Stash The Kolors Mal di gola

Nuovo viaggio nel passato per i The Kolors nel nuovo singolo

Nuovo singolo per il trio partenopeo dei The Kolors che inaugurano il 2021 con una nuovissima Mal di gola che continua la via musicale intrapresa dagli ultimi successi come ‘Pensare male’, ‘Los Angeles’ e ‘Non è vero’ (di cui qui la nostra recensione). Il brano è scritto da Stash insieme a Davide Simonetta, Simone Cremonini, Alessandro Raina e prodotto dallo stesso Stash insieme ai Daddy’s Groove.

I The Kolors (di cui qui la nostra recente intervista) in questo brano decidono di osare di più ed entrare totalmente in una sonorità anni ’80. Dal punto di vista musicale sembrano esserci meno contaminazioni e più determinazione nella produzione artistica. Non solo gli strumenti musicali ma soprattutto i suoni, tutto l’ arrangiamento a partire dalla batteria, fino all’ assolo di sax (bellissima novità di “Mal di gola“) che incornicia il tutto. Dopo anni di ricerca di riconoscibilità, la voce di Stash subisce qualche cambiamento, non nella sostanza ma nella forma. Il cantante applica alla sua voce un effetto diverso dal solito che ne sdoppia il suono quasi fosse un Phraser. Il risultato è quello di una voce più liquida, forse vintage, che ricorda molto il mondo musicale affine all’indie dei Thegiornalisti, per essere chiari, pur mantenendo la sua nota riconoscibilità.

Mal di gola” ha un testo romantico, old style nella sostanza ma non nella forma. La citazione di “Siamo solo noi” di  Vasco all’inizio preannuncia un richiamo esplicito al passato ma quello che si ascolta è tutt’altro che vecchio. “Aspetteremo un po’ prima di partire, e prenderemo un treno fino alla fine” è una bellissima immagine lontana che riporta ad una storia d’amore di quarant’anni fa, quando due giovani fidanzati percorrevano ferrovie e binari per incontrarsi, tempi in cui l’unico mezzo di comunicazione erano gli sguardi silenziosi di pochi minuti di pausa dalla scuola.

La ricerca stilistica testuale arriva alle orecchie come fosse una canzone di oggi, come metafore e ricercatezza di new popuna prerogativa, per i The Kolors, che ne caratterizza il viaggio musicale dall’ inizio del loro percorso. “Cosa fai se parli troppo e poi hai il mal di gola” è un modo estremamente anni ’80 di contaminare la scrittura del brano, a segnale di estrema coerenza.

Il videoclip del brano sugella quanto appena detto, diventando a pino titolo esplicitamente realizzato con tecniche di fotografia e montaggio anni ’80, senza alcun richiamo ai nostri giorni, anche nella velocità di scorrimento dei frame. “Mal di gola” è dunque un coraggioso singolo che porta i The Kolors negli anni ’80, rinnovandoli però di nuova intensità creativa.

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Mal di gola | Testo

Cosa ne sanno gli altri di quello che sei tu
come faremo a trovarci se non sogni mai me
sarebbe bello comprarti qualcosa
e disegnarti sui muri di scuola
e caderti dentro
me l’ha detto Vasco siamo solo noi

Questo giardino sembra la Savana
io toro e tu scorpione
il cielo parla e noi muti
che perdiamo tempo e non salviamo il mondo
sei la ragione per rimanere e per andare via

Aspetteremo un po’
prima di partire
e prenderemo un treno fino alla fine
dove sei, dove sei, dove sei quando rimani sola
cosa fai, cosa fai, cosa fai se parli troppo
e poi hai mal di gola
se parli troppo e poi hai mal di gola

Ma dove sono gli altri quando non ci sei tu
come faremo a svegliarci se la festa non finisce più
la mia vita sembra la Siberia senza il tuo maglione
la gente ?
abbiamo ancora tempo per salvare il mondo
sei la ragione per rimanere e per andare via

Aspetteremo un po’
prima di partire
e prenderemo un treno fino alla fine
dove sei, dove sei, dove sei quando rimani sola
cosa fai, cosa fai, cosa fai se parli troppo
e poi hai mal di gola
se parli troppo e poi hai mal di gola
se parli troppo e poi hai mal di gola

E rimaniamo per ore a parlare
dei tuoi viaggi, delle cene a casa
e poi di quella notte che ti sei ubriacata
ma dove sei, che cosa fai quando rimani sola

Dove sei, dove sei, dove sei quando resti da sola
cosa fai, cosa fai, cosa fai se parli troppo
e poi hai mal di gola
se parli troppo e poi hai mal di gola

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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