Elettra Lamborghini torna a Sanremo con “Voilà”, una festa Carrà style – RECENSIONE
Seconda volta in gara a Sanremo per Elettra Lamborghini con “Voilà”: stesso spirito, nuova occasione all’Ariston. Un omaggio pop e colorato che punta tutto sull’energia
Ritorna a Sanremo Patty Pravo e lo fa con un pezzo intitolato “Opera”, firmato da Giovanni Caccamo. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.
Elettra Lamborghini, la recensione di “Voilà”
Elettra Lamborghini torna in gara al Festival di Sanremo 2026, sei anni dopo l’esordio con “Musica (e il resto scompare)”, diventata immediatamente virale e simbolo di un’Ariston trasformato, per una sera, in pista da ballo.
L’incipit del ritornello, “Viva viva viva la Carrà”, chiarisce subito l’intenzione: un omaggio leggero, divertito e divertente a Raffaella Carrà. E in effetti “Voilà” è esattamente questo: un brano che non si prende troppo sul serio, che gioca con l’immaginario pop, che punta sull’energia e sull’attitudine più che sulla complessità.
Al primo ascolto, la sensazione è che il tempo si sia quasi fermato. Ritroviamo la stessa voglia di festa, la stessa immediatezza, la stessa volontà di rompere la solennità sanremese con una spruzzata di glitter. È un pezzo costruito per funzionare sul palco, più che in cuffia: ritmo incalzante, slogan ripetuto, atmosfera da show televisivo.
La domanda, inevitabile, riguarda l’evoluzione. Rispetto al 2020, ci si aspetta una Elettra meno intimidita dall’importanza del contesto, più disinvolta nella gestione della voce e della scena. La canzone, da sola, non sembra segnare un cambio di rotta radicale: resta fedele a un’identità precisa, coerente con il personaggio. Per ora resta una dichiarazione d’intenti chiara e colorata. E, in fondo, che altro aggiungere se non: Voilà?