A tu per tu con l’artista siciliana, in uscita con il suo nuovo singolo intitolato “Ma cosa vuoi?

Da interprete a cantautrice, il percorso di crescita artistica di Deborah Iurato prosegue dalla scrittura, “Ma cosa vuoi?” è il titolo del singolo che segna il suo ritorno, oltre che il debutto in veste di autrice. A un anno e mezzo dalla nostra precedente chiacchierata, l’abbiamo raggiunta via Skype per approfondire la conoscenza della sua visione di vita e di musica.

Ciao Deborah, bentrovata. Partiamo da “Ma cosa vuoi?”, che sapore ha per te questo pezzo?

«Ovviamente un sapore straordinario. Durante il lockdown mi sono messa a scrivere, così ho pubblicato “Supereroi”, più che un singolo lo considero un’introduzione a questo nuovo percorso di scrittura. Adesso è uscita “Ma cosa vuoi?” e ne sono super super felice».

Un brano che segna una forte svolta nel tuo percorso, come sei arrivata a questo punto? Quali pensieri e quali stati animo ti hanno ispirata?

«Sicuramente c’è stata una svolta stilistica, personalmente cercavo qualcosa che mi appartenesse, volevo seguire quello che l’emozione mi stava dando in quel preciso momento. Spesso diamo troppo peso a delle situazioni e dei momenti della vita, come dico in riferimento a questo pezzo, a volte basterebbe solo seguire il suono e il rumore, per poi far vibrare tutte quante le nostre sensazioni ed emozioni. Ho lavorato un sacco su me stessa, sul modo di cantare, cercando di essere più libera possibile, senza freni».

“Ma cosa vuoi? esce in un’estate che non sarà di certo come le altre. Tu, personalmente, come la stai vivendo e come te la immagini?

«La sto vivendo in maniera molto positiva, ti dirò di più, forse è la prima volta che sono felice di uscire con un pezzo che amo profondamente proprio in estate, perchè questo brano riesce a darmi una serenità che non provavo da un po’. Trascorrere questo periodo nella mia Sicilia rende tutto ancora più bello, per questo ho voluto ambientare il videoclip a Comiso, in provincia di Ragusa. Con il regista Andrea Occhipinti, abbiamo deciso di girarlo interamente con un drone».

Sotto diversi punti di vista, è indubbio che la nostra società pre-Covid stesse affrontando un lungo momento di freddezza sociale. Qual è l’augurio che ti senti di rivolgere alla comunità del futuro? Cosa speri che questa situazione estrema di difficoltà ci abbai insegnato?

«Personalmente ho apprezzato molto di più i valori, in particolar modo la mia famiglia, aspetti che magari prima si davano per scontato. L’unico mezzo in realtà per comunicare sono stati i social, perché ci hanno tenuto in contatto e ci hanno fatto compagnia. Il giorno in cui ho fatto la mia prima diretta su Instagram durante il lockdown ero emozionata, commossa e mi tremavano pure le mani. In quei momenti capisci che l’unione fa davvero la forza, pensare tutti insieme che si possa uscire da una situazione difficile e assurda come quella è sicuramente un valore aggiunto. Spero che, quando finirà tutto questo, continueremo ad essere quelli di oggi».

Nella nostra precedente intervista abbiamo parlato di Sanremo, non hai mai nascosto che ti piacerebbe ritornarci, dopo l’ottimo posto raggiunto in coppia con Giovanni Caccamo nel 2016. Cosa ti è piaciuto dell’ultima edizione? Pensi di avere già tra le mani un pezzo per poterti candidare il prossimo anno?

«Sanremo lo guardo sempre, mi è piaciuta molto l’edizione di Amadeus, l’ho seguita in modo particolare, organizzando con amici il classico gruppo d’ascolto. Ho apprezzato molto Fasma, sicuramente la canzone di Diodato era la mia preferita, la sua è stata una vittoria meritata. Bravissima anche Tosca, mi ha colpito molto Achille Lauro, lui lo adoro. Per quanto riguarda me, non lo so se il pezzo c’è, non farmi svelare troppo (sorride, ndr), poi è un po’ presto. Ovviamente, non ti nego, mi piacerebbe tornarci, ma solo con il brano giusto e, perché no, magari scritto da me».

Per concludere, qual è la lezione più importante che senti di aver imparato dalla musica in questi sei anni di attività?

«La musica mi ha insegnato innanzitutto ad essere sempre me stessa, sia nelle nelle cose positive che in quelle negative. Proprio come sei anni fa, ribadisco un concetto per me fondamentale: non smettere mai di credere nei propri sogni, se davvero vuoi raggiungere un obiettivo devi metterci tutta la forza e la volontà. Questa è la cosa per me più importante».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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