“È un peccato morir” di Zucchero: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “È un peccato morir” di Zucchero
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2010 con “È un peccato morir” di Zucchero.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “È un peccato morir” di Zucchero
“È un peccato morir” di Zucchero Fornaciari è uno dei brani simbolo della sua maturità artistica, pubblicato nel 2010 come primo singolo dell’album “Chocabeck“. Scritto insieme a Pasquale Panella, il pezzo si presenta come una vera e propria “preghiera laica”, un inno carnale e poetico alla vita, dove spiritualità e materia si intrecciano senza soluzione di continuità.
Fin dall’apertura, il brano assume un tono quasi liturgico: “Gloria a te nell’aria / quale tu sia”. Non c’è un destinatario preciso, ma una forza vitale diffusa, presente ovunque. È una spiritualità senza dogmi, che si rivolge alla vita stessa, all’esistenza in tutte le sue forme. Il ritornello “è un peccato morir” non è una semplice provocazione, ma una dichiarazione di stupore davanti alla bellezza dell’essere vivi.
Il brano è attraversato da una continua tensione tra terra e cielo. Da un lato, la corporeità: il cibo, i baci, la “sabbia” dell’esistenza. Dall’altro, una dimensione più elevata, quasi mistica, in cui tutto diventa “gloria”. È proprio questa fusione a rendere il pezzo così potente: la spiritualità non è separata dalla materia, ma nasce dentro di essa.
Il linguaggio di Pasquale Panella, con la sua struttura frammentata e visionaria, amplifica questa dimensione simbolica. Le parole non descrivono semplicemente, ma evocano, deformano la realtà per restituirla in forma poetica. Il risultato è un flusso emotivo più che narrativo, dove il senso nasce per accumulo di immagini.
“È un peccato morir” è, in definitiva, una celebrazione della vita nella sua imperfezione. Non idealizza l’esistenza, ma la abbraccia nella sua contraddizione continua. È un invito a stupirsi, a restare dentro le cose finché si è vivi, perché ogni istante porta con sé una forma di “gloria” irripetibile.
Il testo di “È un peccato morir” di Zucchero
Gloria a te nell’aria
Quale tu sia
Solo uno, solo o in compagnia
Ma la vecchia storia
Yeah, yeah è un peccato morir
Gloria a te ogni volta
Siamo, saprai, figli tuoi ma consumiamoci
Uno o due alla volta
Yeah, yeah che è un peccato morir
Yeah
Ai piatti pieni a tavola la gente nostrana
Senza boria né buriana, e via
Yeah, yeah che l’anima mia
Va a questa bocca di sole
Che mi toglie le parole , yeah
Gloria ai tempi d’oro
Io vi vorrei rivedere almeno prima di fare centouno
Yeah, yeah è un peccato morir
Yeah, yeah, yeah
Gloria, siamo fiori
Yeah, yeah, yeah
Fa’ che s’innamori
Gloria all’uccellino
Vola da lei, io non so volare dille che
Sei felice in mano
E che è un peccato morir
Yeah
Ai baci della luna questa vacca di vita
Che in avanti all’incontrario va
Yeah, yeah all’anima mia
A questa botta di sole che mi tace le parole, yeah
Yeah, yeah, yeah
Gloria, siamo fiori
Yeah, yeah, yeah
Fa’ che s’innamori
Gloria a te o divino
Come sarà l’altra vita da suino
Se sei nel mio destino
Yeah, yeah è un peccato morir
Gloria sei nell’aria
A te che fai certe cose con le cose di noi
Che siamo sabbia
Yeah, yeah è un peccato morir
Yeah, yeah che peccato morir
Yeah