Eddie Brock debutta a Sanremo con “Avvoltoi”, tra verità emotiva ed effetto sorpresa – RECENSIONE
Dopo il boom virale di “Non è mica te”, Eddie Brock arriva all’Ariston con “Avvoltoi”, un brano più pop, sincero e intenso, chiuso da un assolo rockeggiante che resta
Debutta a Sanremo Edoardo Iaschi, in arte Eddie Brock, e lo fa con un pezzo intitolato “Avvoltoi”, firmato a sei mani con Lorenzo Iaschi e Vincenzo Leone. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.
Eddie Brock, la recensione di “Avvoltoi”
Sbaglieranno pure la pronuncia del suo nome d’arte, ma Eddie Brock potrebbe davvero essere una delle sorprese più interessanti di questo Festival. Il cantautore romano arriva a Sanremo 2026 con l’attenzione già puntata addosso, complice il successo virale di “Non è mica te”, diventato un fenomeno su TikTok e capace di collezionare milioni di stream.
Eppure, la scelta più intelligente che potesse fare era proprio questa: non ripetersi. “Avvoltoi” non è “Non è mica te”. E per fortuna. Il brano vira verso atmosfere più pop e meno indie, senza inseguire o scimmiottare una formula che abbiamo ancora tutti nelle orecchie. Eddie Brock, invece, aggiunge un tassello nuovo al suo mosaico artistico, mostrando crescita, consapevolezza e una voglia evidente di allargare il proprio linguaggio.
Il cuore del pezzo resta la scrittura emotiva: “Avvoltoi” racconta un amore struggente e quel coraggio necessario per riconoscerlo quando arriva, anche se fa male. C’è sincerità, c’è vulnerabilità, ma soprattutto c’è una maturazione evidente nel modo in cui il sentimento viene messo in musica. Un dettaglio, poi, resta impresso più degli altri: il bell’assolo di chitarra sul finale, che chiude la canzone con una nota quasi nostalgica, come una ferita che non si rimargina del tutto, ma che si impara a portare. Funziona e funzionerà.