezza del riuscire ad unire anime contrastanti».

C’è una frase che, secondo te, sintetizza e rappresenta al meglio il senso dell’intera canzone?

«Posso dirne due? La prima è “vestivo da punk quando arrivava carnevale”, perchè da piccola volevo sempre sentirmi più grande di quello che ero; la seconda è: “mia mamma non mi sbuccia più le mele come quando stavo bene”, quindi questo senso di innocenza che spesso manca nel mondo dei grandi».

chiamamifaro domenica

Tra le persone che credono nel vostro progetto figura Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, che ha curato la direzione artistica anche del precedente singolo “Pasta rossa“. Com’è avvenuto il vostro incontro e in che termini è stato fondamentale il suo apporto?

«Abbiamo conosciuto Riccardo la scorsa estate in occasione di un Festival, qui nella provincia di Bergamo. Essendo della stessa città, avevamo un po’ di amici in comune. Dal nulla io e Alessandro, timidamente, gli abbiamo fatto ascoltare qualche nostro pezzo per ricevere da lui dei consigli, visto e considerato che lo stimiamo molto come artista. A lui sono piaciuti, si è appassionato al nostro progetto dandoci una mano negli arrangiamenti e nella produzione. Ci ha insegnato e ci sta insegnando tanto dal punto di vista professionale, di come si lavora davvero con la musica, perchè noi arrivavamo da un mondo completamente amatoriale. Il suo apporto è stato fondamentale sotto molti punti di vista, ci ha fatto crescere tanto».

Al netto dell’attuale incertezza discografica dovuta al momento, cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova musica di Chiamamifaro? Quali sono i vostri prossimi progetti in cantiere?

«Sicuramente un prossimo singolo, praticamente pronto, che si discosta un po’ dalle sonorità già proposte, dirigendosi verso dimensioni più elettroniche. Per noi si è trattato di un esperimento, il risultato mi piace moltissimo e spero possa essere gradito anche al pubblico, proprio perchè mostra una sfaccettatura nuova di Chiamamifaro. In più stiamo continuando a lavorare ad altri pezzi per il disco, sperando di poter tornare presto ad esibirci dal vivo».

Per concludere, quali sensazioni e quali stati d’animo ti piacerebbe riuscire a trasmettere a chi ascolterà la tua “Domenica”?

«Io spero di riuscire a trasmettere sincerità attraverso la nostra musica in generale. Mi piace pensare che nelle nostre canzoni si percepiscano cose di tutti i giorni, storie anche banali, che chiunque può aver vissuto. Mi auguro che la nostra musica possa arrivare a più persone possibili, che ciascuno possa rivedere e rivivere la propria domenica».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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