A tu per tu con il giovane cantante classe ’98, in uscita con il singolo d’esordio “Un altro giorno

Reduce dalla partecipazione alla tredicesima edizione italiana di X Factor, ritroviamo con piacere Davide Rossi, artista che in precedenza aveva già calcato il palco di “Ti lascio una canzone” nel 2010. Tanti i duetti realizzati nel corso di queste due esperienze televisive, a partire da Lucio Dalla, passando per Massimo Ranieri, i Pooh, Loredana Bertè, Gino Paoli, Fausto Leali, Antonello Venditti, Riccardo Cocciante, Tiziano Ferro, Lewis Capaldi e Robbie Williams. “Un altro giorno (The best is yet to come)” è il titolo del suo singolo d’esordio, realizzato insieme ad Eugenia Martino e Fabio Raponi, impreziosito dal videoclip diretto dal regista Roberto Parisse. In occasione di questa uscita, abbiamo raggiunto il cantautore aretino via Skype per approfondire la sua conoscenza.

Ciao Davide, benvenuto. Partiamo da “Un altro giorno”. cosa rappresenta esattamente per te questo pezzo che, di fatto, segna l’inizio del tuo percorso artistico post X-Factor?

«Rappresenta una tappa importante, ci tenevo a partire facendo conoscere un lato che, forse, nel programma non è venuto fuori, non ho fatto ascoltare molto del mio italiano. Con questo brano ho voluto trasmettere il mio personale buon auspicio per questa ripresa, rispetto a questo periodo che stiamo vivendo. L’idea era proprio quella di infondere speranza in questa estate che sarà sicuramente diversa dalle altre».

Interessanti le sonorità che richiamano ascolti dal respiro internazionale, come siete arrivati a questo tipo di sound?

«La canzone è nata ascoltando un loop ritmico di Logic, il programma di scrittura che utilizzo con il mio computer. Da lì ho immaginato il sound, pensando subito alle produzioni di Dua Lipa, a quelle atmosfere lì. Non ho scritto il pezzo con l’intenzione di farlo uscire quest’estate, anzi all’inizio avevo in previsione un altro singolo, ma poi il destino ha voluto che uscisse proprio questo brano».

Facendo un salto indietro nel tempo, c’è stato un momento preciso in cui hai capito che tu e la musica eravate fatti l’uno per l’altra?

«Sin da piccolo ho iniziato a studiare canto, ho partecipato anche a “Ti lascio una canone”, ma tutto è cambiando quando è arrivato il pianoforte, quando ho iniziato a suonare. Da lì ho avvertito la necessità di aggiungere qualcosa di mio, ho capito che la musica è una delle cose che mi fa stare bene ».

Hai partecipato a “Ti lascio una canzone” nel 2010 e lo scorso anno ad X Factor, due esperienze televisive differenti, arrivate in due momenti completamente diversi della tua vita. Cosa ti hanno lasciato questi due format?

«La possibilità di farmi conoscere al grande pubblico e di duettare con grandissimi artisti, tra tutti quello che porto nel cuore è Lucio Dalla. Quando ho partecipato a “Ti lascio una canzone” ero piccolo forse non avevo nemmeno la maturità per comprendere il peso specifico di quello che stavo facendo. X Factor, invece, è arrivato in un momento in cui ero cresciuto, è stata la mia prima convivenza con sedici persone, eravamo chiusi in un loft tutti insieme, ho imparato anche a fare la lavatrice (sorride, ndr), sicuramente è stata un’esperienza formativa sia a livello umano che artistico. Ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi professionisti, la prima in assoluto è stata Malika Ayane, il mio giudice, lei mi ha dato davvero tanto».

Tornando al presente, o per meglio dire al futuro, quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere? 

«Mi piace dire che ho dei progetti a medio lungo termine, ho delle cose su cui lavorare, però adesso voglio godermi un attimo il brano che ho appena lanciato, essendo il mio primo singolo deciderò poi il da farsi. Comunque ho dei progetti, non vedo l’ora di poterci lavorare e di farveli ascoltare».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«Con le mie canzoni vorrei prendere un target abbastanza ampio, anche se il mio obiettivo sono naturalmente i miei coetanei. La musica è per me un mezzo di espressione, ciò che non comunico a parole vorrei riuscire a trasmetterlo attraverso ciò che scrivo, per questo motivo il mio messaggio è rivolto a tutti».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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