Dimensione Brama, “Teatral Politik” è il disco di debutto

Dimensione Brama

Tempo di nuova musica per i Dimensione Brama che, a partire dallo scorso 24 aprile 2026, hanno reso disponibile il loro primo disco, intitolato “Teatral Politik”

Disponibile da venerdì 24 aprile “Teatral Politik”, l’album d’esordio del collettivo romano Dimensione Brama, anticipato dai singoli “Economia“, “Goodbye cuore da killer” e “Particelle elementari”. Un esordio solo in apparenza: perché questo lavoro nasce da anni di attraversamento del palco, da un corpo a corpo continuo con il pubblico, da performance che hanno costruito un linguaggio prima ancora che un repertorio.

“Ci sono dischi che si scrivono. E poi ci sono dischi che si accumulano, si consumano, si urlano fino a diventare inevitabili. Quanti titoli ha questo disco. La creatura umana nel carcere della società. Libertà nel gregge. Il compromesso, il macello. Orfanelle di fine secolo, padri sterili di futuro. Il mondo che va a fuoco e sembra anche bello, e vengono i brividi a pensare che ieri eravamo ancora in tempo”.

Dimensione Brama sono un progetto che nasce e si sviluppa attorno all’esibizione live e la sperimentazione tra club, teatri off, spazi ibridi e contesti non convenzionali. Il disco arriva solo dopo questo lungo attraversamento del palco, come fissazione parziale di un materiale nato per esistere in pubblico. “Teatral Politik” si presenta così come un esordio discografico, ma anche come una seconda origine: ciò che prima esisteva come evento dal vivo trova ora una nuova configurazione, senza perdere il proprio carattere originario.

Le canzoni nascono dall’incontro tra Claudio Molinari e Nicola Pecora, amici e compagni di banco, cresciuti attraversando prima il linguaggio teatrale e poi quello musicale. Le loro scritture restano distinte, quasi incompatibili: da un lato una voce più diretta, civile e discorsiva; dall’altro una tensione teatrale, grottesca, capace di muoversi tra registri sovrumani e subumani.

Il disco si muove lungo questa linea instabile. Da un lato l’eccentricità barocca e satirica di brani come “Economia” e “Goodbye cuore da killer“, con la loro carica visiva e deformante. Dall’altro, momenti di sottrazione e nudità, come “Particelle elementari” o “Senza nome“, in cui il linguaggio si svuota e resta esposto, fino a diventare distanza, mancato riconoscimento. Nei testi convivono invettiva, frammento, narrazione e accumulo. Il linguaggio si moltiplica, si sovraccarica, collassa. Oppure si ritira, si assottiglia, fino a sparire.

Il titolo “Teatral Politik” può avere almeno due chiavi di lettura: una riflessione sulla spettacolarizzazione della politica contemporanea e sul suo intreccio con l’intrattenimento, ma anche come una dichiarazione interna al progetto. Una “politica del teatro” intesa come scelta condivisa di fare arte, di abitare lo spazio pubblico, di trasformare il gesto creativo in una forma di presenza collettiva. In questa zona di contatto tra ruolo e vita, tra scena e realtà, il disco prova a costruire una forma che resta sempre in movimento.

Il disco è prodotto da Daniele Razzicchia (già al lavoro, tra gli altri, con Ariete e Psicologi), registrato e mixato presso Il nuovo Kiwi, studio romano che negli anni è diventato una vera e propria casa per il collettivo. Le canzoni nascono dalla scrittura di Claudio Molinari e Nicola Pecora, ma trovano la loro forma definitiva nel lavoro condiviso di tutta la band, che ne cura arrangiamenti e sviluppo sonoro. In “Non si scherza con Amleto“, uno dei brani più iconici del disco, fa inoltre la sua prima apparizione nel collettivo Gaia Rinaldi, attrice teatrale legata da tempo ai Dimensione Brama, con cui Claudio e Nicola avevano già condiviso il palco in una precedente messa in scena dell’Amleto.

Scritto da Alessandra Locatelli
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