“E c’è ancora mare” di Giorgia: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “E c’è ancora mare” di Giorgia
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1995 con “E c’è ancora mare” di Giorgia.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “E c’è ancora mare” di Giorgia
In “E c’è ancora mare”, Giorgia si muove dentro una canzone sospesa tra sogno, viaggio e desiderio, dove la logica lascia spazio a una sequenza di immagini quasi oniriche. Il testo di Enzo Avitabile non racconta una storia in senso tradizionale: costruisce piuttosto un paesaggio interiore fatto di alba, notte, cielo, mare, stelle e luoghi lontani. “E poi svegliarsi / essendo l’alba”, “addormentarsi essendo notte”, “volare essendo cielo” trasformano gli elementi naturali in stati dell’anima, come se vivere significasse continuamente cambiare forma.
Al centro c’è il viaggio, ma non quello verso una destinazione precisa. “E navigare / ma dove andare” è la domanda che attraversa l’intero brano, subito rilanciata da un immaginario che arriva fino al Tibet, alla Nuova Guinea, all’Everest e a un universo racchiuso in un tepee. Sono luoghi reali e fantastici mescolati insieme per rappresentare una tensione verso l’altrove, verso qualcosa che ancora non si conosce. Il mare diventa così una metafora della possibilità: anche quando non si sa dove dirigersi, “c’è ancora mare”, quindi esiste ancora uno spazio da attraversare.
Il ritornello introduce però una dimensione più intima. “Do you need somebody? / Do you love somebody?” porta il viaggio dalla dimensione cosmica a quella sentimentale. Il mare può essere “nelle mani”, il cielo può finire “sotto i piedi”: ciò che sembrava infinito diventa improvvisamente qualcosa da toccare e condividere. La domanda sull’amore non cerca una risposta definitiva, ma sembra verificare la possibilità di essere autentici insieme: “dove siamo veri”. E allora il movimento più importante diventa quello del volare e del tornare, andare lontano senza perdere il punto a cui fare ritorno.
Pubblicata nel 1995, in una fase di forte ascesa per Giorgia, la canzone mette in primo piano proprio quella capacità vocale ed espressiva che stava diventando uno dei suoi tratti distintivi. La composizione di Avitabile le offre una struttura aperta, quasi priva di confini, nella quale la voce può inseguire immagini e suggestioni più che una narrazione lineare. Alla fine restano le domande, ripetute come un mantra: “Do you need somebody?”, “Do you love somebody?”. Non importa tanto trovare una risposta quanto continuare a cercare. Perché, dopo ogni volo e ogni ritorno, il mare è ancora lì: simbolo di un desiderio che non si è esaurito e di una vita che conserva ancora qualcosa da attraversare.
Il testo di “E c’è ancora mare” di Giorgia
E poi svegliarsi
Essendo l’alba
Addormentarsi essendo notte
Volare essendo cielo
Un sogno vascello
Una realtà di luna
Una sponda immaginaria
Aspirazione luce
Do you need somebody, e c’è ancora mare
Do you love somebody, mare nelle mani
Do you need somebody, e c’è ancora mare
Somebody
E navigare
Ma dove andare
Andare avanti essendo vita
Magari fino in Tibet
Una stella negra
Un amore Nuova Guinea
L’universo in un Tepee
Aspirazione sì
Do you need somebody, e c’è ancora cielo
Do you love somebody, cielo sotto i piedi
Do you need somebody, e c’è ancora cielo
E volare, volare, volare
Dove sei tu
E tornare, tornare
Con le tue ali
Do you need somebody, e c’è ancora mare
Do you love somebody, dove siamo veri
Do you need somebody
Scaldare il mondo essendo sole
Magari in fondo al cuore
Un giorno normale
Qualche cosa che rimane
Una vibrazione presto
Aspirazione Everest
Do you need somebody, e c’è ancora cielo
Do you love somebody, cielo sotto i piedi
Do you need somebody, e c’è ancora cielo
E volare, volare, volare
Dove sei tu
E tornare, tornare
E volare, volare, volare
Dove sei tu
E tornare, tornare
Con le tue ali
Do you need somebody, e c’è ancora cielo
Do you love somebody, cielo sotto i piedi
Do you need somebody, e c’è ancora cielo
Do you love somebody, dove siamo veri
Do you need somebody, e c’è ancora cielo
Do you love somebody, cielo sotto i piedi
Do you need somebody, e c’è ancora mare
Do you love somebody, mare nelle mani
Do you love somebody
Do you need somebody
Do you love somebody