“Desolato” di Enzo Jannacci e J-Ax: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Desolato” di Enzo Jannacci e J-Ax
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2013 con “Desolato” di Enzo Jannacci e J-Ax.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Desolato” di Enzo Jannacci e J-Ax
“Desolato” di Enzo Jannacci, in collaborazione con J-Ax, è un brano che fonde ironia e riflessione sociale, creando un ponte tra due generazioni musicali distanti ma complementari. Il pezzo, contenuto nell’album postumo “L’artista” del 2013, alterna il cantautorato milanese di Jannacci allo stile rap diretto e contemporaneo di Ax, costruendo una narrazione che osserva i problemi della società con lucidità e sarcasmo.
Il testo affronta temi complessi e quotidiani, dalle ingiustizie sociali alle contraddizioni del vivere moderno, passando per la politica, il lavoro precario e i dilemmi personali. La ripetizione della frase “Ma che problemi hai?” diventa un ritornello ironico e quasi provocatorio, mentre Jannacci e J-Ax scandiscono una lista di problemi concreti e assurdi, alternando critica sociale e riflessione personale: “Desolato se poi solo non ti ascolta più di tanto / Desolato poi se la vita a me, a me piace ancora tanto”.
Il brano si distingue per la capacità di unire denuncia e leggerezza: la rabbia e la frustrazione convivono con un’inconfondibile vena umoristica e il piacere di vivere, rendendo “Desolato” un manifesto generazionale che non rinuncia all’ironia. In definitiva, è una canzone che mescola impegno, osservazione critica e la poetica leggera di Enzo Jannacci con l’energia contemporanea di J-Ax, rendendo il messaggio accessibile e intenso al tempo stesso.
Il testo di “Desolato” di Enzo Jannacci e J-Ax
Desolato ma più che desolato, incazzato
Quando vedo che la gente si uccide
Lo dicevo cinquant’anni fa
E lo ripeto ora, ancora
Che forse è la volta buona
Che c’è uno tra voi che tra uno sputo e una spinta
Troverà un’altra penicillina, altre forme d’amore
Forse un po’ più di grinta
Per cacciarvi via tutti
Rognoni, cantanti, cioè noi
Ma che problemi hai?
Eh, c’ho il problema che il tempo non mi basta mai
Ma che problemi hai?
Uè, ho un fratello in galera e non gli passa mai
Ma che problemi hai?
Eh, c’ho il problema che il tempo non mi basta mai
Non mi passa mai, non mi basta mai, non mi passa mai
Non mi basta
Chi vuole fare a botte ti chiede, “C’hai i problemi?”
Problemi secolari, popolari nei quartieri
In ogni scala, e su scala nazionale
Ma per gli inglesi, italiani o albanesi è uguale
Problemi di pensioni e rimosse
Di debiti e storie, finite le scorte
Crollate le borse, aperte le porte
La fame che arriva da chi non la conosce
Problema della sigaretta
È monopolio di stato, è stato di dipendenza
Dal petrolio in Arabia
La badante polacca
Dal metano di Mosca
E dalla pasta di mamma
Ha! La religione è un problema se nega la scienza
E l’ateo se non ha coscienza
Che se la droga in giro aumenta
È perché ormai costa meno di un litro di benza
Desolato se non trovo la risposta ai tuoi problemi
Desolato se il mio canto ha degli alibi sinceri
Desolato se poi solo non ti ascolta più di tanto
Desolato poi se la vita a me, a me piace ancora tanto
Problemi è capire che non c’è un ideale
Problemi totali
Ma io sono al mare
Ho detto che sono al mare
Problemi del figlio di un grande fratello
Problemi per quelli che c’è solo quello
Problemi di notte
Del grande amatore
Problemi di sporco, anzi di unto
Però del signore
Ma che problemi c’ha?
Vorrei assumere, creare lavoro
Ma qui fanno business solo i Compra Oro
E le sale da gioco, io invece vendo fuoco
Ma porte scarpe da tennis e parlo da solo
Parole al vento all’ottanta percento per capire certe cose, ci vuole orecchio
Per vedere chi è il nemico, serve uno specchio
Per governare il mio paese, ci vuole un vecchio
Ho visto un re, come Jannacci e Fò
Gli ho chiesto vengo anch’io lui mi ha detto, “No tu no”
È un criminale ma non puoi punirlo
Povero re, e povero anche il Camillo
Non ho problemi con il mondo, solo con voi che comandate
Se ve ne andate, sarà ancora bello come quando parla Gaber
Desolato ma la vita a me piace
Desolato se non trovo la risposta ai tuoi problemi
Desolato se il mio canto ha degli alibi sinceri
Desolato se poi solo non ti ascolta più di tanto
Desolato poi se la vita a me, a me piace ancora tanto
Ma che problemi hai?
Eh, c’ho il problema che il tempo non mi basta mai
Ma che problemi hai?
Uè, ho un fratello in galera e non gli passa mai
Ma che problemi hai?
Eh, c’ho il problema che il tempo non mi basta mai
Non mi passa mai, non mi basta mai, non mi passa mai
Non mi basta