Enzo Jannacci, quarant’anni di “Fotoricordo”

Album Amarcord: i dischi più belli da riascoltare

Sono trascorsi quarant’anni dalla pubblicazione di uno dei progetti discografici più interessanti di Enzo Jannacci, intitolato “Fotoricordo”, il suo decimo lavoro in studio. Dopo alcuni anni di stallo, l’artista milanese torna con un disco di assoluta qualità che ottiene finalmente la giusta visibilità, la stessa che in precedenza era arrivata in maniera sporadica per “Vengo anch’io” e “Quelli che…”, complice la scelta di tornare ad esibirsi dal vivo dopo un periodo di assenza dal palcoscenico.

Otto le canzoni in scaletta, più tre intermezzi recitati che incarnano in pieno lo stile irriverente di Jannacci. In tutto si tratta di quattro tracce inedite e altrettante già pubblicate in precedenza in dischi di altri colleghi, tra cui: “Era tutto qui” incisa da Mina due anni prima; Bartali” e Sudamerica” pubblicate da Paolo Conte nel giugno dello stesso anno e, infine, “Mario” già inclusa da Pino Donaggio nel suo precedente album datato 1976.

Tra le canzoni veramente nuove, di fatto, spiccano: “Io e te”, che personalmente reputo una delle più belle opere musicali dell’autore, romantica e ispirata nel suo voler trattare il disagio esistenziale, rigorosamente con un tocco di humor; l’ironica e autobiografica “Saltimbanchi”; l’introspettiva “Natalia”, che racconta l’esperienza da cardiochirurgo dello stesso artista, alle prese con una giovane paziente con una grave malformazione cardiaca, e infine, l’irriverente “La poiana”, il cui testo è stato firmato dall’amico Dario Fo.

Prodotto da Nanni Ricordi e arrangiato da Luis Bacalov, l’album risulta contemporaneo anche se ascoltato a distanza di ben quattro decenni, il modo di immortalare la realtà di Enzo Jannacci, non solo è attuale, ma continua a essere futurista, soprattutto se lo rapportiamo a ciò che si sente oggi in giro. In un mondo ideale dischi di questo calibro andrebbero studiati nelle scuole, divulgati tra i giovani e passati in radio, anziché girare tra i mercatini dell’usato o prender polvere in qualche buio scantinato.

Fotoricordo | Tracklist e stelline

  1. Il ficus – intro
    (Enzo Jannacci)
  2. Io e te
    (Enzo Jannacci)
  3. Saltimbanchi
    (Enzo Jannacci)
  4. Natalia
    (Enzo Jannacci)
  5. Mario
    (Danilo Franchi, Pino Donaggio)
  6. Il labrador – intro
    (Enzo Jannacci)
  7. Bartali
    (Paolo Conte)
  8. La poiana 
    (Dario Fo, Enzo Jannacci)
  9. Sudamerica
    (Paolo Conte)
  10. Ecco tutto qui
    (Enzo Jannacci)
  11. Il sintetizzatore – intro
    (Enzo Jannacci)
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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