Eddie Brock e il suo live senza maschere – RECENSIONE CONCERTO

Eddie Brock

Il resoconto del live di Eddie Brock in scena alla Santeria Toscana di Milano giovedì 26 marzo 2026, prima tappa del suo “Amarsi Tour 2026″. La nostra recensione del concerto

Gli appassionati dell’universo Marvel sanno bene che Eddie Brock è uno degli alter ego più celebri e controversi di Venom, un personaggio segnato da contrasti, fragilità e una forza fuori dal comune. Un nome che evoca immediatamente un immaginario potente, fatto di identità doppie, conflitti interiori e trasformazioni. Edoardo Iaschi, invece, sceglie di farsi chiamare Eddie Brock, ma senza bisogno di nascondersi dietro alcuna maschera o simbionte: la sua identità artistica è tutta esposta, autentica, diretta. Lo ha dimostrato in concerto ancora una volta ieri sera, qualora ce ne fosse stato bisogno, in occasione della prima tappa del suo tour alla Santeria Toscana di Milano.

Un debutto che non è stato soltanto un semplice concerto, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti: sul palco, Eddie Brock ha portato se stesso senza filtri, trasformando ogni brano in un racconto personale e ogni momento in un’occasione di connessione con il pubblico. Alla prima del suo “Amarsi Tour 2026”, il cantautore romano ha confermato la sua capacità di rendere la musica uno spazio sincero, quasi viscerale, lontano da costruzioni artificiose. Nessun travestimento, dunque, ma una presenza autentica e sincera, capace di coinvolgere e trascinare, facendo emergere con forza quella dimensione emotiva che rappresenta il cuore del suo progetto artistico.

Dopo aver aperto la serata con “Rivoluzione” e “Mai viola”, due brani che hanno subito acceso l’atmosfera e dato l’idea del tono dell’intero live, “Tarocchi” diventa il primo vero momento di condivisione totale con il pubblico. Non più solo ascolto, ma partecipazione attiva: le voci sotto il palco si uniscono a quella dell’artista, trasformando il pezzo in una sorta di coro collettivo, spontaneo e coinvolgente.

È proprio in questo passaggio che si percepisce con maggiore forza il legame tra Eddie Brock e chi lo segue. Un pubblico eterogeneo, variegato nelle presenze, ma accomunato dalla stessa energia e dallo stesso entusiasmo, anche se a colpire è soprattutto la netta predominanza di giovanissimi. Ragazzi e ragazze che conoscono a memoria ogni parola e che vivono ogni strofa con trasporto, mentre chi scrive questo articolo si gode il doppio spettacolo sullo sfondo, assieme ai genitori di questi ragazzi. Un doppio spettacolo sì: il concerto da una parte e la gioventù dall’altra.

Dopo “Lungomare a Napoli” e “Un’altra canzone d’amore”, è la volta dell’inedito “Le ultime ruote del carro”. Un brano non ancora inciso scritto per chi sente di non aver mai davvero vinto nulla, per chi si è spesso trovato ai margini, a rincorrere senza mai arrivare primo, ma senza per questo smettere di provarci. L’introduzione parlata diventa così anche un momento di racconto personale, con un chiaro riferimento all’esperienza sanremese appena conclusa. È proprio in questa dimensione sospesa tra autoanalisi e autoironia che la canzone prende forma, arrivando dritta, senza costruzioni.

“E adesso guardaci, noi siamo un disastro”, canta Eddie Brock, trasformando quella che potrebbe sembrare una resa in una dichiarazione di identità, quasi un manifesto generazionale. Ma è nel finale che il brano trova la sua vera chiusura emotiva: un liberatorio e corale “Siamo ancora qui”, gridato come una rivincita silenziosa, un modo per rivendicare la propria presenza nonostante tutto. Un momento che, sul palco come sotto, suona come una piccola grande vittoria condivisa.

Si prosegue a vele spiegate fino a “Non è mica te” e “Avvoltoi”, accompagnato dal coro del pubblico sia giovane che adulto, sia davanti che nelle retrovie. Due canzoni che rappresentano il momento più alto del live, quasi un incontro generazionale e che, non accaso, saranno ricantate nel bis. In mezzo tanta altra roba, come le bella “Matematica” e l’energica “Maledettamente” (che a me ha sempre evocato un po’ di “Narcotic” dei Liquido), passando per i duetti con Roadelli e Mille, rispettivamente sulle note di “T3” e “Far west”.

Si riprende poi con “Portami via”, canzone eseguita sul palco dell’Ariston di Sanremo 2026 insieme al grande Fabrizio Moro, per poi concedere spazio alla toccante “Alberi spogli” eseguita solo piano, violino e voce. Ma c’è ancora tempo con le emozioni grazie a “Serenate”, “Il tuo universo” (l’altro inedito presente nella versione deluxe di “Amarsi è la rivoluzione”), “Roma dorme” e “Trattengo il respiro“. Insomma, un concerto senza maschere, uno spettacolo capace di tirare fuori anche sensazioni silenti e sentimenti assopiti, di quelli che fanno spogliare il cuore.

Eddie Brock, la scaletta del concerto di Milano

  1. Rivoluzione
  2. Ma Viola
  3. Tarocchi
  4. Lungomare a Napoli
  5. Un’altra canzone d’amore
  6. Le ultime ruote del carro (inedito)
  7. Promettimi
  8. T3 (con Roadelli)
  9. Cristalli di sale
  10. Non è mica te
  11. Lei non sa
  12. FM 105 io e te
  13. A festa finita
  14. Avvoltoi
  15. Matematica
  16. Maledettamente
  17. Far West (con Mille)
  18. Portami via
  19. Alberi spogli
  20. Serenate
  21. Il tuo universo
  22. Roma dorme
  23. Trattengo il respiro
  24. Avvoltoi
  25. Non è mica te
Scritto da Nico Donvito
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