Dheiti: “Rebirth” è l’EP d’esordio del progetto artistico di Gemma Conforti

Quattro canzoni diverse tra loro per presentare al pubblico le diverse sfumature di Dheiti, il progetto artistico dietro cui si cela la cantante, pianista e autrice calabrese (ma cresciuta a Torino) Gemma Conforti. Il lavoro si intitola Rebirth e, non a caso, la data di pubblicazione scelta è stata il 21 Marzo, primo giorno di primavera:

La scelta di far uscire l’EP il 21 marzo non è ovviamente casuale. La data d’inizio della primavera – stagione della rinascita, della rifioritura, del vitalismo, in cui tutte le forze sopite durante l’inverno finalmente si scatenano, risvegliando ogni cosa, richiamando all’amore, all’azione, alla comunicazione – mi sembrava perfetta per un lancio, poiché evoca molti elementi e significati presenti nel disco, non per nulla intitolato “Rebirth”. Si tratta senza dubbio di una rinascita musicale, perché questo è il mio primo lavoro da solista, ma soprattutto di una rinascita personale, che coinvolge tutti gli aspetti della mia vita: mi sento infatti in un momento chiave, in un periodo di profondo rinnovamento. “Rebirth” è sì un disco che parla di primavera, però scritto in pieno inverno. È come se ne parlasse dal punto di vista dell’inverno. Ha quel non so che di chiaroscuro, di contrasto che m’attrae molto. Non è la celebrazione di una primavera vissuta ma l’evocazione di una primavera attesa, sperata, gustata a un livello immaginativo. – Dheiti

Tanto studio e formazione hanno reso Gemma la musicista che è oggi: dinamica, che si snoda tra un genere all’altro con coerenza, ordine e risolutezza. Dopo aver studiato pianoforte, canto lirico  jazz, inizia a militare in band del capoluogo piemontese dai vari stili, come rock, pop, progressive, blues, jazz e funky. Si è più volte definita legata al soul e alla musica nera, ma fuggendo sempre da qualsiasi etichetta. A fine 2013 inizia a scrivere brani e a gettare su carta la sua idea di musica durante un soggiorno in Inghilterra. Prende vita così il progetto Dheiti.

Per realizzare questo EP di debutto, Dheiti si affianca all’amico e collega Sergio Bertolino, cantante e autore degli Enjoy the Void, con cui aveva già collaborato in passato. Lui, insieme a Domenico Anastasio, lavorano agli arrangiamenti dei brani, registrati poi presso il BAM! Factory Studio di Sapri. Il mixaggio è stato poi curato dal già citato Sergio Bertolino e Giovanni Caruso, mentre la masterizzazione a cura di Salvatore Addeo agli Aemme Recording Studios di Lecco (LC). L’artwork è stato realizzato da GioStone. I testi di tre dei quattro brani contenuti in Rebirth portano la firma della stessa Dheiti, eccetto A long walk, cover di Jill Scott riproposta in chiave funk rock.

Perché un EP? Ci sono diverse ragioni: quella più pratica è che non vivevo un momento così sereno da potermi gettare a capofitto in un percorso lungo ed estenuante come la produzione di un album; il motivo principale è però un altro: volevo che il mio primo lavoro da solista fosse una sorta di biglietto da visita. Ritengo di aver proposto quattro brani in grado di sintetizzare vari lati del mio carattere artistico: da quello più delicato e intimista a quello più potente e carico di pathos. Insomma, dalla dolcezza alla grinta, dall’introversione all’estroversione… E poi, diciamoci la verità, per giudicare un artista, per capire se rientra o no nei nostri gusti, generalmente non ascoltiamo più di tre-quattro brani, spesso anche di meno. In un certo senso ho voluto facilitare il processo all’ascoltatore, presentandogli una mia personale selezione. – Dheiti

Audio di “Rebirth”

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Andrea Picariello

Ventenne salernitano, music addicted, comunicatore e social media manager. Attualmente impegnato come consulente social per Radio Castelluccio. Quasi giornalista di forma, già giornalista in sostanza.

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