“Come le vie a New York” dei Two Fingerz: te la ricordi questa?

Come le vie a New York Two Fingerz

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Come le vie a New York” dei Two Fingerz

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2012 con “Come le vie a New York” dei Two Fingerz.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Come le vie a New York” dei Two Fingerz

Nel 2012 i Two Fingerz pubblicano Mouse Music, un disco che mescola ironia, critica sociale e produzione elettronica tagliente. Tra i singoli più emblematici c’è “Come le vie a New York”, brano che usa la metafora della Grande Mela per raccontare il disordine – e il fascino – della contemporaneità.

Il testo si apre con una scena quotidiana: la coda in macchina. Lo sguardo del protagonista è curioso, quasi cinico. Osserva gli altri automobilisti come fossero personaggi di un film, “come guardare il Cinepanettone gratis”. È un’immagine grottesca che introduce subito il tono: ironico, dissacrante, ma profondamente osservativo.

La canzone alterna battute fulminanti a riflessioni più amare. La crisi economica diventa spunto per una serie di paradossi: la “crisi dei desideri” nella Fontana di Trevi, la gente che resta in casa non per paura ma per giocare a “Fifa 2012”. È una fotografia dell’Italia di inizio anni Dieci, sospesa tra difficoltà reali e distrazioni digitali.

Il ritornello è semplice ma efficace: “Come le vie a New York, siamo persone incasinate”. La città diventa metafora dell’identità contemporanea: caotica, sovrapposta, contraddittoria. Eppure, forse, è proprio questo il bello. Il disordine non è solo problema, è anche vitalità.

Interessante è il gioco sulla “grande mela”. New York è mito, desiderio collettivo, simbolo di successo. Tutti vogliono andarci, tutti hanno l’iPhone – nuova mela moderna. Ma dietro il sogno c’è la realtà: mutui per “due piccoli buchi”, città come mele dentro cui lavoriamo “come bruchi”. È un’immagine potente: l’uomo che consuma e viene consumato dal sistema.

Il brano non rinuncia a momenti più personali, come il ricordo della zia cassiera sostituita dalle casse automatiche. È un dettaglio che racconta il cambiamento tecnologico e la perdita di umanità nelle relazioni quotidiane. Anche il riferimento a Simoncelli introduce un pensiero più profondo: fare ciò che si ama è già un lusso.

Musicalmente il pezzo si muove su basi elettroniche incisive, con un flow che alterna ironia e consapevolezza. La produzione è moderna, coerente con l’identità del duo, e sostiene un testo ricco di immagini e giochi di parole.

Come le vie a New York” è una canzone che racconta il nostro tempo con leggerezza intelligente. È satira urbana, ma anche autoritratto generazionale. Siamo incasinati, sì. Ma forse, come le strade di New York, è proprio in quell’incastro continuo che troviamo il nostro movimento.

Il testo di “Come le vie a New York” dei Two Fingerz

Quando sono in coda guardo nelle altre auto gli altri come sono combinati!
Sto con i pop-corn in mano come al cinema, è come guardare il Cinepanettone gratis
gente con le dita dentro al naso così tanto da sfiorare i pensieri che hanno in testa
Io vorrei essere quel dito dentro al naso
per vedere la gente che cazzo pensa!
Meglio rimanere in casa, la televisione dice che ci sono problemi economici
La gente resta in casa perché ha fifa (no,no,no) 
resta in casa perché c’ha Fifa 2012
E c’è la crisi delle case, la crisi dei politici, 
e l’uomo nella Fontana di Trevi, raccoglie monete ma ne raccoglie meno 
perché dice che c’è anche la crisi dei desideri!

Come le Vie a New York, siamo persone
Come le Vie a New York, incasinate
Come le Vie a New York, che forse però
è il bello di New York, che bella New…

Cosa avrà di speciale questa grande mela,
tutti vogliono andare a vedere New York
Attirate dalla mela come Adamo ed Eva,
e di fatto tutti quanti c’hanno l’iPhone!
Tutti che si vantano della nostra cucina,
nessuno fa la pizza come noi Italiani,
Forse hai ragione tu, 
ma le pizzerie qua sono tutte quante degli Egiziani!
Mia zia faceva la cassiera,
e quando andavo a far la spesa ci scambiavo due chiacchiere,
ora non ci parlo più da un po’ 
perché è stata sostituita dalle casse automatiche!E da bambino ti chiedi cosa farò da grande,
io mi facevo sempre mille castelli,
ma questa vita è già un lusso
arrivare alla fine facendo ciò che ami come Simoncelli!

Come le Vie a New York, siamo persone
Come le Vie a New York, incasinate
Come le Vie a New York, che forse però
è il bello di New York, che bella New York
Che bella New York, quando andiamo a New York!
Che bella New York, quando andiamo a New York!

Le città sono come grandi mele,
e noi dentro a lavorare come bruchi!
E cerchiamo casa in queste grandi mele,
facciamo grandi mutui per due piccoli buchi!

Come le Vie a New York, siamo persone
Come le Vie a New York, incasinate
Come le Vie a New York, che forse però
è il bello di New York, che bella New York!

Scritto da Nico Donvito
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