Rando Sono luce

Recensione dell’ultimo singolo di Random prima dell’avventura a Sanremo 2021

Lui è il “bravo ragazzo” e adesso prova a riconfermarlo con “Sono luce“. Il suo nome di battesimo è Emanuele Caso, in arte Random e lo conosciamo artisticamente perché lui è un giovanissimo che ha “spaccato” velocemente, complice un grande talento per la scrittura e una simpatia mediatica consacrata dalla TV.

Sono luce” è appunto il brano in rotazione radiofonica dall’11 dicembre, prodotto da Zenit e Shablo e “mette un punto” al fortunato disco “Montagne russe” prima della partecipazione al Festival di Sanremo 2021.

Con questo brano Random conferma la sua capacità di essere attuale e intellegibile senza rinunciare a valori importanti quali la famiglia. Tutto il testo di “Sono luce” è, infatti, una dedica alla mamma e una riflessione personale sulla strada, quella che il cantante ha percorso e percorrerà. La stessa strada che ha fatto crescere Random che è cresciuto velocemente e con le idee molto chiare (qui per rileggere la nostra intervista).

“È strano il rapporto di un figlio con la propria madre” – ha dichiarato in più occasioni il giovane cantante – “Le madri sono quelle persone che ascoltando un tuo discorso dispendono saggi consigli… ai quali solitamente rispondiamo con un semplice ‘si dai hai ragione’… Alla fine però, gira e frulla, quella ragione diventa assoluta. Perché? Perché un consiglio di una madre è il più puro e sincero, frutto di chi sa vedere in te la vera luce. In questo pezzo ho voluto ripercorrere i consigli presi ‘sotto gamba’ e le parole regalatemi onestamente. Fate attenzione alle persone che vi stanno attorno, fate attenzione a non trasformarvi. Rimanere noi stessi è una promessa che dovremmo sempre farci”.

Random 2020

E’ per questo che risulta essere una piccola lezione di vita, soprattutto per i più giovani quella contenuta in “Sono luce“. Musicalmente l’arrangiamento non aggiunge nulla al mondo musicale di “Montagne russe“, conferma però le idee chiare di Random. Anche qui il mondo del rap si fonde con l’urban riportandoci, però, al pop per la facilità di comprensione del messaggio e per le melodie d’immediato impatto per chi ascolta. Il testo racconta un pensiero puro di un giovane ragazzo nei confronti della madre, facendo quasi da sprone ai tanti coetanei che vivono rapporti conflittuali con i genitori. In un mondo in cui i “duemila” si devono dimenare tra mille insidie soprattutto nel mondo del lavoro, i consigli di una madre devono essere ascoltati e tenuti a mente per il futuro. Per una mamma e solo per lei ogni figlio è “luce”.

L’invito di Random a tutti i ragazzi è di ricordare le proprie origini e non rinunciare ad ascoltare un buon consiglio da chi ci ama incondizionatamente, non ci tradirà mai e che ci darà la forza per andare avanti. Si fa apprezzare  così l’esatta sovrapposizione dell’artista Random con Emanuele Caso, riuscendo a mettere anche questa volta la propria personalità dentro la propria musica confermando di essere il “bravo ragazzo” che è luce per sua mamma e che riesce ad ottenere consensi  da tutto il pubblico.

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Sono luce | Testo

Mamma mi chiama dice mi manchi
Che sono luce e che non cambio mai
Dalla strada o sopra i palchi
Quindi la strada io non la cambio mai
Mamma mi chiama dice mi manchi
Che sono luce e che non cambio mai
Dalla strada o sopra i palchi
Quindi la strada io non la cambio mai
Allora chiama una voce che mi chiama
Mi dice stai lontano da sti soldi e dalla fama
Che la gente ti cerca solo quando ha troppo fame
Ma passeranno gli anni e sarai solo da buttare
Un sogno da realizzare senza più vie di mezzo
Grazie a Dio le parole mi salgono da sto chiasso
Cercami se mi perdo guidami nel mio viaggio
Dammi l’ispirazione fa sì che non sia più un miraggio
Perdere i passi fatti e gli anni che passano
Mi sento sempre uguale ma cambio
Ricordi che mi portano indietro alla mia storia
Mamma mi chiama dice mi manchi
Che sono luce e che non cambio mai
Dalla strada o sopra i palchi
Quindi la strada io non la cambio mai
Ancora chiama dice mi manchi
Che sono luce e che non cambio mai
Che non cambio mai che non cambio mai
Ti sei mai chiesto se
Davvero tutti ti amano come li ami te
Ti pugnaleranno alle spalle
Conto sulle dita di una mano i miei alleati
Sopra l’altra solo l’odio che da tempo li ha cambiati
Lascio un punto per un futuro meno scuro e brutto
Il più debole è lo scudo di chi ha sempre avuto tutto
Le parole cambieranno le persone
Solo quando le persone capiranno le parole
Perdere i passi fatti e gli anni che passano
Mi sento sempre uguale ma cambio
Ricordi che mi portano indietro alla mia storia
Mamma mi chiama dice mi manchi
Che sono luce e che non cambio mai
Dalla strada o sopra i palchi
Quindi la strada io non la cambio mai
Ancora chiama dice mi manchi
Che sono luce e che non cambio mai
Che non cambio mai che non cambio mai
Ancora ancora tornare alla mia storia
Ancora ancora un brivido lungo la schiena
Ancora ancora tornare alla mia storia
Ancora ancora parlerò di te
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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Di Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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