Coma_Cose - Sanremo 2021

Le dichiarazioni salienti della conferenza stampa di presentazione

Prima partecipazione in gara per i Coma_Cose che hanno inaugurato, nella prima serata, la loro avventura al Festival di Sanremo 2021 con il brano inedito Fiamme negli occhi. La canzone è anche il preludio alla pubblicazione di un nuovissimo progetto discografico intitolato ‘Nostralgia”. Per presentare la propria canzone ecco cosa i Coma_Cose hanno raccontato in conferenza stampa:

“‘Fiamme negli occhi’ parla di credere nei sogni, è una favola, una storia di come l’arte e l’amore possa essere una rivalsa. Ci tenevamo che arrivasse al grande pubblico la nostra storia in toto. Ci piacerebbe che si rivedessero in noi tutti quelli che hanno bisogno di credere nell’ arte. A 35 anni avevo detto “è finita” – dice Fausto – Coma_Cose era quella cosa da fare a tempo perso la sera e forse quelle cose fatte senza rischiare niente funzionano di più. Il disco parla del valore del perdono verso se stessi, rivolto a tutti quelli che hanno bisogno di accettarsi per quello che sono”. 

“La cosa in cui credo è avere il coraggio di rendersi conto delle proprie debolezze e avere la forza di cambiare il tiro per risolvere le cose – ha raccontato Francesca – Quattro anni fa eravamo commessi in un negozio e oggi siamo a Sanremo. Ci piaceva che la nostra musica arrivasse ad un pubblico più grande possibile”.

“Abbiamo scelto di partecipare con questa canzone perché parla di noi, volevamo presentarci per quello che siamo. Parlare di noi ci è sembrato naturalmente il modo perfetto per esprimere quello che siamo nella vita e nel lavoro. Riguardo al videoclip ci tenevamo all’immagine del tramonto e della lambretta come simbolo di quegli anni per esprimere al meglio il messaggio del brano”.

“Non ci sentiamo snaturati da questa esperienza, anzi ci siamo rivisti esattamente come avremmo voluto e questo ci ha reso orgogliosi del lavoro fatto. Piccola curiosità: la prima volta che siamo usciti assieme siamo andati ad un karaoke e Francesca non aveva ancora pensato di fare la cantante. Per il futuro ci piacerebbe promuovere il nuovo album con uno show molto suonato per dare quanto possibile valore alla musica”.

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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