“Come deve andare” di 883: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Come deve andare” di 883
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2001 con “Come deve andare” di 883.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Come deve andare” di 883
Recensione – “Come deve andare” degli 883
Con “Come deve andare”, pubblicata nel 2001 come terzo singolo dall’album “Uno in più”, Max Pezzali firma uno dei brani più malinconici e maturi dell’ultima stagione degli 883. Una canzone che, sotto l’apparente semplicità del racconto quotidiano, nasconde una riflessione amara e lucida sul tempo che passa, sulle disillusioni e sulla crescita personale.
L’immaginario è quello tipico di Pezzali: concreto, fatto di dettagli minimi e riconoscibili, come un Peugeot che arranca in salita o un ragazzo in motorino che sorride mentre sorpassa. In queste immagini da periferia italiana invernale, l’autore costruisce una metafora universale del fallimento e del confronto con gli altri.
Il finale riporta tutto a un livello simbolico e personale. La “strada ripida e dissestata” è quella della vita, chiamata con ironia “età della ragione”, ma anche il percorso che tutti devono affrontare per crescere. Il narratore spera di poterla “fare tutta”, anche arrancando come quel vecchio Peugeot: non importa la velocità, conta arrivare in cima guardando indietro con dignità.
In definitiva, “Come deve andare” è una delle canzoni più emblematiche della maturità di Max Pezzali: un piccolo romanzo di vita quotidiana che trasforma un ricordo banale in una parabola sull’esistenza. È la resa onesta di chi ha smesso di cercare risposte assolute e ha imparato, semplicemente, ad accettare il fluire delle cose…. “o perlomeno così dicono”.
Il testo di “Come deve andare” di 883
Erano le vacanze di Natale
Nell’anno di quel freddo micidiale
Il mio Peugeot col gelo arrancava
Tossiva un po’, partiva e si fermava
Mi superò uno col fifty nero
Lo vidi che rideva, son sicuro
Dall’alto del suo fifty sia di me che del Peugeot
Così tornai a casa un po’ umiliato
Col ghiaccio che dal chiodo era entrato
In profondità, nel mio orgoglio ferito
è allora che al volo ho realizzato
Il rischio di passare la mia vita
Sopra un Peugeot che arranca in salita
Mentre uno con il fifty ti sorpassa, ride e va
E tutto va come deve andare
(O perlomeno così dicono)
E tutto va come deve andare
(O perlomeno me lo auguro)
Se ne andò il tempo delle mele
Ed arrivò l’inferno delle pere
Amici che non avrei più rivisto
Sbattuti là, scaraventati in pasto
A una realtà che qualche anno dopo
Avrebbe già riscosso il suo tributo
Da sola o con le quattro letterine magiche
E c’erano quelli già sistemati
In società, temuti e rispettati
Guardavano con schifo malcelato
Persone con cui avevano vissuto
Non era più il tempo di parlare
Con gente che era così inferiore
Ridendo di un Peugeot in salita che non ce la fa
E tutto va come deve andare
(O perlomeno così dicono)
E tutto va come deve andare
(O perlomeno me lo auguro)
E siamo qui ai piedi di una strada
Che sale su, ripida e dissestata
La chiamano età della ragione
Ci passano miliardi di persone
Io spero di poterla fare tutta
Guardare giu quando arriverò in vetta
Anche arrancando come quel vecchissimo Peugeot
E tutto va come deve andare
(O perlomeno così dicono)
E tutto va come deve andare
(O perlomeno me lo auguro)
E tutto va come deve andare
(O perlomeno così dicono)
E tutto va come deve andare
(O perlomeno me lo auguro)