Ermal Meta - Sanremo 2021

Le dichiarazioni salienti della conferenza stampa di presentazione

Quinta partecipazione in gara per Ermal Meta che ha inaugurato nella seconda serata la sua avventura al Festival di Sanremo 2021 con il brano inedito Un milione di cose da dirti. La canzone è anche il preludio alla pubblicazione di un nuovissimo progetto discografico, “Tribù urbana”, che uscirà nelle prossime settimane. Per presentare la propria canzone ecco cosa la cantante ha raccontato in conferenza stampa:

“Questo Sanremo per me è stato stranissimo perché ci sono arrivato in sordina, non ho neanche avuto un autista ma sono andato da solo con la mia macchina. Per questo scoprirmi al primo posto fino ad adesso è stato una sorpresa gigantesca perché ero venuto solo con la voglia di cantare qualcosa di diverso rispetto agli anni passati e ringrazio per la valanga di stima che mi è arrivata addosso e questa sensazione me la voglio tenere stretta. Ringrazio chi crede in me”.

“Questo è stato un anno stravolgente ma la mia persona non è cambiata. Quando perdi la quotidianità delle piccole cose ti rendi conto che scoprire l’essenzialità è la chiave di scrittura dell’ultimo album. Componendone la tracklist “Un milione di cose da dirti” mi ha bussato alla porta nonostante fosse la più svestita e proprio per questo ha attirato la mia attenzione“.

“L’impalpabilità di questa canzone è stata una scelta molto precisa perché fare casino è più facile” – ha raccontato Ermal a proposito dell’intimità suggerita da questo brano.

“Non vedo l’ora che possiate ascoltare questo album. Al suo interno troverete tracce molto diverse dal punto di vista sonoro ma comunque legate fra loro. Ho voluto rappresentare uno spaccato urbano di suoni. Abbiamo sempre l’idea che le città creino le distanze. Quello che temiamo, in realtà, è tornare a casa soli. Per questo ho pensato alle tribù, luogo in cui non si sta mai lontani, dove si riuniscono tutte le distanze come un ossimoro“.

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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