Dario “Dardust” Faini a Sanremo con Mahmood: “vado alla ricerca del nuovo, la musica è condivisione” – INTERVISTA

A tu per tu con il musicista, compositore e produttore italiano, in gara quest’anno come autore per Mahmood

Direttamente da Sanremo abbiamo incontrato Dario Faini, in arte Dardust, produttore e compositore di successo italiano che nel tempo ha collaborato tra gli altri con Annalisa, Emma, Fedez, Tommaso Paradiso e Marco Mengoni. Quest’anno è in gara al Festival come autore insieme a Charlie Charles per il pezzo Soldi di Mahmood, inoltre dirige l’orchestra per lo stesso Mahmood e per gli Ex-Otago.

Ciao Dario, partiamo dal presente, siamo qua a Sanremo dove ti troviamo in veste di direttore d’orchestra e come autore, come sta andando ?

<<Sta andando molto bene, sono molto contento di essere qui, prendo questa opportunità come un’esperienza formativa: aver collaborato con l’orchestra di Sanremo per la prima volta nella vita è stato un regalo bello ed importante, dopo anni in cui sono stato qui in veste d’autore>>.

Il brano con il quale sei in gara in veste di autore (Soldi ndr) è stato finora molto apprezzato sia dal pubblico che dalla critica, com’è nato questo piccolo gioiello?

<<E’ nato in maniera molto casuale, eravamo a casa mia a Milano d’estate e Mahmood mi aveva proposto di fare un pezzo, dopo che insieme avevamo realizzato ‘Nero Bali’ per Elodie e Michele Bravi e ‘Rivoluzione’ per Marco Mengoni. Io con molto entusiasmo ho accettato subito e in un’ora e mezza è nata ‘Soldi’, con testo e produzione praticamente già pronti. Il brano mi ha subito sorpreso anche se mai e poi mai mi sarei aspettato di trovarmi qua oggi tra i big di Sanremo in gara con questo pezzo, sinceramente credo sia stata la cosa più incredibile ed inaspettata che mi sia capitata negli ultimi dieci anni>>.

Il brano vanta anche la produzione del giovane ma già super stimato Charlie Charles, esponente della trap italiana. Cosa pensi di questi nuovi generi e com’è nata questa  collaborazione con uno dei producer più influenti del momento in Italia? 

<<Io sono un grande appassionato del rap e della trap, sono stato a Manchester a vedere Kendrick Lamar e tra poco andrò a vedere Drake. Io mi innamoro di tutto quello che è nuovo, prendo tutto come fosse linfa vitale, non vedo l’ora che esca qualcosa di nuovo che arrivi a spostare le cose e a rimescolare le carte. Amo mettermi in gioco e prendere tutto come una nuova sfida, l’hip hop, il rap e la trap, per me tutto è una grandissima ispirazione. Charlie Charles per me è un numero uno, giovane ma già multicertificato nelle vendite, quando mi ha scritto per vedermi nel suo studio ero veramente l’uomo più felice del mondo, conoscerlo e confrontarmi con lui mi ha dato veramente tanta linfa>>.

Tu sei da tantissimi anni sulla cresta dell’onda del pop italiano, eppure riesci sempre a trovare un’evoluzione e a dettare le mode di questo genere che forse è uno dei pochi che nel bene e nel male continua ad evolversi. Quale il tuo segreto per suonare sempre “fresco”?

<<Ti cito le tre famose parole che ripropongo sempre: umiltà, condivisione e contaminazione. Umiltà di accettare il nuovo, condividerlo e poi farsi contaminare continuamente senza resistenza, questa cosa ti permette di cambiare faccia ed identità a livello creativo risultando sempre nuovo. La mia maggiore paura in questo lavoro è quella di invecchiare, perciò cerco di non farlo mai cercando sempre le novità, anche perché alla fine il mio più grande idolo è sempre stato David Bowie che nella sua carriera ha proposto sempre cose nuove>>.

Parlando del tuo progetto personale, Dardust, cosa prevede il futuro?

<<Stiamo lavorando attualmente al terzo disco che arriverà quest’anno nel quale ci sarà un’importante firma a livello internazionale, stanno accadendo un sacco di “cose grosse” che però non posso ancora spoilerare, ma che spero veramente di farvi ascoltare il prima possibile, entro questa primavera. Posso dire che questo nuovo album sarà sicuramente il più bello dei tre, nonché il più maturo e il più coraggioso>>.

Visto che siamo a Sanremo ti chiedo se hai avuto l’occasione di ascoltare i brani in gara, quale ti ha colpito di più?

<<Mi è piaciuto molto Achille Lauro, ma anche Daniele Silvestri insieme a Rancore: nel complesso ho trovato un livello molto altro tra i brani>>

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Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

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