Claudio Villa, l’omaggio a nel centenario della nascita
Il 1° gennaio 2026, in occasione del centenario dalla nascita di Claudio Villa, Rai Teche rende omaggio al Reuccio con il programma “Una voce con Claudio Villa”
In occasione dei 100 anni dalla nascita di Claudio Villa (Roma, 1° gennaio 1926), Rai Teche rende omaggio al grande cantante pubblicando, giovedì 1° gennaio su RaiPlay, il programma “Una voce con Claudio Villa” (www.raiplay.it/programmi/unavoceconclaudiovilla).
Varietà in quattro puntate del 1974, scritto da Sergio D’Ottavi e Oreste Lionello con la regia di Stefano De Stefani e le musiche del maestro Giancarlo Chiaramello, fu fortemente voluto dal popolare cantante romano di Trastevere che nell’arco della sua carriera ha inciso oltre tremila brani musicali e venduto 45 milioni di dischi in tutto il mondo, vantando anche, con Domenico Modugno, il primato di ben quattro vittorie al Festival di Sanremo.
Claudio Villa celebrava allora trent’anni di carriera con una trasmissione di cui era protagonista indiscusso e nella quale rispondeva con ironia alle critiche di coloro che lo accusavano di essere troppo legato alla tradizione e poco incline alle nuove mode giovanili.
Lo spettacolo è incentrato sulle esibizioni canore del cantante trasteverino voce-simbolo della tradizione musicale legata al canto popolare italiano ed esponente del folklore e della canzone romana tanto da essere chiamato “Reuccio”. Nel programma Villa è affiancato dagli attori Riccardo Garrone e Toni Ucci nel ruolo di conduttori, a loro volta espressione autentica del teatro popolare di quegli anni.
E, oltre al repertorio romano, interpreta molti classici della canzone napoletana e italiana in genere.
A condividere il palcoscenico con Claudio Villa numerosi ospiti, dalle cantanti Nada, Rosanna Fratello, Juliette Gréco, Romina Power agli attori Fiorenzo Fiorentini, Enzo Cerusico, Nino Taranto e Oreste Lionello.
Un modo per celebrare un personaggio e una voce indimenticabili nel panorama della canzone italiana, capace di conquistare l’ammirazione degli amanti del bel canto anche fuori dai confini nazionali come testimonia una curiosa versione del brano “Canto d’alba” in lingua giapponese, eseguita nel corso della trasmissione a testimonianza della vasta popolarità internazionale di cui godeva il cantante.