“Essere in te” di Syria: te la ricordi questa?

Essere in te Syria

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Essere in te” di Syria

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2002 con “Essere in te” di Syria.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Essere in te” di Syria

“Essere in te” è uno dei brani più delicati e profondi del repertorio di Syria, una canzone che lavora in sottrazione emotiva e che affida la propria forza a ciò che resta non detto. Nato inizialmente come episodio intimo nel mondo degli 883, il pezzo trova nella versione interpretata interamente da Syria la sua forma più compiuta e vulnerabile, trasformandosi in un vero esercizio di empatia sentimentale.

Il testo si apre su un’immagine quotidiana e potentissima: una persona che scrive frasi destinate a rimanere segrete. L’agenda ricomprata ogni anno, identica a se stessa, diventa simbolo di un rituale privato, di una parte dell’altro che resta inaccessibile. Syria canta l’attesa e la distanza, non come mancanza di amore, ma come consapevolezza che anche dentro una relazione esistono zone inviolabili.

Il ritornello è una delle dichiarazioni più pure della scrittura di Max Pezzali. “Essere in te” non significa annullarsi, ma verificare se ciò che si è e ciò che si dà sia davvero all’altezza dell’amore ricevuto. L’immensità evocata non è retorica: è la misura emotiva di un’esistenza che acquista senso grazie alla presenza dell’altro.

In definitiva, “Essere in te” è una canzone sull’amore che osserva, che ascolta, che si mette in discussione. Un brano che parla a chiunque abbia amato senza possedere, e che trova nella semplicità della sua scrittura una profondità rara e duratura.

Il testo di “Essere in te” di Syria

Ti guardo mentre scrivi frasi che non mi farai leggere mai 
su di un’agenda che ricompri ogni anno uguale e non cambierai 
Dalla penna escono le parole fissano 
pensieri che solo con te puoi condividere 
forse ti riportano là dove riaffiorano 
immagini indelebili ed io vorrei 

Essere in te capire se 
ciò che sono e faccio è abbastanza a rendere 
almeno l’idea dell’immensità che esistendo hai reso mia 
Ti sento mentre canti strofe a memoria 
di canzoni che nemmeno sapevo che ti piacessero 
così tanto da coinvolgerti 
anche perchè tu mai con me le hai condivise ma 
forse ti appartengono, forse ti ricordano 
immagini indelebili ed io vorrei 

Essere in te capire se 
ciò che sono e faccio è abbastanza a rendere 
almeno l’idea dell’immensità che esistendo hai reso mia

Scritto da Nico Donvito
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