Cioffi 2020

Intervista al giovane cantautore salentino

Dopo un promettente debutto con una emotiva ‘Anima fragile’ (di cui qui la nostra recensione), singolo uscito la scorsa primavera, Cioffi (a cui qui la nostra ultima intervista) ha rilasciato un nuovissimo estratto inedito intitolato Fuochi d’artificio e disponibile a partire dallo scorso 30 novembre per proseguire il percorso musicale ed artistico intrapreso. Ecco come il giovanissimo cantautore salentino ci ha presentato questo suo nuovo brano:

Allora Andrea, partiamo ovviamente da ‘Fuochi d’artificio’, questo tuo nuovo singolo che è uscito da pochissimi giorni e che già sta appassionando tutte quelle persone che nei mesi scorsi hanno imparato a conoscerti. Che accoglienza stai ricevendo con questa nuova canzone?

<<Sono felicissimo di quello che sta accadendo in questi giorni, non me l’aspettavo. Le persone che hanno imparato a conoscermi si sono affezionate a questo mio racconto nel corso di questi mesi. Avevo molta ansia per l’uscita di questo nuovo singolo ma la risposta è addirittura superiore rispetto all’amore che speravo di ricevere. ‘Anima fragile’ aveva raccolto ottimi pareri e ci tenevo a non deludere quelle persone che si sono affacciate a me a alla mia musica in tutti questi mesi>>.

Veniamo al senso reale del brano: che canzone è per te, qual è il suo valore e significato ultimo?

<<E’ una domanda difficile a cui rispondere perché ‘Fuochi d’artificio’ raccoglie davvero tante sensazioni. In sostanza, però, credo che possa essere raccontata come una dedica a tutte quelle persone che spesso non si sentono abbastanza. Il mio auspicio è che le persone possano sempre credere in sé stesse e con questa canzone ho voluto scegliere diverse immagini che testimonino la bellezza delle piccole cose che rappresenta la bellezza interiore di ognuno di noi. Una bellezza che spesso viene sottovalutata anche da noi stessi. Proprio per questo ‘Fuochi d’artificio’ è un inno al sentirsi speciali, al credere per primi in sé stessi per realizzare i nostri sogni>>.

Cioffi 2020

Questo è un brano in parte differente rispetto ad ‘Anima fragile’ soprattutto per quel sound più ricco e più colorato: da dove arriva questa voglia di mostrarsi anche nuovo?

<<E’ stato una scelta naturale. Come ‘Anima fragile’ anche questa canzone nasce dall’incontro con diversi musicisti in studio con cui mi piace vivere e sviluppare insieme il brano. Insieme ci siamo fatti prendere dal brano e dall’emozione e siamo arrivati a sviluppare la canzone così come la sentite. ‘Fuochi d’artificio’ rappresenta comunque il giusto proseguo rispetto ad ‘Anima fragile’ in quel percorso musicale con cui voglio darmi un’identità anche nel cuore di chi mi ascolta. Il bello della musica credo stia proprio nella possibilità di confrontare la propria emozione con quella altrui e riuscire quindi a cogliere sfumature diverse di una stessa canzone>>.

Ascoltando il brano l’ho tradotto nella mia testa come una canzone che racconta la presenza. Malgrado un suono forse più colorato e un cantato più leggero ho trovato il tuo testo disperatamente pieno di quell’urgenza di dire “resta ancora un po’” come, poi, di fatto canti nel ritornello. Nella tua vita solitamente dai così importanza alla presenza?

<<Assolutamente si. Credo che ogni persona, sotto sotto, abbia in sé la paura di rimanere solo. Sono felice che tu abbia colto quel “resta ancora un po’” perché lo dico davvero con il cuore in gola e lo interpreto come il non voler deludere una persona cara. Penso che ognuno abbia dentro di sé delle persone che tiene nel cuore e la vita, fondamentalmente, racchiude in sé il senso della condivisione con loro del nostro tempo e delle nostre emozioni. La solitudine ci può ispirare o far crescere ma l’essere umano è fatto per stare insieme e condividere emozioni>>.

Già la scorsa volta riflettevamo su quella che è la tua generazione fatta di tanti giovani che vivono sognando. In questo nuovo brano apri con un verso quasi sconsolato che dice “Ti domandi se per te domani il sole per te sorgerà“. Da giovane d’oggi come vivi questo presente sia nell’ambito della musica che non?

<<Credo che dall’incertezza del domani possa e debba nascere la forza interiore che spinge a reagire i giovani d’oggi. Dobbiamo darci da fare per cercare di realizzare il nostro sogno perché credendoci diamo anche valore a quella paura che si giustifica solo credendo davvero in ciò che si desidera. Il mio invito è a non aver paura ai giudizi della gente e a sfuggire da quella condizione in cui si sceglie di “sopravvivere sognando la vita di qualcun altro”. Il giudizio non deve portare alla rinuncia dei nostri sogni e dei nostri obiettivi. Io e tanti altri giovani dobbiamo avere il diritto e la voglia di sognare. Anche avendo paura ma senza avere rimorsi>>.

In un altro punto del brano usi una parola magica che, ogni volta, mi porta a fare questa domanda. Citi la felicità. Che cos’è per te la felicità?

<<Penso di averlo capito anche se magari nel corso della vita potrò cambiare idea. Oggi, però, credo che la felicità sia il godere della bellezza delle piccole cose. La felicità è la libertà di fare ciò che si desidera senza guardare indietro ed avere rimorsi. L’importante, però, è non smettere mai di raggiungere quella felicità>>.

Nella nostra prima chiacchierata mi hai detto “ho avuto un’adolescenza particolare ma ho sempre avuto in me la voglia di dare luce alla mia vita”. Che adolescente sei stato? In che cosa ti sei sentito particolare?

<<Quello che siamo durante la nostra adolescenza è un qualcosa che rimarrà sempre con noi. E’ come se dentro ciascuno di noi vivesse un bambino a cui siamo fortemente legati che ci ricorda quanto abbiamo vissuto durante la nostra fanciullezza ma che ci ricorda anche di vivere il mondo con più leggerezza e con gli occhi sognanti anche da adulti. Io sono stato un bambino molto felice ma un adolescente che è cresciuto molto in fretta con la musica che mi ha aiutato ad evitare situazioni rischiose. Mi sento davvero di dire ai miei coetanei che vivono situazioni difficili di affidarsi alla musica che ha lo straordinario potere di salvarci>>.

Volevo dedicare un momento anche ai tre brani che nel periodo estivo hai regalato alle persone che ti stanno seguendo. Ti va di spendere due parole per ognuna di queste canzoni? Partiamo da ‘Mi basti te’?

<<Volentieri! ‘Mi basti te’ è stato il primo regalo che ho donato a chi mi ha conosciuto con ‘Anima fragile’. E’ una dedica d’amore per un qualcosa che non ho mai vissuto. Sono stato innamorato per molto tempo di una ragazza che non mi ha mai calcolato ed ho scritto questa canzone per lei>>.

Salento’ invece?

<<E’ una canzone molto particolare nata in un pomeriggio d’agosto del 2019 in cui ho conosciuto una ragazza che, in una chiacchierata di un’ora o poco più, mi ha raccontato la propria vita. Anche questa, dunque, è una dedica d’amore scritta pensando ad un amore ideale che si concretizza mediante la musica>>.

E, infine, ‘La finestra’

<<L’ho scritta poco prima dell’uscita di ‘Anima fragile’ mentre fumavo una sigaretta rimanendo ipnotizzato da una finestra illuminata che mi ha fatto riflettere sull’importanza della vita e della quotidianità. Ogni finestra racconta una vita, una quotidianità, una casa che racchiude tante situazioni ed emozioni>>.

Chiuderei questa nostra chiacchierata con un verso secondo me magico, il più bello che ho sentito da te dopo quello di apertura di ‘Anima fragile’ a cui rimango sensibilmente e personalmente legato: “e lì in fondo nei tuoi occhi voglia di cambiare“. Sono fermamente convinto della necessità e dell’inevitabilità del cambiamento per cui ti chiedo in che cosa stai cambiando e verso quali obiettivi ti stai dirigendo?

<<Sto avendo la possibilità di inseguire un sogno e questo mi sta aiutando a crescere e cambiare molto anche se il messaggio della mia musica credo stia rimanendo fedele al io vissuto, a quel bambino che ho dentro. Mi auguro che questo nuovo brano possa piacere a chi mi sta affianco ormai da mesi e che non mi venga mai a mancare la possibilità di essere ascoltato e compreso. E spero davvero che si possa presto a suonare dal vivo, la dimensione più bella per ogni persona che sogna e vuole fare della musica la propria vita>>.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

Di Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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