Echo: “Il mio obbiettivo? Lanciare messaggi che possano far riflettere” – INTERVISTA

A tu per tu con la giovane cantautrice romana, in uscita con il suo singolo d’esordio “Capire adesso”

E’ disponibile in radio e nei digital store dallo scorso 11 ottobre il singolo che segna il debutto discografico di Giorgia Acchioni, alias Echo, artista classe ’99 della scuderia Ondesonore Records. Si intitola “Capire adesso” il brano che affronta la tematica del distacco familiare, inteso come crescita personale e desiderio di tracciare il proprio percorso, andando incontro al proprio destino. Camminare con le proprie gambe, mettersi in gioco e correre qualche rischio, questo lo spirito della canzone scritta in collaborazione con la vocal coach Silvia Gollini e composta musicalmente da Marco Gollini. In occasione di questo interessante lancio, approfondiamo la conoscenza della giovane cantautrice romana.

Ciao Giorgia, “Capire adesso” è il titolo del tuo singolo d’esordio, cosa racconta?

«”Capire adesso” è un brano che parla della crescita, di quanto sia difficile a volte crearsi un’identità distaccata dai membri famigliari e percorrere la propria strada mantenendo comunque un rapporto d’amore. Conflitti, litigi, momenti indimenticabili fanno tutti parte del progetto di crescita andandone a costituire il bagaglio che un figlio si porterà per sempre dietro».

Chi ha lavorato con te per questo tuo primo brano?

«Questo brano prevede la collaborazione di Silvia Gollini, mia vocal coach, per il testo e di Marco Gollini, direttore della Mad records, per la musica».

Cosa avete voluto trasmettere attraverso le immagini del videoclip?

«Questo videoclip è stato girato nella maniera più semplice possibile senza costruzione di storie legate al testo della canzone. L’intento era quello di mettere a nudo le fragilità e allo stesso tempo la forza di un adolescente che prende consapevolezza della propria indipendenza».

Quando e come hai scoperto la tua passione per la musica?

«La mia passione per la musica c’è sempre stata. Fin da subito nasce come un’esigenza di espressione di sentimenti forti o di esperienze vissute che avevo bisogno di mettere su carta e di cantare come valvola di sfogo. Quindi da piccola ho iniziato a prendere lezioni di chitarra e piano e poi a cantare fino ad arrivare ad esibirmi con i miei pezzi».

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato il tuo percorso?

«Sono molto affascinata dalle grandi voci quali Giorgia, Mina, Mia Martini, Christina Aguilera, Alicia Keys ma se la canzone mi piace posso ascoltare qualsiasi genere dal soul al rap. Per quanto riguarda la scrittura mi ispiro molto ai grandi cantautori italiani come Lucio Battisti, Nicolò Fabi, i Negramaro, De Gregori, ecc ecc».

Nel 2015 sei stata protagonista femminile nel musical “E’ sempre colpa dei grandi?”, è un’esperienza che ti piacerebbe ripetere?

«Quella del teatro è stata una bellissima esperienza che ricorderò per sempre. È stato molto difficile salire sul palco vincendo la mia timidezza perché non si trattava di una cosa che  sapevo fare ovvero cantare ma di un qualcosa di totalmente nuovo con cui non mi ero mai approcciata. È stata una grande sfida contro me stessa ma nonostante questo in futuro spero di poter avere di nuovo occasione di recitare».

“Capire adesso” è solo la prima tappa del tuo percorso, quali sono i prossimi passi? Cosa puoi anticiparci dei tuoi progetti in cantiere?

«Per adesso l’obbiettivo è quello di fare un EP di almeno cinque brani miei ricercando sempre di più la mia identità creativa e sperare di riuscire a farli ascoltare a più persone possibili».

Per concludere, dove desideri arrivare con la tua musica? 

«Il mio sogno è quello di poter aiutare molte persone che potrebbero identificarsi nei miei racconti e rispecchiarsi nella mia musica. Inoltre l’obbiettivo è sempre quello di passare messaggi per me importanti che possano servire da spunto di riflessione».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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