Dea Culpa e Ciao sono Vale: “Da una canzone ne sono nate tante altre” – INTERVISTA

Dea Culpa Ciao sono Vale

A tu per tu con Dea Culpa e Ciao sono Vale per parlare del nuovo singolo “Il male è femmina”, il primo insieme, fuori dallo scorso 3 aprile 2026. La nostra intervista doppia

Dall’incontro a Sanremo Giovani 2024 a una collaborazione diventata anche storia d’amore: il percorso di Dea Culpa e Ciao sono Vale nasce in modo inaspettato, ma si trasforma presto in qualcosa di autentico e profondo. Il primo capitolo di questo viaggio si intitola “Il male è femmina”, singolo che segna l’inizio di un progetto condiviso capace di unire due identità artistiche diverse ma perfettamente complementari.

Da una parte la vocalità intensa e sfumata di Dea Culpa, dall’altra l’attitudine urban e diretta di Ciao sono Vale: insieme danno vita a un racconto che affronta temi delicati come la manipolazione e la violenza psicologica nelle relazioni, evitando stereotipi e cercando invece una narrazione sincera e contemporanea. Un brano che nasce da un confronto personale profondo, ma che riesce ad allargarsi fino a diventare universale.

Quello che colpisce è la naturalezza con cui questo duo ha preso forma: da un’iniziale diffidenza a un’intesa sempre più forte, fino alla decisione di condividere non solo la musica ma anche la vita. “Il male è femmina” rappresenta così non solo un esordio discografico, ma anche il punto di partenza di un percorso artistico e umano destinato a evolversi, tra sperimentazione, nuove canzoni già pronte e una visione comune sempre più definita.

Dea Culpa e Ciao sono Vale raccontano “Il male è femmina”

Prima di parlare del brano che segna l’inizio della vostra collaborazione, vorrei fare un passo indietro, a Sanremo Giovani 2024, quando vi incontrate. Raccontateci com’è nata l’idea di unire le forze e di ritrovarvi a lavorare in studio insieme?

«All’inizio, paradossalmente, non ci stavamo neanche troppo simpatiche. Ci siamo incrociate durante le audizioni e abbiamo avuto un’impressione sbagliata l’una dell’altra. Poi però, conoscendoci meglio, abbiamo scoperto di avere tantissime cose in comune. Da lì abbiamo iniziato a sentirci, prima come colleghe, poi come amiche. Nel tempo è nato qualcosa anche a livello personale e, in modo del tutto naturale, abbiamo iniziato a fare musica insieme. Non c’è stato un momento preciso: è successo e basta».

“Il male è femmina” è il vostro primo singolo insieme: qual è stata la scintilla che ha fatto nascere questo pezzo?

«È nato tutto in modo spontaneo. Stavamo provando a scrivere su un type beat, un po’ per gioco, e ci siamo ritrovate a fare la stessa melodia, identica, armonizzata. Da lì è partita la magia. Abbiamo scritto il primo ritornello e abbiamo capito che c’era qualcosa di speciale. Poi da una canzone ne sono nate tantissime, quindi abbiamo detto: proviamoci davvero».

Il testo affronta temi delicati come la manipolazione e la violenza psicologica nelle relazioni. Quanto è stato importante il confronto tra di voi per rendere la narrazione sia personale che universale?

«Fondamentale. Abbiamo un rapporto in cui ci diciamo tutto, senza filtri. Ci siamo raccontate esperienze passate, anche dolorose, e questo ci ha permesso di scrivere in modo molto sincero. Non abbiamo paura di toccare certe corde, perché sappiamo da dove arrivano. E poi il messaggio non è solo personale: vuole essere anche una riflessione più ampia, su dinamiche che tante persone vivono».

“Il male è femmina” è solo il primo capitolo, cosa dobbiamo aspettarci nell’immediato futuro da questo vostro duo?
«Sicuramente tanta musica nuova. Abbiamo già scritto moltissime canzoni. Stiamo sperimentando tanto, ma con una direzione chiara. Le prossime uscite arriveranno presto e racconteranno diverse sfaccettature di questo progetto».

Scritto da Nico Donvito
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